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Calabria, la Storia nel calice. La punta dello stivale alza la voce.

IL COSA E IL DOVE

Lo scorso 26 Gennaio gli eleganti spazi di PALAZZO RIPETTA a Roma hanno ospitato CALABRIA, LA STORIA NEL CALICE, Evento organizzato dall’ARSAC che ha consentito a oltre 250 professionisti del settore di aprire una finestra concretamente esaustiva sulla produzione vitivinicola di quella “punta dello stivale” troppo spesso ingiustamente dimenticata nelle trattazioni enoiche.

La Calabria è regione di complessità geomorfologiche, ambientali, pedoclimatiche, ampelografiche, una frammentazione che si traduce in produzioni quasi esclusivamente da vitigni autoctoni e fortemente identitarie che raccontano con dovizia di particolari Storia, storie, uomini e Territori.

All’entusiasmo dei partecipanti ha fatto da spalla la soddisfazione di Gianluca Gallo, assessore all’Agricoltura della Regione Calabria, molto attento a consolidare il dialogo con i professionisti e la stampa per promuovere in Italia e nel mondo l’unicità identitaria dei vini calabresi attraverso un fitto calendario di appuntamenti che li vedrà protagonisti nelle principali manifestazioni del settore.

GLI ASSAGGI

96 etichette con Gaglioppo e Magliocco a guidare le danze e una fitta schiera di vitigni bianchi (Mantonico, Pecorello, Greco Bianco e Zibibbo) a fare ben più che da contorno.

Allegria ed eleganza nelle bollicine, profondità nei passiti, scorrevolezza senza alcuna banalità nei vini fermi, declinazioni diverse della comune ricerca della Qualità.

Io ho assaggiato una quarantina di etichette e tra queste ne ho scelte quattordici.

Quattordici voci che Vi invito ad ascoltare con attenzione, ne vale la pena.

DI NOVANTA CE N’È UNO…

– CALABRIA IGT MANTONICO “AUTORITRATTO” 2022, ANTONELLA LOMBARDO: lo riassaggio a distanza di qualche mese apprezzando come si esalti nell’evidenziare la freschezza del mandarino, sterzi bruscamente verso i toni erbacei, si lasci cullare dalla calma indotta da dolcezze di miele e mandorla.

Il sorso è deciso, coerente, coinvolgente, profondo…ve ne vengono in mente altre?

Rifugge l’immediato, punta sui pensieri, glicerico per accarezzarVi, salino, materico e financo tannico per prenderVi a schiaffi.

Affatto scontato, forse supponente, certo non per tutti ma, per quei pochi, da tenere vicino al cuore.

90 Punti.

GLI ALTRI

– SPUMANTE METODO CLASSICO PAS DOSÉ (DA ZIBIBBO) “DORÈ” 2022, CANTINA MASICEI: un Metodo Classico da Zibibbo che si presenta al naso con dolcezze di albicocca disidratata e fico secco prima di sottolineare la frutta secca sotto miele.

Il sorso è un delicato solletico di sottile effervescenza, un lungo percorso in cui la freschezza ha la meglio sulle supposte morbidezze, un sentiero che conduce a un finale di inattese amaritudini erbacee e Vermoutheggianti.

89- Punti.

– SPUMANTE METODO CLASSICO BRUT “MASSIMO MARRELLI” MILLESIMATO 2017, MARRELLI WINES: se cercate eleganza olfattiva beh…cambiate canale.

Però…però è proprio in questo suo rustico incipit che questo Metodo Classico da Greco e Mantonico cela la propria eleganza.

Nulla di affettato, nessun buffetto sulle guance, 

89+ Punti.

– CALABRIA IGT PECORELLO “JXP” 2024, TERMINE GROSSO: un olfatto green di lime e nespola con la soffusa dolcezza del kiwi ad arrotondare e restituire grassezze e un contorno floreale a regalare semplice eleganza.

In bocca è decisione ed equilibrio per non scontentare nessuno; fiori, frutta e agrumi si danno di gomito e la sapidità regala brividi a un sorso altrimenti davvero troppo salomonico.

Il JFK dei Pecorelli.

87+ Punti.

– TERRE DI COSENZA DOP PECORELLO 2023, COLACINO WINES: finocchietto selvatico e mineralità gessosa regalano brillantezza a un olfatto di dolcezze di pesca e susina, di tiglio e tropicali con un lontano richiamo di baccello di vaniglia.

Sorso fresco e sapido, vivo, persistente e con un finale che sottolinea la frutta facendo marameo a noi che aspettavamo un guizzo minerale.

87++ Punti.

– CALABRIA IGT GRECO BIANCO “PARTICELLA CINQUANTOTTO” 2023, ANTONELLA LOMBARDO: un vino da sfogliare con calma, scandendo il “CINQUANTOTTO” mentre Vi riempite il naso delle freschezze di macchia mediterranea, di agrume…

“CINQUANTOTTO” e trovate la frutta gialla matura…

“CINQUANTOTTO” e navigate sottocosta seguendo la linea di una Calabria infinita…

Un po’ di frutta secca, un soffio di zafferano e poi quel sorso che aspettavate.

“CINQUANTOTTO” anche in bocca, potete contarlo aspettando la fine di un vino fatto di freschezze e concentrazione, azzurro di mare, bianco di sale, giallo di sole.

89- Punti.

– CIRÒ DOC BIANCO GRECO BIANCO “DIVERSAMENTE” 2021, TENUTA DEL CONTE: un olfatto che non fa sconti, ruvido, contadino, terragno.

Sottolinea sassosa mineralità e non nasconde le pungenze di erbe aromatiche lasciando in coda arancia candita, frutta esotica e zagara.

In bocca freschezza e sapidità sono lama a doppio filo che fende l’ampiezza del sorso.

Decisamente mediterraneo, se ne sta a guardare sale e tannini che si rincorrono ridendo di quanti cercano in un vino altro che gioia e pensieri.

89 Punti (con forse un +).

– CALABRIA IGT ZIBIBBO “RUGGIA” 2024, CANTINA MASICEI: uno Zibibbo che nasconde la propria eleganza dietro un incipit di nobile rusticità, una ruvida carezza di terra bagnata ed erbe amare prima delle gentilezze di tiglio e zagara, prima della pesca, prima dei soffi minerali.

Sorso intenso, fresco e costantemente ravvivato da una ritmica sapidità che accompagna un allungo di rimandi fruttati e sottolineature di frutta secca.

89- – Punti.

– CIRÒ DOC ROSSO CLASSICO SUPERIORE 2023, VIGNETI VUMBACA: l’olfatto è ricco di frutta rossa matura ma sono l’intrico di macchia mediterranea, i guizzi amaricanti di rabarbaro e liquirizia, il pensieroso tabacco e una ferrosità terragna che sa di lama di spada sepolta a rendere interessante un vino che sembra voler strizzare l’occhio alle sfumature più che alle evidenze.

Il sorso è caldo ed equilibrato, sottolinea la frutta, fa leva sulla compattezza dei tannini per sostenersi e sulla lunga scia minerale per gestire l’allungo.

88++ Punti.

– CIRÒ DOC ROSSO CLASSICO “FONDOVALLE” 2023, ESPEDITO ARCURI: spezie scure, liquirizia, macchia mediterranea, arancia rossa, ciliegia…tutto scompare di fronte a quell’impronta contadina che renderebbe concreta e irrinunciabile l’impronta olfattiva di questo vino.

In bocca è tagliente, vibrante freschezza e viva sapidità si fondono a un tannino fisicamente presente esaltando la chiusura amarognola di macchia mediterranea e ginepro.

Un vino con un’anima, che sia il vero volto della Calabria?

89 Punti (ma forse di più).

– CALABRIA IGT NERELLO “ELEUTERIA” 2022, TENUTA DEL TRAVALE: scorza d’arancia, garofani e frutta rossa, questo l’incipit olfattivo di un vino che sorprende poi con freschezze amaricanti di genziana, con l’eucalipto e la lavanda, con una senape che sfrucuglia il naso, con un accenno al tabacco e una rugginosa mineralità a prendere per mano la chiusura quasi erbacea.

In bocca è caldo, morbido ma mai rilassato; ben piantato sulle larghe spalle fresco-sapide sottolinea tannini materici allungandosi poi su belle sensazioni minerali e freschezze balsamiche.

Confesso che ho fatto fatica a pensare che fosse un vino calabrese.

88++ Punti.

– CALABRIA IGT CALABRESE NERO “1890” 2021, TRAMONTANA VINI: la fragola, capofila del lungo corteo di frutti rossi, precede ciliegie e amarene in confettura (ma anche no) e una coda di terziari scuri che raccontano spezie, liquirizia e cioccolato.

In bocca sorprende con una freschezza che sottolinea quel “anche no” che Vi dicevo della frutta mentre i tannini snelliscono e allungano la piacevolezza del sorso.

88+ Punti.

– LAMEZIA DOC ROSSO 2017 RISERVA, CANTINE LENTO: deciso nell’anteporre i terziari di liquirizia, pepe nero, noce moscata e cannella alla marasca e alle more di rovo succose e mature.

È un’idea di sigaro l’ultima che vi sovviene prima che l’assaggio riveli freschezza ed eleganza.

Sostanza e tannini congrui e decisi supportano un sorso che nell’allungo rivela erbe aromatiche, cuoio e cacao.

88 Punti.

– CALABRIA IGT PASSITO “LUIGI VIOLA” SARACENA 2021, CANTINE VIOLA: albicocche disidratate, datteri, uva sultanina a profusione.

E poi agrumi canditi, polvere di caffè, curcuma, timo, tè, camomilla, caramello salato…

Complessità olfattive che sfociano in cui l’evidente dolcezza glicerica viene mascherata da una sapidità marina, dalla freschezza amaricante dell’arancia candita, da una acidità ancora in vena di fare scherzi.

Chiude lunghissimo sottolineando dolcezze di fichi secchi e datteri.

89- – Punti (ma forse di più).

E QUINDI?

E quindi GRAZIE agli Organizzatori per avermi voluto ospitare a una serata unica e particolarmente ricca di spunti di approfondimento.

Un’organizzazione “quasi” impeccabile (peccato davvero per lo spazio e il servizio un pochino risicati), un percorso di degustazione pensato con attenzione e da cui sarebbero in molti a dover prendere spunto.

Il vino al centro tante chicche che, fuori dal calice, sono risultate irrinunciabili: salumi, formaggi, dolci e oli EVO che hanno completato un’esperienza TOP che non ho difficoltà a definire UNICA.

Complimenti e…appuntamento a una prossima volta che spero vicina.

Roberto Alloi

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