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Frascati incontra Frascati: il Concorso Enologico Città del Vino 2025

IL COSA E IL DOVE

Lo scorso 17 Luglio l’Aula Consiliare “FALCONE E BORSELLINO” di Palazzo Marconi a Frascati ha rivestito l’insolita veste di sala degustazione ospitando la premiazione dei vini “frascatani” che si sono fatti onore al XXIII Concorso Enologico Internazionale “CITTÀ DEL VINO”.

Presenti il Sindaco Francesca Sbardella e l’Assessore Claudio Cerroni, diplomi e medaglie sono stati consegnati ad Aziende che da anni si impegnano a fare Qualità e a promuovere un Territorio assolutamente unico come quello dei Castelli Romani attraverso il prodotto Vino.

Vino quale prodotto estetico ed estatico, vino quale Cultura vino quale conoscenza, impegno e capacità.

LA MASTERCLASS

Ben sedici le etichette in assaggio.

Sedici vini tra “FRASCATI” veri e propri (DOC e DOCG) e vini prodotti da Aziende “DI” Frascati presentati dal Sommelier Francesco Radiciotti.

Sedici vini in rappresentanza di un areale molto ampio interpretato da ciascun Produttore in maniera personale.

Mentre metto nero su bianco le mie personalissime note di degustazione, mi accorgo di ritrovarmi ad un anno di distanza dall’Edizione 2024 ragionando ancora una volta su quale sia il metro di giudizio adottato dalla Giuria internazionale e, ahimè, quale sia l’idea che i Produttori hanno riguardo il raccontare e il promuovere un Territorio attraverso pratiche che sembrano spesso ribaltare l’etimo del termine (terrere) “escludendo” ciò che dovrebbe essere difeso a favore dell’inclusione di quanto, essendo “estraneo”, dovrebbe altresì essere “escluso”.

Difficile infatti, al di là di quanto raccontato da chi conduceva gli assaggi e da diversi dei Produttori intervenuti, leggere il contributo organolettico del Vulcano Laziale in molti dei calici.

Questo sembra dimostrare ancora una volta quanto, nella realtà dei fatti e conti della serva alla mano, il mercato sia più importante dell’idea che si dice di voler far passare.

In ogni caso e ben lungi dal voler innescare e cavalcare alcuna sterile polemica, date una letta al mio personalissimo recit de dégustation, correte ad assaggiare (ché senza ficcare personalmente il naso nel bicchiere, le parole restano tali e assolutamente vuote), criticate e…condividete.

– FRASCATI DOC SPUMANTE “SPUMANTE SAN MARCO” BRUT, CANTINE SAN MARCO: tra le morbidezze della mela matura si fa strada la freschezza dell’agrume, un sospiro di fiori di campo e quel 30% di Malvasia Puntinata segna a dito più la nocciola che la mandorla.

In bocca è bollicinoso ma s’atteggia a garbato, punta sull’importante acidità ma pecca sul piano della mineralità territoriale, ricorda i descrittori olfattivi aggiungendo un pizzico di erbe aromatiche e chiude sul contrasto tra l’appena di ammandorlato e la sottile tendenza dolce.

Ostentatamente piacione.

83 Punti

– VINO SPUMANTE “> CESANESE” 2024, AZIENDA AGRICOLA L’OLIVELLA: un Cesanese dalle bolle divertenti, sbarazzine e anche più esuberanti del precedente, che tira timidamente in ballo piccoli frutti di bosco e melagrana.

In bocca la birbante effervescenza amplifica le note fragolose e accompagna il sorso verso un finale cui le leggere piccantezze regalano un po’ di interesse e mezzo punto di bonus.

83+ Punti.

– LAZIO IGT MALVASIA PUNTINATA “SOLO MIA” 2024, CASALE VALLECHIESA: si mostra con imbellettata aromaticità proponendo vegetalità erbacee e note di gelsomino, mandorla dolce e camomilla in una atmosfera di iodata sapidità.

In bocca la sostanza glicerica affianca la sapidità e veicola le sensazioni fruttato-agrumate.

Buona la persistenza.

85 Punti.                                                                                     

– LAZIO IGT BELLONE “RUPES” 2024, TENUTA DE’ NOTARI: propone un naso timido e fresco che racconta pesca bianca e agrumi su uno sfondo appena vegetale.

Sorso fresco, esile e scorrevole, con una chiusura di mandorla dolce a coprire gli accenti sapidi.

83- Punti.

– LAZIO IGT BIANCO “QUARANTA/SESSANTA BIANCO” 2023, AZIENDA AGRICOLA L’OLIVELLA: l’etichetta annota le percentuali di Viognier (da vendemmia anticipata) e Bellone (da vendemmia tardiva) di un vino che, a tre anni dalla sua comparsa sul mercato, non riesce ancora a liberarsi dalla voglia di scimmiottare il Sauvignon.

Pesche, nespole e sambuco sugli scudi, salvia, timo e un accenno di pietrisco a seguire le schiere.

Sorso sicuramente fresco e giustamente sapido ma ahimè ostentatamente piacione e modaiolo.

83 Punti.

– LAZIO IGP SAUVIGNON “SESTO 21” 2024, CASATA MERGÈ: naso intenso che propone la pesca e la sua armellina e una decisa nota di sedano rapa ad anticipare salvia, sfalci e tanto di ananas.

In bocca mostra struttura, sapidità da vendere e, mentre esalta la foglia di pomodoro, calca il piede sull’acceleratore della frutta tropicale.

84+ Punti.

– FRASCATI SUPERIORE DOCG “VIGNETO SANTA TERESA” 2024, FONTANA CANDIDA: pesche, fiori di campo, mandorle dolci, ginestre e…tropicalità accompagnate anche dallo sciabordio delle onde e da un filo di fumo che sa di “Signor Robinson”.

Il sorso è morbido e ripropone i descrittori olfattivi aggiungendovi un tocco di salvia e un sospiro di aghi di pino.

86- Punti.

– FRASCATI SUPERIORE DOCG 2024, FERRI: giallo di camomilla e mimosa prosegue enunciando frutta tropicale e bergamotto tra intarsi di noce moscata ed erbe aromatiche.

Sorso fresco e di sapidità sottolineata dall’atmosfera sottilmente iodata.

Chiude su dolcezze fruttate senza dimenticarsi però di un tocco d’agrume.

85- Punti.

– FRASCATI SUPERIORE DOCG “HEREDIO” 2024, CASALE VALLECHIESA: l’olfatto induce a ozi tropicali, mollezze da cui le erbe officinali ci scuotono.

Mughetti e un appena di mineralità introducono un sorso sicuramente fresco e appena meno sapido; una ricerca di equilibrio che, unita ai descrittori olfattivi ordinatamente riproposti, lo rendono forse troppo aderente al gusto internazionale piuttosto che aderente al Territorio.

85 Punti con forse un -.

– FRASCATI SUPERIORE DOCG “SESTO 21” 2023 RISERVA, CASATA MERGÈ: in una atmosfera di soffusa sacralità propone erbe aromatiche e gesso prima ancora della frutta matura.

In bocca esalta la glicerica sostanza senza dimenticarsi della sapidità minerale.

Un po’ in affanno la freschezza cui, nel finale giunge in aiuto la cremosa pasticceria degli agrumi.

86++ Punti.

– FRASCATI SUPERIORE DOCG “FILIAE” 2023 RISERVA, BORGO DEL CEDRO: il naso apprezza subito una silicea mineralità, un accenno di pietra sbattuta che ricorda l’idrocarburo e che introduce un corteo di albicocche, melone, lime a precedere dolcezze di acacia e grassezze di castagno.

In bocca è brillante pur nel suo abito di compite morbidezze, fresco e assolutamente sapido, sottolinea il proprio carattere minerale e chiude con buona persistenza sui toni varietali della mandorla evidenziando, a bicchiere vuoto, leggere balsamicità e sottigliezze di erbe aromatiche.

87+ Punti.

– FRASCATI SUPERIORE DOCG “VIGNETO FILONARDI” 2023 RISERVA, VILLA SIMONE: tra mela e melone, tra camomilla e vegetalità di erbe aromatiche s’affaccia il vulcano con le sue profondità minerali.

In bocca è dritto, morbido quanto serve per piacere ai molti, orgoglioso quanto deve per soddisfare i pochi.

Chiude tra agrumi e mineralità raccontando di una giovinezza ancora lunga.

87 Punti.

– FRASCATI SUPERIORE DOCG “LUNA MATER” 2023 RISERVA, FONTANA CANDIDA: giallo di ginestre, senape e camomilla sposa presto il verde della mentuccia e delle erbe aromatiche fresche prima di rilassarsi a suon di pesche e susine.

È una leggera brezza marina quella che introduce il sorso sostanzioso e glicerico, firmato da una graffiante sapidità che non si spegne neppure nel lungo finale.

Unica pecca la gioventù.

86++

– LAZIO IGT ROSSO “QUARANTA / SESSANTA ROSSO” 2024, L’OLIVELLA: 

Syrah e Cesanese, l’Oriente e l’Impero.

Marasche e prugne governano il naso ma la spezia…la spezia non ci sta a chinare il capo.

E allora c’è il nero del pepe, il giallo della curcuma, sfrucugliano il naso e lasciano la curiosità di un’altra sniffata.

In bocca è semplice e divertente, vinoso, stimola la chiacchiera, sa di pacca sulle spalle.

Sapido fino all’osso ricalca l’olfatto e chiude sull’inatteso di una nota verde che sa di raspo e intriga.

87- Punti.

– LAZIO IGT ROSSO “RACEMO ROSSO” 2022, AZIENDA AGRICOLA L’OLIVELLA: sessanta parti di Cesanese e il saldo di Sangiovese per un naso intenso e scuro di prugna matura (e forse secca), ciliegia e liquirizia a introdurre una balsamicità che vira presto sui toni di una vaniglia che contrasta con le diffuse leggerezze vegetali.

Sorso ammiccante e agile nonostante la non esile struttura.

Succoso, minerale, che mostra tannini ancora vivi e con un allungo gestito da piccantezze pepate e amaritudini di liquirizia.

86+ Punti.

– LAZIO IGT ROSSO “PIVOT”, 2020, AZIENDA AGRICOLA L’OLIVELLA: sessanta parti di Cesanese e quaranta equamente divise tra Merlot e Cabernet Sauvignon.

Un metodo Ripasso made in Frascati che regala un abbraccio olfattivo fatto di cioccolato, confettura di amarene, cuoio e un legno che è quello della radice di liquirizia e di un contenitore forse un po’ troppo presente.

In bocca ha la morbidezza di un toffée, non particolarmente sapido mostra invece una importante spalla acida che incide su un sostanziale sbilanciamento gustativo che sottolinea la necessità di un assaggio futuro.

Non certo il mio vino ma un bel vino (magari da bicchiere piccolo e pensieri) e, soprattutto, un vino che incontrerà il favore di molti.

86+ Punti.

E QUINDI?

E quindi niente!

A distanza di un anno (anzi, a distanza di anni) nulla è cambiato.

Di nuovo ci ritroviamo a parlare di Territorio senza conoscere il significato del termine e di un “vulcano” che ci circonda ma che non riesce a finire nel bicchiere.

16 vini di sicuro interesse ma che lasciano trasparire il livello qualitativo della concorrenza, 16 vini che sono lo specchio di quanto la giuria internazionale conosca l’areale dei Castelli Romani (con buona pace di ancora una volta ne ha ostentato la “qualificata” rappresentanza (fors’anche per vanto), 16 vini che rappresentano quello che il mercato cerca e quella che è la filosofia produttiva della gran parte delle Aziende.

Quella di Frascati e “del” Frascati è ancora oggi una guerra che si combatte su due fronti, quello di fare vini “firmati” dalla storia e dal “luogo” e quella di fare vini che si vendono.

Ficcando il naso in questi sedici bicchieri è evidente da quale parte penda la bilancia ma, pur volendo e dovendo giustificare i Produttori (che comunque, alla fine del mese, devono portare qualcosa in cassa), vorrei che da parte di questi ci fosse il coraggio di dire che così è perché così deve essere, senza quel “predicare bene e razzolare male” che il bicchiere non può nascondere.

Il “Frascati” c’è, e anche in questa occasione s’è palesato, la sua è una storia di coraggio sta anche a noi averne per sostenerlo.

VIVA IL FRASCATI!

Roberto Alloi

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Archiviato in:Aziende, Eventi, Evidenza, Vino Contrassegnato con: AZIENDA AGRICOLA L'OLIVELLA, Bellone, BORGO DEL CEDRO, Brut, Cabernet Sauvignon, CANTINE SAN MARCO, CASALE VALLECHIESA, CASATA MERGÈ, Castelli romani, Cesanese, Claudio Cerroni, CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE CITTÀ DEL VINO, FERRI, FILIAE, FONTANA CANDIDA, Francesca Sbardella, Francesco Radiciotti, Frascati, HEREDIO, LUNA MATER, Malvasia puntinata, merlot, PIVOT, QUARANTA/SESSANTA BIANCO, QUARANTA/SESSANTA ROSSO, RACEMO ROSSO, RISERVA, RUPES, sauvignon, SESTO 21, SOLO MIA, spumante, SPUMANTE SAN MARCO, Syrah, TENUTA DE' NOTARI, VIGNETO FILONARDI, VIGNETO SANTA TERESA, VILLA SIMONE, Viognier, Vulcano Laziale

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