
IL COSA E IL DOVE
Lo scorso 23 Ottobre, nelle sale dello STARHOTELS METROPOLE di Roma, l’inossidabile GoWine ha organizzato l’appuntamento romano con TUTTI I COLORI DEL BIANCO, Evento dedicato ai grandi vini bianchi italiani.

GLI ASSAGGI
35 Aziende da 14 diverse regioni, tante etichette in cui ficcare il naso, tante storie da sentire, tante cose da imparare.
Questi i numeri di un Evento che, come da tradizione, vuole essere “a misura di assaggio”, un appuntamento con nomi noti ma soprattutto non, per raccontare un’Italia del vino diversa dal solito.
Diversi i Produttori presenti di persona e più di qualche etichetta presentata in forma di “mini-verticale”.
Tra i circa quaranta assaggi ho selezionato una “TOP ELEVEN” di suggerimenti, date una letta alle mie personalissime considerazioni, criticatele, suggeritemi qualcosa tra il tanto che mi sono perso e…condividete.

I PEZZI DA NOVANTA
– ALTO ADIGE SÜDTIROL GEWÜRZTRAMINER “NUSSBAUMER” 2018, CANTINA TRAMIN (ALTO ADIGE): un mix di cedro, sambuco e finocchio selvatico apre un olfatto di profonda complessità, reso più delicato dalle rose gialle e da morbidezze d’acacia.
In bocca è caldo, di materica glicericità, l’ingresso è burroso, pasticcere di mandorla pralinata, ma nulla sacrifica freschezza e potente sapidità, un lunghissimo, infinito ricordo dei descrittori olfattivi che culmina in amaritudini di osso di pesca.
90 Punti (con forse un +).

– GAVI DEL COMUNE DI GAVI “BRUNO BROGLIA” 2020, BROGLIA (PIEMONTE): l’olfatto sciorina con delicatezza ananas e cedro mela e rosmarino, acacia, sottili peposità e scoppi pirici.
Il sorso…il sorso è un diretto da KO, impietoso come Roberto Duran Vi mette al tappeto con le urla di una mandorla che scimmiotta l’armellina della pesca irridendovi con un gioco di piedi di freschezza e sapidità degno del miglior Muhammad Alì.
91 Punti.

GLI ALTRI
– CAMPANIA IGP FALANGHINA “AMARSÒ” 2024, TENUTA GREGORIO (CAMPANIA): una falanghina che fonde il giallo dei fiori e della pesca nostrane con quello bananoso dei tropici, accennando ad albicocche e non dimenticandosi di richiami vulcanici al Territorio.
Sorso fresco, scorrevole, semplice ma affatto scontato, che ripercorre i descrittori olfattivi in un crescendo di minerale sapidità.
C’è ancora diverso lavoro da fare ma le premesse…
85- Punti.

– ROMAGNA DOC BIANCO ORIOLO “PUNTO A CAPO” 2024, LA SABBIONA (EMILIA ROMAGNA): vagando nel poco frequentato mondo dei Trebbiani si fanno incontri sorprendenti, come questo rappresentante romagnolo che scardina una volta di più il concetto del “è solo Trebbiano).
Impertinente nel suo rivendicare profumi che non ti aspetti propone ventate amaricanti di salvia a contrasto degli accenni di mela gialla e una nota rustica e pollaiola, magari poco elegante ma sincera e maledettamente intrigante che farebbe impallidire i cugini d’oltralpe.
Sorso fresco, vegetale, sapido ma non dimentico di dolcezze fruttate, ruvido come una mano che lascia la vanga per tergersi il sudore, tenero come uno scappellotto, rumoroso come una risata, fotogrammi di vita senza filtri, in puro stile felliniano.
Da non mancare.
Da bere ascoltando tutto “SAND IN THE VASELINE” dei TALKING HEADS.
89 Punti.

L’Azienda di EMILIO BULFON (scomparso nell’Aprile dello scorso anno) meriterebbe ben più che qualche riga non foss’altro per la riconoscenza che l’ampelografia italiana deve al suo fondatore ma, qui e in attesa di spazi più ampi, Vi dico di due etichette soltanto, interpretazione di quell’Ucelut che, almeno a Pinzano, non è più un semplice “tranello” in cui far cadere i pennuti golosi e a un derivato.
– VENEZIA GIULIA IGP “BLANC DI RUGEL” 2024, EMILIO BULFON (FRIULI VENEZIA GIULIA): un olfatto ampio e contrastato, che accosta dolcezze di frutta matura (in gran parte tropicale) ad amaritudini di erbe di campo, finocchio selvatico, menta e salvia, sottolineandole con orientali speziature.
In bocca l’accenno di vaniglia percepito all’olfatto diventa sottaciuta dolcezza che strizza l’occhio alla decisa sapidità, la frutta marca ma sono rosmarino e menta ad alzare la voce.
Trasversale ma mai di traverso (peccato solo per un allungo un po’ “stentato”).
86++ Punti.

– VENEZIA GIULIA IGP UCELUT PASSITO 2024, EMILIO BULFON (FRIULI VENEZIA GIULIA): pur in una atmosfera di intense dolcezze di acacia e miele, sono le note amaricanti quelle che alzano la voce: la noce (e il mallo), la mandorla (o forse l’armellina della pesca), un tocco di anice e sambuco.
Sorso di dolcezza importante ma mai totalitaria, tenuta a bada e addirittura imbrigliata dall’affilata freschezza.
Lungo e ampio il finale giocato sui contrasti dolci-amari dei descrittori olfattivi.
87+ Punti.
Da sottolineare il fatto che lo stesso vino è base portante per il “VERMUT Ù”, nettare in cui le aromaticità erbaceo-vegetali del vitigno (quelle ben distinguibili nella versione “secca”) sposano magnificamente le erbe aggiunte in infusione regalando emozioni che mi portano indietro di cinquant’anni.
“Ù” va bene prima del pasto e va bene dopo il pasto, semplicemente “va bene” (e non è poco).

– VINO BIANCO “MENAGE À TROIS” 2024, CANTINA LE MACCHIE (LAZIO): un “trio” che poco lascia all’immaginazione.
Il Moscato crede di guidare le danze dall’alto delle sue dolcezze ma il Traminer supplisce all’arrembante gioventù con l’esperienza, sa quali corde toccare e il Riesling…la fa facile, giocando la carta dell’esilità rarefatta dei mille metri.
Un vino audace come l’immaginario che evoca.
88++ Punti.

– VINO BIANCO “SCARPE TOSTE UNPLUGGED” 2024, CANTINA LE MACCHIE (LAZIO): un Gewürztraminer affatto “de noartri”, “tosto” come le scarpe che indossa, “crucco” (o reatino?), intenso e poco incline a farsi lisciare il pelo dice di profumi di bosco resinoso, spezie esotiche come la frutta che racconta, miele, erbe aromatiche, sassi taglienti…
In bocca respira e mette la testa a posto, sostanza e freschezza in funambolico equilibrio accompagnano un brivido tannico che corre lungo la schiena e il finale…è nel prossimo bicchiere.
È ancora giovane, aspettatelo.
88 Punti.

– VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO DOCG “UTOPIA” 2011 RISERVA, MONTECAPPONE (MARCHE): al naso propone tipicità ed esotici (o “erotici”?) scenari, l’amaro della mandorla sposa quello dell’arancia, il pompelmo la pesca gialla, l’ananas la ginestra…poi fieno, salvia, confetti e…indovinate!?
In bocca la sostanza è abilmente mascherata da sapidità salmastra e freschezza, s’accenna al burro e si perfezionano i contorni della frutta in una progressione in cui l’acidità non cede di un millimetro.
Una enclave della Mosella in terra marchigiana.
89- Punti.

– SPUMANTE METODO CLASSICO EXTRA BRUT “NOBIL” 2018, GERLOTTO (PIEMONTE): un altro “nebbione” di luminosità assolutamente contraria all’Associazione di cui fa parte, giallo di fiori e di mielizie pasticcere che accompagnano i lieviti e accenni idrocarburici che…mi lasciano curioso di assaggiare annate con un po’ di vetro in più.
Sorso intenso, cremoso, ricco, a sottolineare agrumi succosi con contadina nobiltà.
Lungo e interessantissimo.
87++ Punti.

– SOAVE CLASSICO FOSCARINO DOCG SUPERIORE “FOSCARIN SLAVINUS” 2022, MONTE TONDO (VENETO): naso inizialmente dimesso, timido nel raccontare dolcezze di tiglio e crema al limone.
Poi prende coraggio e sfodera l’arma dei tropici, e di una decisa mineralità che ben pareggia delicatezze di mimosa.
Sorso ampio di nobile struttura e didattico equilibrio fresco-sapido, morbido, suadente e con una persistenza invidiabile.
88+ Punti.

E QUINDI?
E quindi GRAZIE a GoWine per avermi ospitato ancora una volta e a tutti i Produttori che hanno avuto il buon cuore e la pazienza di sopportami.
È stato un pomeriggio intenso e ricco di spunti di approfondimento per il prossimo futuro, oltreché la conferma che l’Italia dei vini bianchi è un mondo tutto da scoprire e di cui troppo spesso ci si dimentica (soprattutto in certi territori).
