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VINIAMO 2025

IL COSA E IL DOVE

Il 4 e 5 Maggio scorsi, negli ampi spazi dell’Hotel COLOMBO di Roma, Stefano Minelli (www.minelliwineevents.it) ha organizzato, con la collaborazione di WINE TALES MAGAZINE come media partner, l’Edizione 2025 di VINIAMO, manifestazione che mettendo insieme Cultura, gusto e piacere si propone di avvicinare in maniera consapevole un pubblico sempre più vasto.

Una due giorni (il secondo dedicato principalmente alla stampa e agli operatori del settore) davvero intensa che ai banchi d’assaggio ha affiancato anche due masterclass dedicate alla Borgogna e alla Loira condotte da Armando Castagno.

Mi piace poi qui sottolineare la presenza di una navetta che consentiva di raggiungere la manifestazione e tornare a casa “in completa sicurezza”, un’attenzione in più di cui non posso che rendere merito a Stefano.

GLI ASSAGGI

Tanta carne al fuoco e poco tempo a disposizione, questa la situazione in cui mi trovavo, di conseguenza ho fatto di necessità virtù e, salutati velocemente i Produttori che già conoscevo da tempo, mi sono dedicato alle novità seguendo come al solito le leggi dell’improvvisazione.

Una cinquantina gli assaggi che sono riuscito a fare e una dozzina le etichette che potrete trovare nella mia personalissima lista di suggerimenti.

Nessun “novantapunti” questa volta, anche se un paio di vini li hanno sfiorati, ma questo poco importa, la qualità era tanta e il Territorio raccontato con dovizia di particolari.

Voi dategli una letta e, come sempre, criticate, suggerite e…condividete.

– EMILIA IGT LAMBRUSCO METODO ANCESTRALE “SPETTINATO”, CANTINA MESSORI (EMILIA ROMAGNA): di CANTINA MESSORI potrei raccontarVi di “RIBELLE”, Pignoletto Spumante con una verve scapigliata che lascia dimentichi di una bolla un pochino troppo esuberante, profumato, minerale, che fa arricciare le labbra a colpi di agrume e mela verde.

Oppure di “GASATO” un Salamino che scorrazza senza casco in sella alla sua lambretta insieme alla sua lei che, sul sellino dietro addomestica una gonna preda della velocità e del vento, bello a vedersi, profumato, buono da bere.

Vi dico invece di “SPETTINATO”, che nel nome richiama gli altri due e che è stato l’ultimo che ho assaggiato, come fosse un “ritardatario” che non ha fatto in tempo a darsi una rassettata.

Racconta come un fiume in piena di susina, viola e mandorla e ha un sorso che non vede l’ora di comunicare sostanza (anche senza agitare la bottiglia).

Succoso a dir poco, con una leggera nota tannica e dare ritmo a una beva tesa e rinfrescante e con un finale piacevolissimo che lascia un ché di piccante sulle labbra, quasi fosse un bacio rubato all’amante.

86+/7 Punti.

– MARCHE IGT BIANCO “VIRGO” 2020, TENUTE URANI (MARCHE): quel tizio che sembra aspettarmi con il calice in mano l’avevo già incontrato ma io, che non sono fisionomista, non l’ho riconosciuto, fors’anche perché sotto le mentite spoglie di un vino che sembra aver tutt’altra personalità.

Certo lo Chardonnay gli fa gonfiare il petto di boria a suon di frutta gialla matura e afflati d’acacia ma, la Malvasia gli fa abbassare la cresta a suon di freschezze di erbe aromatiche e cespugli di macchia mediterranea piegati dal vento e tiene a bada anche l’ondeggiare delle messi mature apportato dal Trebbiano.

Il sorso è più salmastro che minerale, decisamente coerente, intriga, coinvolge e…Vi atterra con un finale di zafferano assurdo!

Appena meno di 90 Punti, ma appenappena (90-).

– MARCHE BIANCO IGT “ECLÉ” 2021, TENUTE URANI (MARCHE): Biancame e Chardonnay (60% 1l primo) da tonneau e anfora per un naso che è speziatura di vaniglia e sfrucugli di pepe bianco accarezzati da succosa frutta matura e brezze balsamiche.

Davvero notevole l’equilibrio tra la morbidezza e l’impalcato fresco-sapido con un finale lungolungo davvero pregevole.

Inizialmente m’era parso anche migliore del precedente ma gli manca il “WOW”.

Bel vino.

88++ Punti.

– MARCHE IGT ROSSO “STREGO” 2022, TENUTE URANI (MARCHE): sarà forse per l’incatensimo che questo vino lancia che, guardando l’etichetta, ho un flash di Valtellina!

Scuoto il capo e cerco di riprendermi almeno quel tanto che mi consenta di capire che è Sangiovese e non Nebbiolo.

Affatto vergognoso degli spigoli sciorina erbe aromatiche, chiodi di garofano, china e un appena gentile di viole a spaccare la mineralità pietrosa prima di distendersi sui toni di una frutta rossa segnata dalle selvatiche marasche.

Il sorso ne dimostra vieppiù il bel caratterino evidenziando, tra tannini mai domi e freschezze, le note green del vitigno.

Un vino da druidi.

88 Punti con due ++ extra per la piacevolezza.

– BARBARESCO DOCG 2022, PERTINACE (PIEMONTE): summa delle produzioni dei 20 soci della cooperativa che regala un Barbaresco veloce ma affatto banale.

Peposo, fresco di sottobosco, macchia mediterranea, piccoli frutti rossi e balsamicità di tè.

Sorso scorrevole ma determinato, di bell’equilibrio e con un allungo di sabbiosa mineralità supportato da ritorni di piccante peposità.

86++ Punti (ma forse di più).

– BARBARESCO DOCG “MARCARINI” 2021, PERTINACE (PIEMONTE): propone da subito una ciotola colma di pot pourrì di fiori secchi e poi, in rapida ma definita sequenza, balsamicità boschive, mallo di noce, melagrana, visciole appena virate a rosso e misteri d’oriente.

Sorso di voluttuosa sostanza e birbante dinamicità tenuta per mano da tannini di vispa educazione.

Chiude lungo e succoso su sottolineature di territoriale mineralità.

88- Punti.

– PUGLIA IGT MALBECH “ELOQUIO” 2023, MARIA FARETRA (PUGLIA): dopo le etichette “strappate”, soprattutto quella di “SONTUOSA” cui manca la parola, arriva un vino che sembra voler raccontare sottovoce una Puglia troppo spesso urlata.

Un Malbech che arrossisce quando presenta quei suoi intrichi di rabarbaro che ravvivano la ciccia della ciliegia, della prugna…

In bocca è fresco anche nella sua forse un po’ troppo affettata importanza, e quei suoi educati tannini uniti alla piacevole lunghezza suggeriscono di sedersi a tavola e darsi da fare.

87— Punti.

p.s. se sul vino c’è ancora da lavorare, il packaging è davvero d’acchiappo e, considerato il progetto in corso d’opera di un Metodo Classico, lo arricchirei con uno “strappo” sulle orecchie.

– TERRE SICILIANE IGP ROSSO “ARTEMISIO” 2023, CANTINE LIPARI (SICILIA): inizialmente fumoso e selvatico, si distende poi su note di prugna, visciole e amarene.

Ci pensano balsamicità mentolate e sensazioni di anice e china a ravvivare un olfatto che chiude su sensazioni di cuoio introducendo un sorso dinamico come i cacciatori protetti da Artemide, fresco, di sapidità minerale e marina al contempo, lungo e davvero piacevole.

Non 90 Punti ma quasi (diciamo 90–).

– MAMERTINO DOC ROSSO 2023, CANTINE LIPARI (SICILIA): unico figlio del legno racconta, del castagno che l’ha contenuto, la selvaticità silvestre del territorio.

Liquirizia e caffè si fanno strada tra mineralità ferrose e succosità di bergamotto mentre, sullo sfondo, si intravedono guizzi d’acciuga e pomodori secchi.

Sorso agile, di discola astringenza, regolato dal dualismo tannino-agrume, piacevole e coinvolgente. 

88+ Punti.

– TERRE SICILIANE IGT “DRÓMOS” 2022, CANTINE LIPARI (SICILIA): come in un film: 300 piante di Nocera coltivate a 300m/slm per 300 bottiglie di un vino il cui nome viene naturale pronunciare con l’accento dell’isola.

Da subito erbaceo s’arricchisce via via di sensazioni astringenti di frutta rossa, terra bagnata e grafite prima di lasciare che Vi perdiate tra noce moscata, china, polvere di liquirizia e macchia mediterranea.

Sorso caldo, segnato da tannini che, protagonisti, ci lasciano quasi dimentichi della freschezza, e da una chiusura di sapidità disarmante.

88- Punti.

– MAMERTINO DOC ROSSO 2017 RISERVA, VIGNA NICA (SICILIA): una vigna “NICA” (piccola) di Nerello Mascalese, Nero d’Avola e Nocera che regala però sensazioni decisamente più grandi.

I piccoli frutti di rovo (spine comprese) sposano la confettura di ciliegie e le prugna mentre macchia mediterranea e sfumature balsamiche lasciano che lo sguardo si allunghi fino alle Eolie.

In bocca è calore e morbidezza, un abbraccio snello con tanniche pacche su quelle spalle fresco-sapide che sorreggono il sorso fino alla fine.

88 Punti (con forse un -).

– TOSCANA IGT BIANCO “XENOI” 2023, PODERE EMA (TOSCANA): Petit Manseng, Viognier, Chardonnay…”migranti” in terra di Toscana che contribuiscono ciascuno per la propria parte (mineralità, freschezza, sostanza) ma che sembrano dover ancora accordare bene il trio d’archi.

Trovate in successione dolcezze d’acacia, vegetalità di mughetto, freschezze di lavanda e tanta frutta (compresa quella tropicale).

Il sorso Vi lascia dimentichi degli accordi imprecisi e lascia che ne apprezziate la sostanza supportati dalla viva freschezza e dalla bischera, salina mineralità.

Davvero figo (con un piccolo “ma”).

87+ Punti.

– TOSCANA IGT FOGLIATONDA 2020, PODERE EMA (TOSCANA): naso morbido ma non “morbidone”, che dimostra gioventù e cioccolatosa dolcezza ben contrastata da freschezze di macchia mediterranea, arancia e soffiate balsamicità.

La dolcezza di fondo, quella della frutta e delle spezie, invita a un sorso che lascia che ritroviate queste e sottolineiate quella liquirizia che, al naso era lontana sensazione.

Chiude peposo lasciandoVi pensare al cerchio che, un vino nato nell’argilla e elevato nella stessa, chiude attorno a sé.

87+/8- Punti.

– TOSCANA IGT ROSSO “NOCCHINO” 2018, PODERE EMA (TOSCANA): Sangiovese, Fogliatonda, Colorino, botte grande, terracotta, acciaio, il cemento a fare da legante.

Un olfatto teso, indeciso se dire di ciliegiose maturità o lasciar vagare lo sguardo rovistando una presa di tabacco dalla sacca di pelle.

Introduce il sorso una sensazione di radice nodosa, profonda; un sorso ben vivo da freschezza e tannini e dall’allungo sapido e segnato da ritorni di pepe e liquirizia.

Ispira bicchieri piccoli, gomiti poggiati sulle ginocchia e sguardi da “a me gli occhi”.

87 Punti.

E QUINDI?

E quindi niente.

È arrivato il momento di ringraziare tutti: Stefano Minelli per avermi ospitato e i produttori per avermi sopportato (anche Voi che avete avuto la pazienza di leggermi fino a qui).

È stata una bella manifestazione di cui io metto sin da ora in agenda l’Edizione 2026 che spero ancora più ricca.

Roberto Alloi

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Archiviato in:Aziende, Eventi, Vino Contrassegnato con: Armando Castagno, ARTEMISIO, Barbaresco, Biancame, CANTINA MESSORI, CANTINE LIPARI, Chardonnay, Colorino, DRÒMOS TRECENTO, ECLÈ, ELOQUIO, Emilia Romagna, enoevo, Fogliatonda, GASATO, Lambrusco, Malbech, Malvasia, Mamertino, Marcarini, marche, MARIA FARETRA, Metodo Ancestrale, Minelli Wine Events, Nerello Mascalese, Nero d'Avola, NOCCHINO, Nocera, PERTINACE, Petit Manseng, piemonte, PIGNOLETTO, PODERE EMA, puglia, RIBELLE, Roberto Alloi, Salamino, sangiovese, Sicilia, SPETTINATO, Stefano Minelli, STREGO, TENUTE URANI, toscana, VIGNA NICA, ViniAmo, vinodentro, Viognier, Wine Tales Magazine, XENOI

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