
IL COSA E IL DOVE
Lo scorso 16 Maggio l’instancabile GoWine ha portato a Roma l’Edizione 2025 di BAROLO, BARBARESCO & ROERO, manifestazione ormai “classica” dedicata ai vini di iconiche zone di produzione del Piemonte.
Un Evento che ha richiamato un numeroso pubblico di addetti del settore e semplici enoappasionati nelle sale dell’Hotel STARHOTELS METROPOLE della Capitale.

GLI ASSAGGI
Oltre trenta le Aziende presenti (in gran parte personalmente) a presentare interpretazioni diverse del Territorio, Storia, Storie e tanto altro ancora.
Tante le etichette in degustazione, davvero tante, cosa che mi ha obbligato a una scelta dettata come sempre da estro e fantasia.
Alla fine, dalla canonica cinquantina di assaggi ho estrapolato la mia consueta lista di “consigli per gli assaggi”, una “TOP THIRTEEN” priva di pezzi da novanta ma con un vino che si è meritato un pezzo musicale.
Leggete, criticate, suggerite e…condividete.

– DIANO D’ALBA DOCG “SÖRI RICHIN” 2022, CASAVECCHIA: da una dei 76 “sori” censiti un dolcetto fresco e profumato, che intreccia l’umido del temporale con il frutto maturo, la terra con il cielo, i fiori con le spezie.
In bocca è dinamico, gustoso, propone e ripropone stuzzicando con i sottili tannini e le cementizie piccantezze, con quella sapidità e quel finale di arancia rossa che chiede un altro sorso.
87- Punti.

– DIANO D’ALBA DOCG “SÖRI BRUNI” 2021, CASAVECCHIA: per quelli che “il Dolcetto non invecchia” ecco l’eccezione che conferma la regola.
Sarà l’esperienza trentennale delle radici, sarà l’esposizione, sarà quello che sarà ma qui siamo a un livello superiore, qui la terra umida comanda a bacchetta la frutta e i gineprai intricati spaccano le pietre e graffiano la pelle.
In bocca il tannino s’impone con pacata autorità lasciando spazio a freschezza e minerale sapidità mentre il lungo finale è una dedica agrumata e una bonaria pacca sulla spalla a quelli che “il Dolcetto è solo Dolcetto”.
88— Punti.

– BARBERA D’ALBA DOC SUPERIORE 2020, CASAVECCHIA: immediata la proposta di viole, more e prugne succose cui seguono accenti terragni e graffi di ginepro e liquirizia.
Bocca gagliarda, calda, piena, snellita da tannini benevoli e da un lungo, succoso finale mai dimentico di dolci tocchi speziati.
88- Punti, perché quell’extra di vaniglia me lo sarei risparmiato.

– BAROLO DOCG DEL COMUNE DI CASTIGLIONE FALLETTO “PIANTÀ” 2016, CASAVECCHIA: u susseguirsi di vibrazioni balsamiche, pot pourrì floreale, composta di lamponi…
E poi cacao, lavanda, chiodi di garofano, tabacco mentolato, grafite, terra smossa e…una confessione rustica che ne avvicina la nobiltà a noi che siamo servi del calice.
Sorso austero e dinamico, saporito, agrumato, fittamente tannico e con un lungo finale di spezie, caffè e…olive nere.
88+ Punti.

– ALTA LANGA DOCG “BERA BRUT” MILLESIMATO 2019, BERA: profuma di campagna e non si vergogna di un minimo di verve selvatica.
Finocchietto selvatico, mentuccia, forse origano, di sicuro camomilla, lavanda, cedro, mela cotogna e nocciole, il tutto in una atmosfera di gessosa mineralità.
Sorso cremoso e dinamico, decisamente sapido anzi…direi salato lungo quanto serve a finire subito il primo calice e volerne un altro.
Un Metodo Classico che non se la tira per niente.
87+ Punti.

– BARBARESCO DOCG “RABAJÀ” 2017 RISERVA, BERA: da subito rivela gustosa composta di piccoli frutti di un bosco del quale, nel breve, inciamperete anche nelle radici.
Profuma di un tempo che era, di ricordi che gli agrumi canditi e il sacchetto di lavanda che la nonna metteva nei cassetti riportano alla mente.
Coi gomiti poggiati sulle ginocchia inspirate il camino che quei ricordi sembra portarsi via e mentre vi sovviene un ché di china assaggiate.
Un sorso ampio, ciccione ma affatto opulento, dinamicamente mosso dai sottili, stuzzicanti tannini e lungo nel riportarVi al punto di partenza.
88— Punti.

– BAROLO DOCG “SÔRÌ PARADISO” 2021, VILLADORIA: olfatto luminoso, solare, spartito tra marasche e prugne, violette e liquirizia, non dimentico di accenni fungini e che in chiusura si incupisce su toni ferrosi e temporaleschi.
Sorso di giovanile potenza buona sapidità e freschezza da vendere.
I tannini si mostrano di nobile stirpe ma ancora non del tutto educati ed è forse in questa elegante “spettinatura” che si nasconde il plus di un vino che chiude sui toni amaricanti del rabarbaro e finisce sul mio taccuino alla voce “da riassaggiare con calma”.
88++ Punti.

– BAROLO DOCG “LAZZARITO” 2017, VILLADORIA: inizialmente boschivo regala terra umida, strobili secchi, resine, anche funghi per aprirsi poi ai toni più gentili delle rose e delle viole chiudendo su una carezza appena foxy.
Sorso di solida struttura e tonica muscolatura fresco-sapida, tannini di elegante fattura e allungo dedicato a dolcezze speziate e ricordi balsamici.
88 Punti.

– ROERO DOCG “BRIC BOSSOLA” 2020 RISERVA, TALIANO MICHELE: su uno sfondo di terra e cuoio si stagliano immagini vegetali e piccoli frutti rossi e neri che conoscono i barattoli e il coltello per spalmarli.
Un accenno di fiori secchi, un ché di cacao e via con il sorso, muscoloso ma non pompato, agile, dinamico, veloce pur in quel suo calore alcolico che la freschezza contiene ma un po’ a fatica.
E poi i tannini, eleganti ma scapigliati, a ravvivarlo e quel finale ferroso intriso di vegetalità officinali…
88++ Punti.

– BARBARESCO DOCG MONTERSINO “AD ALTIORA” 2020, TALIANO MICHELE: è un vino che ti frega!
Si nasconde, si fa desiderare, che all’inizio è “solo” un altro vino ancora imbrigliato nel legno e nelle dolcezze di ciliegie e more in confettura.
Ma le parole a volte servono, e perdendomici insieme al produttore ho dimenticato il calice quel tanto che serviva per capire che la realtà era un’altra, fatta di tabacchi pregiati, di liquirizia succosa, di una frutta aspra che non si capisce da dove sia uscita e sulla quale Vi viene voglia di indagare ficcando di nuovo il naso nel bicchiere, bevendo quel succo della terra quasi per sete.
Pieno, fresco, puntellato di sapidità birbantemente tannico e con un allungo che va oltre le chiacchiere.
88— Punti.

– BARBARESCO DOCG MONTERSINO “TERA MIA” 2019 RISERVA, TALIANO MICHELE: i piccoli frutti rossi e maturi Vi riempiono il naso ma è quella mentolata balsamicità che detta legge, tenendo a bada un legno che tende ad alzare la voce e lasciando che della vaniglia non resti che la speziata presenza.
È di un appena di mandorla l’ultima eco a spegnersi prima che il sorso riveli una dinamica invitante fatta di croccantezze fruttate e tannini fittamente intrecciati.
Chiude lungo a suon di spezie.
88 Punti.

– BAROLO DOCG “LUDO” 2020, PODERI LUIGI EINAUDI: un impalcato di ribes e fiori di campo contorna una struttura principale che ha dolcezze di boero e amaritudini di genziana.
L’atmosfera è grafitica e il sorso morbido e austero, fresco di melagrana e di tannini solleticanti, lungo, speziato, discorsivo e affatto borioso.
Un Barolo con le sneakers ai piedi, ma forse interessante proprio per questo.
87+ Punti.

– GRIGNOLINO DEL MONFERRATO CASALESE DOC “BESTIA GRAMA” 2023, BERE E SOGNARE: appena avvicini il naso al calice ti rendi conto di essere di fronte a un vino di stacco.
Dimentico della spocchia sabauda, si propone sanculotto, scorbutico, pelliccioso, elegantemente contadino.
Profuma di erba dopo il temporale, di sassi bagnati, di…vino
In bocca scorre e discorre, racconta la schiettezza di un Territorio e di un vitigno, croccante di piccoli frutti, grafitico, addirittura sapido.
Percaritàdiddio! Non è certo un vinone ma è uno di quei vini che sanno di fatica, mani sporche e pacche sulle spalle.
Ce ne fossero!
Lui becca il mio premio “LUPUSINFABULA” e 87+ Punti, Voi bevetelo ascoltando “EL BESTIA” di DAVIDE VAN DE SFROOS.

E QUINDI?
E quindi grazie a GoWine per avermi voluto ospitare ancora una volta e per il grande lavoro che da anni fa per promuovere le piccole Aziende, il Territorio, le storie di uomini che lavorano duro per produrre quel vino che soddisfa il nostro edonismo.
Grazie ovviamente anche a tutte le Aziende che hanno avuto la pazienza di sopportare la mia curiosità e grazie a Voi che avete avuto la cortesia di leggermi fino qui.
