
IL COSA E IL DOVE
Ottava Edizione di VINO & ARTE CHE PASSIONE, Evento organizzato da CT Consulting Eventsnell’elegantissima cornice della GALLERIA DEL CARDINALE all’interno di PALAZZO COLONNA a Roma.
Una giornata all’insegna del buono e del bello che ha attirato un gran numero di addetti del settore, giornalisti e semplici winelowers.

GLI ASSAGGI
Oltre 50 le Aziende presenti (in buona parte di persona) e un numero imprecisato di etichette in degustazione m’hanno costretto a scegliere nel mazzo cosa assaggiare, dribblando per quanto possibile le vecchie conoscenze per concentrarmi sul resto.
Certo i Produttori sono più o meno gli stessi da diversi anni e trovare qualcosa di nuovo è stato difficile, ma questo mi ha consentito di cedere alla tentazione di assaggiare annate diverse di vini di cui serbavo un bel ricordo.
Comunque, dalla ormai canonica cinquantina di assaggi sono riuscito a estrapolare (non senza difficoltà) una personalissimissima “TOP FIVE” (cui ho aggiunto due “chasers” perché sono buono e perché credo nel loro futuro).
Voi date una letta ai mie soliti deliri enoici e prendete spunto per i Vostri prossimi assaggi.

LA TOP FIVE
– ALTO ADIGE DOC SAUVIGNON “KOLF” 2022, KURTATSCH (ALTO ADIGE): un naso che fa viaggiare con l’immaginazione.
Già in grado di esprimere senza vergogna i prodromi di una emozionante evoluzione, regala un palcoscenico di pesche e vegetalità preziose e complesse.
Eco dunque avanzarsi sedano, finocchietto selvatico, timo, salvia e delicatissimi mughetti in una atmosfera di pensose affumicature.
Sorso dritto, compatto, ricco ma al contempo scorrevolissimo grazie all’incedere inesorabile della profonda mineralità.
Sontuoso.
Da bere ascoltando “PEACHES EN REGALIA” di FRANK ZAPPA.

– TOSCANA IGT TREBBIANO “BÒGGINA B” (MAGNUM) 2020, PETROLO (TOSCANA): un Trebbiano che dribbla schemi precostituiti e che non concede spazi al legno nel quale riposa.
Fresco di frutta bianca, calca la mano sulle erbe aromatiche e lascia ricordare il finocchietto mentre affonda la lama a doppio filo delle dolcezze d’acacia e della salina mineralità.
Un soffio di camino spento introduce un sorso di freschezza succosa e irriverente sapidità, ricco di ricordi mentolati e che vorreste sia infinito.
Maravilloso!
Da bere ascoltando “BECAUSE OF YOU” degli SKUNK ANANSIE.

– VALDARNO DI SOPRA DOC SANGIOVESE “VIGNA BOGGINA A” 2021, PETROLO (TOSCANA): dove “A” sta per Anfora.
Io, che ho un’opinione “NI” sulle anfore lo chiamerei “S” come Sorpresa.
Sarà perché la terra delle anfore è la stessa in cui affondano le radici degli impianti o sarà perché così deve essere, sta di fatto che basta avvicinare il naso al calice per essere rapiti da un turbine di freschezze.
Conifere resinose e tabacchi mentolati danzano su amaritudini aromatiche di rosmarino e china stringendo alleanze con succosità di arancia rossa e sottili peposità lasciando ai frutti di bosco un ruolo da comprimari.
Chiude il cerchio una mineralità grafitica che rende impellente avvicinare il calice alla bocca per scoprire, accanto alla mirabile corrispondenza, quel grip tannico davvero intrigante che ci accompagna per tutto il lungo finale.
Bellobello!

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE CASTELLINA 2020, CASTELLO DI FONTERUTOLI (TOSCANA): scostate prugne e ciliegie e perdeteVi tra gli intrichi del sottobosco, spulciate il pot pourrì di fiori secchi per dominarne le essenze, respirate le brezze balsamiche e godetevi mineralità e toni green dei Sangiovese di un tempo.
Sorso di eleganza ed equilibrio che avrei preferito più “rustici”, tannico quanto deve lungo quanto serve.
Bello, peccato solo per quella cravatta che avrei preferito non indossasse.

– TERRE SICILIANE IGP BIANCO “QUOIANE DI SERRAMARROCCO” 2023, BARONE DI SERRAMARROCCO (SICILIA): il naso che regala questo Zibibbo è tutto uno svolazzare di zagare e fiori d’acacia cuj s’aggiungono dolcezze di miele e camomilla con un quid di esotico.
In bocca è fresco e veloce, una picchiata di erbe aromatiche, un mirino puntato sull’anice, un balcone sul mare, lo sguardo all’Africa.
Bellissimo!
Da bere ascoltando “PSALM 121 / FLIGHT OF THE FALCON” di PAT METHENY.

I QUASIQUASI
– MONTEPULCIANO D’ABRUZZO COLLINE TERAMANE DOCG “MAXIMO” 2021, VINUM HADRIANUM (ABRUZZO): il naso si apre su profonde note balsamiche vergate a ginepro e china cui fa seguito l’interezza di un bosco che propone terra bagnata e funghi.
Chiudono le note fruttate di visciola e prugna che intarsiano lo sfondo sottilmente vegetale.
Sorso coerente e compatto, sottolineato dalla fitta trama tannica e chiusura dedicata ai piccoli frutti rossi.
Un vino che conferma ancora una volta la poliedricità interpretativa del vitigno da parte dei Produttori delle Colline Teramane.

– BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG 2019, SASSODISOLE (TOSCANA): decisamente arrembante, di giovanile irruenza nel sottolineare freschezze mentolate ed erbe aromatiche prima ancora che il frutto rosso maturo ed un corredo speziato che sottolinea i chiodi di garofano.
Sorso vigoroso, gustoso e fresco, che i tannini ancora ineducati rendono vieppiù vivace e con una chiusura tutta di lamponi dolci.

GLI ALTRI
L’ABRUZZO
COLLI APRUTINI IGT PASSERINA “PETRONIA” 2022: il naso si riempie subito di dolcezze floreali d’acacia e zagara e lascia poi spazio a una frutta bianca cui un quid di brezza marina prova a metter freno.
Sorso morbido, di buone freschezza e sapidità con una chiusura dedicata alle erbe aromatiche e ai richiami di frutta bianca.

COLLI APRUTINI IGT PECORINO “CAECILIA” 2022: un naso votato alla piacioneria, tutto svolazzi di pera estiva e melone con un bel quid di esotico e un appenappena di toni erbacei.
Sorso piacevolmente fresco e sapido con un sostanzioso contributo glicerico alla affabilità della beva.
Decisamente non nelle mie corde ma…

COLLI APRUTINI IGT TREBBIANO “AELIO” 2022: un Trebbiano che abbraccia le proprie bucce per due mesi e poi affina nelle anfore di terracotta prodotte dagli artigiani dell’abruzzosissimo Castelli per riempire il naso di una profusione di frutta gialla matura (ma anche candita e di fiori macerati.
Non tacciono però le note amaricanti che reclamano il proprio spazio a suon di erbe aromatiche, nocciola e scorza d’arancio amaro.
In bocca calore e morbidezza sono esuberanti e freschezza e progressione sapida un po’ in affanno, mentre il grip tannico aiuta il sorso ad uscire da un imprinting altrimenti troppo modaiolo.

L’ALTO ADIGE
ALTO ADIGE DOC KERNER 2022: il naso dice di una gioventù arrembante che sacrifica la mineralità silicea a semplice sapidità e sottolinea vegetalità di sambuco e pesca acerba tratteggiate di cedro e mela.
Sorso di decisa sapidità, che propone un cadenzato incedere della proposta aromatica.
Elegante la chiusura di un vino cui do appuntamento a tra qualche anno.

ALTO ADIGE PINOT NERO “GLEN” RISERVA 2021: naso elegantissimo nel suo abito di more di rovo, violette e rosa canina, con quelle note di muschio e spezie che sembrano sneakers sotto lo smoking e un soffio di liquirizia in chiusura.
Sorso ammiccante e meno dinamico di quanto mi aspettassi, gentile nella proposta tannica a sottolineare quasi note di cioccolato prima dei rimandi olfattivi.
Ni.

LA LOMBARDIA
FRANCIACORTA DOCG BRUT “CLARABELLA” SATEN: accarezza il naso con delicati toni d’agrume e fiori bianchi senza dimenticarsi del pane appena sfornato.
Sorso gentile, fresco e fruttato, paga lo scotto di una sboccatura fatta “domani”.

FRANCIACORTA DOCG “CLARABELLA” BRUT: naso didattico di crosta di pane e silicea mineralità intessuto di agrumi, note balsamiche e frutta tropicale.
Sorso fresco e scattante dal finale agrumato e di buona persistenza.

LA TOSCANA
TOSCANA IGT ROSSO “TORRIONE” 2018: 80 parti di Sangiovese, 15 di Merlot e il saldo in Cabernet Sauvignon per questo vino “di risulta” in cui gli “edulcoranti” poco possono contro un Sangiovese che oltretutto tanto si giova di un cemento che lo rende ancora più birbante.
Il naso riconosce tabacco, ruggine, erbe aromatiche e tanto frutto (prugna, lampone, amarena).
Sorso equilibrato, con un bel tono di arancia rossa ad accompagnare la decisa freschezza e tannini un pochino ingabbiati.
Sicuramente un bel vino ma che a primo naso credevo più emozionante.

VALDARNO DI SOPRA DOC MERLOT “GALATRONA” 2021: un naso che ben si raccorda all’eleganza della location nel suo sciorinare con ordine confettura di frutti di bosco, arancia rossa, la ciliegia boero ed il cacao in separata sede, una bella presa di tabacco e qualcosa di boschivo.
Sorso nobile e completo, di sfericità quasi ostentata, decisa freschezza, tannini broccati ed estrema persistenza.

MAREMMA TOSCANA DOC VERMENTINO 2023: al naso, la tanta frutta seppellisce le note sabbiose e le sottili vegetalità.
Sorso fresco e sapido che ben presto mostra tutta la sua morbidezza risultando eccessivamente piacione.

TOSCANA IGT ROSATO “BELGUARDO ROSÉ” 2023: Sangiovese e Syrah a mezzi per un naso dolce di ciliegia e anguria reso più vivace da un tocco di rosa canina.
Il sorso, di spiccata sapidità, crea un bel contrasto con le dolcezze olfattive regalando un sorso interessante nonostante le troppe smancerie.

CHIANTI CLASSICO DOCG “SER LAPO” RISERVA 2021: un mix fragolose fruttosità ed erbe aromatiche ingentilito vieppiù dalla gentilezza di un prato di violette che quasi cancella la mineralità ferrosa.
Decisamente fresco il sorso, elegante l’abito tannico e molto piacevole la sapidità con il “però” di una davvero eccessiva piacioneria.

TOSCANA IGT “CONCERTO DI FONTERUTOLI” 2021: sicuramente troppo giovane, lascia campo libero a un legno che censura il bosco e dell’After Eight sottolinea il cioccolato sottacendo la menta.
Confettura di mirtilli a gogo e sottile speziatura trapuntano la chiusura olfattiva e introducono un sorso caldo e succoso in cui la trama tannica finemente tessuta fa rialzare la testa all freschezze balsamiche.
Sarà bello, ma non ora.
ORCIA SANGIOVESE DOC 2021: un naso scontroso, un cavallo da montare a pelo sulla terra rossa del Palio, un galoppo di fiori rossi e lavanda introduce il trotto dei mirtilli e delle dolcezze di spezie.
Sorso in linea con l’olfatto, di scalpitante freschezza, che sottolinea una muscolatura tonica e definita ma affatto “pompata” a colpi di china.
Un sorso dissetante e, per certi versi, old style.

ORCIA SANGIOVESE DOC “SASSO DI LUNA” 2020: vigne a Nord e più legno per quest’altra interpretazione decisamente più centrato sulla frutta matura, sottilmente vegetale a far ricordare quasi un sottobosco di felci e con una bella impronta di terra umida.
Sorso potente, trapuntato di mineralità e tannini dall’elegante tessitura con una chiusura lunga e coerente.

BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG “SASSO DI LUNA” 2019: dalle vigne più giovani un Brunello di insolita vivacità, fresco di arancia sanguinella, gioca sui contrasti dolci-amari di vaniglia e liquirizia e fa avvicinare subito il calice alla bocca per scoprire come frutto e agrume si fondano in una beva forse un po’ troppo femminile ma sicuramente piacevole.

IL PIEMONTE
LANGHE DOC RIESLING “ERA ORA” 2021: nasconde sotto un tappeto di frutta esotica l’impronta minerale quasi vergognandosi del proprio animo aggiungendo un appena di agrume e un graffio vegetale.
Meglio il sorso, fresco e decisamente sapido soprattutto nel finale.
Tuttavia si becca un NI.

ALTA LANGA DOCG “LIMITED EDITION” 2020: 30 mesi sui lieviti per questo Chardonnay che mixa agrumi e mele, fiori e lieviti in un naso fin troppo brioso.
Sorso di fine cremosità e freschezza monella per una esperienza di Metodo Classico affatto impegnativa.

LA PUGLIA
PUGLIA IGT NEGROAMARO “NEVAIA” 2021: se davvero non sono un amante del vitigno (e men che meno del gruppo musicale) devo però rendere atto della disarmante complessità olfattiva di questo vino.
Liquirizia e anice stellato allargano le narici, menta e chinotto sono brezze freschissime e la prugna matura tine per mano la morbidosa impronta del cioccolato.
Sorso imponente, in cui giocano pesante calore e morbidezza ma che tannini e spalla fresco sapida riescono a equilibrare.
Sicuramente non il mio vino ma affascinante per molti.

PUGLIA IGT PRIMITIVO “PAVONE ROSSO” 2020: non un “dolce naturale” ma con un naso che…
Ecco la confettura di visciole, il cioccolato alla fragola (ma anche il cacao amaro), l’aromatica dolcezza del tabacco…
Poi un tocco di rabarbaro e un soffio di chinotto conducono ad un sorso di esuberante freschezza, dal tessuto tannico fitto e damascato e con un finale lungo e di sapida mineralità.

LA SICILIA
SICILIA DOC GRILLO “IL GRILLO DEL BARONE” 2023: spunti vegetali screziano sensazioni minerali e agrumate su uno sfondo ricco di erbe aromatiche.
Sorso fresco e saporito ricco di richiami tropicali e agrumati.

TERRE SICILIANE IGP PIGNATELLO “SAMMARCELLO” 2021: un naso ricco di ciliegie, amarene e cioccolato che le spezie arricchiscono vieppiù.
Sorso molto equilibrato, tannicamente corretto, fresco di mentolati richiami e con una lunga scia sapida che ci accompagna per tutto il finale.

TERRE SICILIANE IGP “BARONE DI SERRAMARROCCO” 2019: naso ampio e sicuramente elegante, impreziosito da gemme di frutti di bosco su uno sfondo che è arazzo di tabacco e balsamicità.
Sorso materico, di mirabile coerenza, fresco, sapido, nobilmente tannico ma…con una ostentazione davvero “troppo troppa”.

TERRE SICILIANE IGP CABERNET SAUVIGNON E CABERNET FRANC “SERRAMARROCCO” 2019: 15 parti di Cabernet Franc a fare 100 con il resto di Cabernet Sauvignon regalano un naso fresco e mentolato e un grosso “però”…
È quel legno un po’ troppo esuberante nel sommarsi alle dolcezze cioccolatose e a quelle di confettura di frutti rossi a farmi dire: “però”.
Arriva poi un refolo di speziatura dolce ad introdurre un sorso che è morbido abbraccio, coerente, una carezza tannica innervata di freschezza e sapidità.
NI.

L’UMBRIA
UMBRIA IGT “SUA SIGNORIA” 2023: un Trebbiano Spoletino che al naso non riesce a nascondere l’impronta di un legno che sposa le dolcezze di melone facendo un po’ a cazzotti con le verzure agrumate.
Sorso sicuramente dinamico, fresco, agrumato e minerale ma poco coerente con la realtà olfattiva.

UMBRIA IGT ROSATO “ANTHAIA” 2022: peccato che la temperatura di servizio fosse un po’ troppo simile a quella di Rovaniemi e che il poco tempo a disposizione giocasse a sfavore di un’analisi olfattiva che lo relegava a una semplicità che non credo abbia.
Un appena di ciliegia e un naso tutto incipriato confondevano l’animo di erbe aromatiche spingendo per un assaggio dissetante più che analitico.
Sorso invece di robusta sapidità e coinvolgente freschezza, con un appena di pepe a stuzzicare la beva.
Da riassaggiare.
MONTEFALCO DOC ROSSO 2021: un ginepraio carico di bacche apre il sipario su un palcoscenico sul quale danzano violette, ciliegie e un lungo corteo di spezie dolci.
Al sorso la decisa morbidezza mette in un angolo una spalla acida che, pur facendo leva sul vivace tannino, non riesce aa sollevarsi del tutto.
Nel complesso equilibrato persistente ma senza quel quid di emozione.

MONTEFALCO SAGRANTINO DOCG 2019: al naso sono le essenze legnose ad alzare la voce, quelle della liquirizia, quelle della china, quelle nobili e orientali ma la marasca sotto spirito s’avanza inesorabile e quel tocco di cuoio chiude i giochi.
Sorso di avvampante calore che spalla acida e i maschi tannini provano a stemperare.
Decisamente lungo ma…ne riparliamo forse tra qualche anno.

E ORA?
Ora è arrivato il momento dei ringraziamenti, a CT CONSULTING EVENTS per avermi ospitato e a tutti i Produttori per avermi sopportato.
È il momento di mettere sin d’ora in agenda l’Edizione 2025 di un Evento assolutamente unico ed è il momento di mettermi all’opera per mettere nero su bianco una serie di emozioni che, causa il gran numero di Eventi di cui dar conto, si stanno pericolosamente ammucchiando.
Je la posso fa’…con calma ma je la posso fa’!
