
IL COSA E IL DOVE
Lo scorso 10 Luglio, negli ampi e rinnovati spazi dell’Hotel CARDO di Roma, GAMBERO ROSSO ha organizzato l’Edizione 2025 di I DRINK PINK, serata Evento dedicata a quel bere rosa che si sta conquistando spazi sempre più ampi nel cuore degli enoappassionati.
Una serata che ha visto la partecipazione di un gran numero di enoappassionati (ed enofighetti) in cerca di Qualità e, perché no, di fuggire almeno per un po’ dal caldo cattivo che attanaglia Roma in questo Luglio africano come non mai.
Una serata in cui al Vino s’è accostata la silenziosa Qualità dell’Extra Vergine e la ridanciana freschezza del Gelato con la “G” maiuscola.

GLI ASSAGGI
Tante le Aziende presenti (in molti casi lodevolmente di persona) e tante le etichette in degustazione.
Un viaggio da Nord a Sud di un’Italia del vino colorata, spensierata ma sempre seria e poco incline a sacrificare la Qualità sull’altare di un colore che acchiappa l’occhio.
Tante le etichette in cui ho ficcato il naso (e ancor di più le chiacchiere che ho scambiato con i Produttori).
Tra queste ne ho scelte sei (più tre intrusi) da sottoporre alla Vostra attenzione.
Sei vini che mi piace invitarVi ad andare ad assaggiare di persona, una TOP SIX che Vi invito come sempre a criticare, ampliare con quei consigli che però non mi date mai e condividere.

QUELLO DA NOVANTA
– OLTREPÒ PAVESE METODO CLASSICO DOCG CRUASÉ EXTRA BRUT 2018, SCUROPASSO ROCCAPIETRA: è il piccolo frutto rosso (lampone, mirtillo, ribes) il principe dell’olfatto (in maniera singolare oserei dire), ma la mela Granny Smith non ci sta a cedere lo scettro e s’allea quindi con un agrume che è arancia sanguinella per mantenere il potere.
Non mancano dolcezze candite, note verdi di rosmarino, sottili tostature, note pasticcere di pan brioche, suadenti speziature di zafferano e un’atmosfera di gessosa mineralità.
Il sorso rapisce con freschezza e dinamicità, un “ancora” strillato di arancia rossa e ribes fino al “non ti fermare” della chiusura di erbe aromatiche.
Più che sensuale erotico.
Un vino per disfare i letti e cedere al peccato.
Cabalisticamente 90 Punti.
Da bere ascoltando “SEX” dei NEGRITA.

GLI ALTRI
– TINTILIA DEL MOLISE DOP ROSATO “NON BERMI” 2024, CLAUDIO CIPRESSI (MOLISE): l’olfatto è un erotico “vedo non vedo” di piccoli frutti rossi e neri, poi melagrana, fiori di campo e una guepiere di roselline selvatiche che invita al sorso senza por tempo in mezzo.
Succoso, piacevolissimo, intrigante, traviante, sottolinea la vena minerale e ripropone i toni dell’olfatto a colpi di piacevolissima freschezza e persistenza non comune.
87- Punti e il mio personalissimo premio “SURPRAIS”.

– TINTILIA DEL MOLISE DOP “COLLEQUINTO” 2024, CLAUDIO CIPRESSI (MOLISE): rose e glicini precedono fragoline di bosco e lamponi senza dimenticarsi di un quid di noce moscata
Poi un lampo di amarena forse fuori posto introduce un sorso polposo, sapido e di adeguata freschezza ben gestito dalla massa glicerica.
Chiude piacevolmente lungo tra memorie di frutti rossi.
86+ Punti.
– CERASUOLO D’ABRUZZO DOC “ROSA – AE” 2024, TORRE DEI BEATI (ABRUZZO): subito di gessosa mineralità ha un “poi” di gerani e roselline e un “dopo” di agrumi ed erbe aromatiche.
È l’”infine” di liquirizia a invogliare il sorso, corrispondente e lungolungo nel richiamare i lamponi.
Ne avevo già scritto anni fa quando era stato una delle mie “bottiglie della settimana”.
A distanza di tempo cambia l’annata ma non la sostanza.
Un vino che ci riporta al Cerasuolo che era con la Delorian del futuro.
87 Punti.

– FRANCIACORTA DOCG BRUT ROSÉ 2021, FERGHETTINA (LOMBARDIA): elegante già nel suo abito di vetro propone al naso eleganze di geranio e freschezze di melagrana, dolcezze di prugna e amarena e sapidità di crosta di pane, dolcezze di spezia e mineralità che impregna.
Sorso ricco, coerente nei profumi e nella sostanza fresco-sapida e con un finale di adeguata lunghezza.
88- Punti.

– TOSCANA IGT ROSATO “TM ROSÉ” 2024, TENUTA MONTETI (TOSCANA): di colore etereo, rapisce da subito l’occhio sorprendendo poi con un olfatto di maremmana, sostanziosa, contadina eleganza, quasi necessario per tenerlo con i piedi per terra.
È tutto prati e campagna, erbe aromatiche e fiori di campo, salvia e rosmarino, margherite e cicoria, poi…poi arrivano i piccoli frutti rossi e la melagrana, dopo ancora l’intrigante amaritudine della mandorla fresca e una muschiata freschezza.
Sorso che vive di una spina dorsale fresco sapida e della corrispondenza gusto-olfattiva.
Agile come i cavalli maremmani che batterono i mustang di Buffalo Bill s’allunga in ricordi e tramonti.
Più elegante o più contadino?
Ci lascia con il dubbio e forse sta proprio qui il segreto del suo fascino.
88+ Punti.

TRE “INTRUSI”
– TREBBIANO D’ABRUZZO DOC “BIANCHI GRILLI PER LA TESTA” 2023, TORRE DEI BEATI (ABRUZZO): freschezze d’erba tagliata piuttosto che fieno maturo, freschezze di lime a contrasto di dolcezze di tiglio, piccantezze di zenzero e pepi…una tavolozza olfattiva che dipinge una tela salmastra.
Al sorso spicca una freschezza cui pone freno la morbidezza glicerica mentre la sapidità marina si fonde con quella minerale in un lungo finale cui gli agrumi vogliono aggiungere la firma.
88 Punti.

– PECORINO “GIOCHEREMO CON I FIORI” 2024, TORRE DEI BEATI (ABRUZZO): un incipit minerale schiude il sipario su quei fiori che l’etichetta invoca.
Fiori di campo, di disarmante semplicità e bellezza, che precedono freschezze d’agrume ed erbe aromatiche e dolce, polposa sostanza di frutta gialla.
Sorso di grande equilibrio che avvolge e coinvolge chiudendo lungo e sapido.
Pecca di gioventù ma 87 Punti se li merita tutti.

– TOSCANA IGT ROSSO “CABURNIO” 2019, TENUTA MONTETI (TOSCANA): sotto la luce delle marasche e ei lamponi si cela lo scuro della macchia mediterranea, la nota green della foglia di pomodoro, l’amaritudine della noce e lo stuzzicare del pepe, il tutto in un’atmosfera tabaccosa che non si può non notare.
Sorso di grande corrispondenza segnato dalla carezza dei tannini e dalla energica chiusura balsamica e vegetale.
Forse un po’ troppo ruffiano (sicuramente più del TM ROSÉ”).
87+ Punti.

E QUINDI?
E quindi GRAZIE a GAMBERO ROSSO per avermi voluto ospitare ancora una volta, a tutti i produttori che mi hanno sopportato con pazienza e che hanno voluto condividere con me le loro parole oltre che il loro vino e GRAZIE a Voi che avete avuto il buon cuore di sorbirvi fino a qui i miei sproloqui.
È stato un Evento che mi spinge a mettere in agenda sin da ora un’Edizione 2026 che spero ancora più affascinante (un consiglio: fatelo anche Voi).