
IL COSA ED IL DOVE
Beh, che GO WINE si legga (spesso ma non sempre e non solo) PIEMONTE, lo avrete capito!
Comunque, il bell’Evento organizzato lo scorso 19 Maggio, ne ha dimostrato non solo la profonda conoscenza delle realtà vitivinicole, ma anche la voglia di proporre al grande pubblico di addetti ed appassionati non solo dei grandi classici ma, anche e soprattutto, delle interessantisime novità.
Un modo questo, di fare Cultura senza badare alle mode, che mi piace un casino!
Comunque: il pubblico era numeroso, i Produttori (quasi tutti in presenza) in numero giusto per non far torto a nessuno e non frustrare la mia volontà di non lasciare nessuno indietro (anche se…).
Bella serata, DAVVERO!
GLI ASSAGGI
BRIC CASTELVEJ
13ha a Canale.
Dalla metà del secolo scorso rappresenta una parte della Storia del Roero.
Giovanissima e dinamica, come Cristiano (Repellino) che è “energia pura” nel descrivere il proprio lavoro.
LANGHE BIANCO DOC SELEZIONE “SAN VITTORE” 2021: 6 mesi di anfora per questo Viognier che, nell’anno del “NON VINITALY” è stato dichiarato il miglior bianco del Piemonte.
Banalmente potrei dirvi di ginestre e glicini, ma il bello sta in quella vegetalità di lattuga che…
Fresco, sapidissimo, aromatico ed un allungo tutto di mandorla verde.
Una bella espressione del Territorio che si becca subito il mio premio “SURPRAIS”.
ROERO ARNEIS “BRICCO NOVARA” 2021: per metà acciaio e per l’altra barrique.
Floreale di biancospino ed erbaceo come una mandorla verde.
Non manca un tocco di candita pasticceria
Lungo e sapido il finale per un vino di vertiginosa verticalità che rivela inaspettate rotondità.
ROSATO ANFORA “IL NINI” 2021: l’unico rosato in anfora del Piemonte (ed uno dei pochi in Italia).
Ribes e fresche violette, richiami vegetali di orto che rimandano al Viognier, un quid di arancia rosso e tocchi di anguria su uno sfondo tutto gessoso.

BARBERA D’ALBA DOC: avrei detto solo acciaio ed invece: botte grande!
Frutti di bosco, ciliegia croccante e viole accompagnano un naso boschivo.
Assaggio con ritorni di frutta, accenni di spezie dolci ed ammiccamenti di amaricante chinotto.
BARBERA D’ALBA SUPERIORE “VIGNA MOMPISSANO” 2020: 2 anni di tonneau per un naso che è un gran mazzo di fiori ma di cui si impadroniscono le spezie.
Balsamicità clericali introducono a tannini dalle larghe spalle che gestiscono verticalità di vertigine accompagnate da minerale sapidità.
NEBBIOLO D’ALBA DOC SELEZIONE “IL PILONE”: fiori secchi, un tocco di rabarbaro, sottobosco…
Confesso che mi ha perplesso, ma magari è solo colpa della fretta…
Cercherò di riassaggiare.
ROERO DOCG 2019: “rose rosse per te”…
E poi chinotto e grafite.
Assaggio brillante e minerale reso ancor più vispo da tannini “forti e gentili”.
ROERO DOCG RISERVA “PANERA ALTA” 2017: 3 anni di tonneau per quello che dovrebbe essere il cavallo di battaglia dell’Azienda.
Frutta croccante (piccoli frutti e ciliegie appena virate), freschezze di lavanda ed Oriente di spezie dolci (cannella, curcuma, chiodi di garofano).
Ma poi arrivano tostature e buccia di arancia rossa.
Ed ancora cuoio e allunghi di bacca di vaniglia.
Assaggio maschio e tannini spadaccini per un sorso potente ma…
Un sorso da sfogliare con calma.

BRIC CENCIURIO
Da un quarto di secolo 3ha di Langhe e 10 di Roero da cui provengono 50000 bottiglie.
ROERO ARNEIS DOCG 2021: solo acciaio per questo “nebbiolo bianco” dal naso restio a schiudersi e che si apre poi su note dolci di pera e vegetali di frutta secca.
Assaggio morbido e di leggera sapidità con allungo di frutta dolce.
BARBERA D’ALBA DOC 2021: 20% legno grande di slavonia.
Un mazzetto di viole e tutto il frutto che può dare la mora di gelso.
Assaggio guidato da un leggero residuo zuccherino che…secondo me “non ci azzecca” ma lo rende dannatamente “piacione”.
NEBBIOLO DOC 2021: fragoline, qualche petalo di rosa l’umido della terra dopo la piggia.
Fresco e “traditore” (14°), propone tannini che vogliono il terzo bicchiere (chè il secondo è poco).
Non disdegna il pesce con qualche grado in meno.
BAROLO DOCG 2017: peccato per una nota di gommalacca che disturba un pochino (ma è colpa di una bottiglia non perfettissima).
Viole, erbe aromatiche e sottobosco.
Assaggio marcato da calore e tannini con un allungo di piccante speziatura.
A proposito: la seconda bottiglia, pur non avendo il tempo di aspettare che si apra ai sensi, rende giustizia.

BAROLO DOCG “CASTELLO DI ROSE” 2017: complesso ma giovanile.
Naso di erbe aromatiche, corteccia, visciole e sbuffi di lavanda.
Sorso governato dai tannini e finale che rimbalza tra tabacco e pietra focaia.
Un Barolo fuori dai canoni.

CASTELLO DI PERNO
E svecchiamolo ‘sto Barolo!
Primo lustro per un’Azienda che sembra avere però già le idee molto chiare su quella che deve essere la propria strada (basti pensare alla vinificazione dei due Barolo) e che si becca su due piedi il mio premio “NIÚ UEIV“!

LANGHE DOC NEBBIOLO 2019: da vigne esposte a N.
Ciliegia e pepe ci stanno, ma il bello è tutto vegetale ed amaricante (foglia di pomodoro e buccia di chinotto)
Fresco e dai tannini ben presenti si allunga su sapide balsamicità.
Basta con il Nebbiolo vecchio (anche per T°)!

BAROLO DOCG 2017: sono rose e lamponi ma soprattutto erbe aromatiche tabacco e cortecce.
Assaggio, di freschezza decisa e ben supportata dal tannino, che si allunga chinato e minerale.
BAROLO DOCG “CASTELLETTO” 2017: da una selezione della parte alta delle vigne, qui più che altrove si sente il CRU e la persistenza del Barolo.
Incipit balsamico, sviluppo di spezie dolci (noce moscata) e chiusura di tabacco e peposità cementizie.
Sorso maschio e deciso ben spartito tra tannini e mineralità.

L’ASTEMIA PENTITA
Beh, Voi dite quello che vi pare, “a me mi” sta simpatica!
Nel 2015 le loro bottiglie suscitarono scandalo: un contenitore “lesivo” del prestigio di un vino?!
Vabbè, acqua passata…
Comunque, quella di Sandra Vezza (guardacaso altra donna del vino) è una storia che mi piacerebbe approfondire, se non altro per la sua “conversione sulla via di Damasco“…
LANGHE DOC RIESLING 2020: perchè c’è la nocciola (ed in generale “abundantia” di frutta secca) e non gli idrocarburi?
Forse perchè questa bottiglia è espressione della parte più grassa del vino.
Arriva l’albicocca a chiudere ed il sapido allungo parla noce e, why not, di sottili dolcezze di miele.

LANGHE DOC NEBBIOLO 2020: giovanissimo (da poco in bottiglia) e tipicamente floreale.
Sono rose e viole ma anche piccoli frutti rossi, spezie di cui prendere nota è freschezze di foglia di menta.
Sorso importante ma non spocchioso che si allunga tra agrumi e note ematiche.
CRU di Sarmassa.
BAROLO DOCG 2017: 3 anni in botte grande di Slavonia.
Un barolo che proviene da tre CRU in cui, tra more ed amarene sotto spirito, vaniglia e cioccolato al latte non disturbano affatto.
Prendono poi possesso del palcoscenico petali di rosa, amaricanti sinfonie di genziana e liquirizia ed il giusto quid di pepe.
Tannini ancora selvaggi ma che lasciano intravvedere eleganti evoluzioni.
BAROLO DOCG “CANNUBI” 2017: amplifica a valvole il precedente con il timbro e la potenza delle Klipsch.
Naso meraviglioso tra rose appassite, china, tabacco dolce e, un bosco al completo, con tanto di funghi.
Quasi dimenticavo l’eucalipto che Vi apre le narici!
Sorso affilato da cui sbordano arancia rossa, fieno al sole e liquirizia.
Chiusura orchestralmente netta diretta da tannini decisi.

GIOVANNI SORDO
Cent’anni e più a Castiglione Falletto.
LANGHE DOC VIOGNIER “VIONIÈ” 2019: tra agrumi e mela verde, si fanno strada frutta secca, erbe aromatiche e fieno.
Agrumato e materico, il sorso si allunga sui toni della mela.
VERDUNO PELAVERGA DOC 2020: frutta rossa matura per l’introduzione, spezie d’oriente ed incenso fresco per gli sviluppi e finale delicatamente fumè.

Sorso fresco e succoso, scandito da sottile tannicità, che si allunga su toni di pelliccia.
BAROLO DOCG “RAVERA” 2017: piccoli frutti rossi introducono amaricanti brezze di rabarbaro e chinotto in una atmosfera di scistosa mineralita.
Sorso che si vergogna di mostrare pugilistici muscoli e rapidità.
BAROLO DOCG “VILLERO” 2017: più materico ed elegante, ci parla di arancia sanguinella e rose e rimanda a toni di caramello brulè.
Sorso elegante e finale dolcemente speziato.
BAROLO DOCG “PERNO” 2009: fiori secchi, more e pepe introducono a sviluppi tutti amaricanti di rabarbaro e buccia d’arancia in una atmosfera elegantemente tostata e fumè.
12 anni non intaccano minimamente una verticale freschezza cui si accosta il lungo finale sapido.

ED ORA?
Mo m’aspetta un sovrapporsi di eventi che…ma tutti insieme dovete organizzarli!?
Vebbè, intanto, “messe al pizzo” le cose imparate in questa bella serata, mi impegnerò ad approfondire un paio di cosette, poi romperò le scatole ad un paio di Produttori che m’hanno particolarmente ispirato e…aspettrò il prossimo Evento di GO WINE cui non potrò ovviamente mancare.