
IL COSA E IL DOVE
Nei giorni 18 e 19 Gennaio u.s. VINODABERE ha organizzato nelle sale dell’Hotel BELSTAY di Roma la terza Edizione de “LA SARDEGNA DI VINODABERE”, Evento dedicato dalla testata giornalistica diretta da Maurizio Valeriani ai vini provenienti da quell’Isola dei Quattro Mori che, dal punto di vista vitivinicolo, è più un piccolo continente che semplicemente un lembo di terra circondato dal mare.

GLI ASSAGGI
47 le aziende presenti e oltre 200 le etichette in degustazione a rappresentare le tante aree della Regione.
Alghero, Anglona, Gallura, Mamoiada, Mandrolisai…tanti territori estremamente diversi tra loro e tanti vignaioli a raccontarli.
Tanta roba, TROPPA per uno solo con anche poco tempo a disposizione.
M’ero fatto come sempre la mia bella lista delle cose che volevo assaggiare e come sempre mi sono poi lasciato trascinare dalla Curiosità seguendo occhio, naso e fortuna.
Dai circa ottanta assaggi ho poi estrapolato la mia personale “classifica” che questa volta, accanto a una risicatissima “TOP FIVE” vede un nutrito numero di vini che non posso fare a meno di consigliarVi.
Etichette interessantissime, aderenti come raramente accade al Territorio e allo spirito del Produttore.
Lo so, dovrete leggere qualche riga più del solito ma…ne sarà valsa la pena.
Come sempre criticate, consigliate e condividete.

I PEZZI DA NOVANTA
– CANNONAU DI SARDEGNA DOC “GHIRADA MURRUZZONE” 2019, GIUSEPPE SEDILESU: vigne di cinquant’anni lasciano che dal profondo della Sardegna s’avanzi un’armata balsamica di radice di liquirizia, china e frescosità mentolate ammantate di una ciliegia che l’alcol lascia percepire come il ripieno di un boero.
Il sorso non può nascondere l’alcol ma la mole tannica distoglie l’attenzione mentre la decisa sapidità cala i propri fendenti rendendo l’assaggio quasi compulsivo.

90 Punti senza –.
– CANNONAU DI SARDEGNA DOC “CARNEVALE” 2021 RISERVA, GIUSEPPE SEDILESU: una annata equilibrata e vigne “profonde” ottant’anni regalano un panorama olfattivo che sa di legna sul camino e spari prima ancora delle bacche scure del mirto e dei mirtilli di un sottobosco comunque scuro.
Il sorso si presenta in abiti di morbidezze ma…quel tannino maschio…quella profonda sapidità…
In chiusura parla di frutta ma con la testa siete ancora altrove.
Sorprendente!
90/91 Punti.

– ISOLA DEI NURAGHI IGT VERMENTINO “DON DIEGO” 2022, FRANCESCO FIORI: officinale di timo e finocchietto selvatico, profondamente marino e sottilmente ortolano, s’allarga su note d’agrume dolce e, forse appena smielate.
Il sorso mostra una freschezza che fatica a stare a ruota di quell’imperante sapidità che, in chiusura, lascia il posto a un’inattesa pasta di mandorle.
Un vino fuori schema, di spiazzante destrezza, il vino di Zorro in un mondo pieno di “sergenti Garcia”.
Da bere ascoltando BANG BANG di CHER (ma cantata da CAROLINE POLACHECK nel film CATTIVISSIMO ME).
92 Punti.

– CANNONAU DI SARDEGNA DOC NEPENTE DI OLIENA “S’INCONTRU” 2019, CANTINA VIGNAIOLI DI OLIENA: fresco e mediterraneo riempie il naso con i grandi cespugli di rosmarino, gli intrichi di ginepro, le note pungenti di timo e…quella sottile, rustica selvaticità.
In bocca le larghe spalle fresco sapide tengono al guinzaglio l’alcol e il tannino, tanto presente quanto educato, conduce con allegria a un finale che racconta di frutta e non dimentica sottili piccantezze.
Un vino che omaggia l’incontro tra Cristo e la Madonna durante una sacra rappresentazione pasquale ma che io vedo come quello tra vecchi amici celebrato con il bicchiere di vino al banco dell’osteria.
90 Punti con, forse, un –.

– CANNONAU DI SARDEGNA NEPENTE DI OLIENA “VOSTÈ” 2023, IOLEI:
quasi irruento nel proporre quei sui intensi, quasi empireumatici toni di timo e macchia mediterranea s’alliscia poi i baffi sfoggiando fresche eleganze di melagrana e succosità di frutti di bosco e ciliegia.
Elegantissimo il sorso, di succosa freschezza e traviante il tannino, si scrolla di dosso le fatiche contadine, s’aggiusta la cravatta e Vi guarda strizzando l’occhio dietro quell’occhiale tondo che tanto acchiappa in etichetta.
Bellobello!
Da bere ascoltando IL MIRACOLO degli APRÉS LA CLASSE.
90/90+ Punti.
I QUASIQUASI
– VERNACCIA DI ORISTANO DOC “FLOR” 2020, CONTINI: ossidazione intrigante quella che introduce alle note di miele di castagno e albicocca disidratata.
Segue poi un lungo corteo di frutta secca, tabacco e note salmastre avvolto da una nuvola fumé appena “sporcata” da un “troppo” di lacca.
Il sorso è un abbraccio glicerico di grande freschezza e pugnace sapidità che appare, nel complesso, anche esageratamente equilibrato.
Peccato.
Quasi 89 Punti, QUASI.

– VERNACCIA DI ORISTANO DOC 1997 RISERVA, CONTINI: un profluvio di frutta secca rinfrescata da folate mandorlate, una nube d’arancia candita che qua e là ricorda le bucce dell’agrume poste sull’economica, profondi graffi iodati, macchia mediterranea ed erbe aromatiche.
Il sorso è un incontro di boxe tra il sale e il miele, 12 round con un finale segnato dall’ovazione di quella nota di rancio che fa tanto Vernaccia.
89 Punti con un bel +.

– BARBAGIA IGT GRANAZZA 2022, GIUSEPPE SEDILESU: da un’annata calda un vino che già al naso racconta di concentrazione a bomba.
Gli agrumi e le spezie si azzardano a fare capolino ma il palcoscenico è tutto delle dolcezze di gelso, susina e miele di castagno punzecchiato qua e là dall’immancabile macchia mediterranea.
Al sorso dilaga una sapidità quasi piccante, che sa quasi di cemento mentre la freschezza ben si allinea a quell’importante morbidezza che sconfina in ricordi di frutta matura anche candita.
La chiusura vede poi un colpo di coda di freschezza che aiuta ad allungare la mano per chiedere un altro bicchiere.
89- Punti.
Da segnalare, appena un gradino sotto, la versione “MACERATA SULLE BUCCE” 2021 che, a parte una sottile nota ossidativa che va intesa come “neo elegante” e non “lieve difetto”, si caratterizza per un miglior equilibrio e una maggiore profondità ma lo fa con toni vagamente affettati che sanno un po’ di…ruffiano e gli valgono 88 Punti con, forse, un +.

– CANNONAU DI SARDEGNA DOC “GHIRADA ZI SPANU” 2022, GIUSEPPE SEDILESU: beh, se questa dobbiamo considerarla una “prova d’autore” allora…
Prima vera annata di questo progetto frutto di una singola vigna giovane (6 anni) che prende il nome dal vecchio proprietario e che al naso è quasi un cazzotto di contadina eleganza, un mix di tabacco trinciato forte e pelliccia, quella sigaretta appena rollata e fumata con una spalla poggiata al palo della vigna e lo sguardo perso nel domani…
Poi è tutto un intrico di ginepri e, forse, qualche delicatezza di rosa.
Il sorso è irruenza tannica e freschezza di maestrale, selvaggio come l’olfatto, Vi stregherà, un incantesimo di cui Vi piacerà essere vittima..
Da bere ascoltando REBEL YELL di BILLY IDOL.
89 Punti.

– CANNONAU DI SARDEGNA DOC “BALLU TONDU” 2019 RISERVA, GIUSEPPE SEDILESU: olfatto ricco e persistente di prugna matura e mirto profondamente segnato da note balsamiche di liquirizia e screziato di toni erbacei e speziati che, qua e là, lasciano intravedere un ché di dolce.
Sorso materico che ripropone in maniera forse un po’ troppo affettata e compressa i descrittori olfattivi prima di distendersi nel lungo finale speziato.
A 90 Punti pieni non ci arriva, ma solo perché io sono cattivo.

– CANNONAU DI SARDEGNA DOC NEPENTE DI OLIENA “ZIO BI” 2021, CANTINA BISCU: scuro di prugna, mirtillo, pepe, violetta, balsamico di liquirizia quanto serve e con quel tocco di caffè che…
Sorso di decisa freschezza, adeguata sapidità e tannini maschi e materici.
Ha già qualche anno ma sa di cantiere aperto e di scoperte da…scoprire.
89- Punti.

– VERMENTINO DI SARDEGNA DOC “MAJGA” 2023, IOLEI: quello degli “zerosolfiti” si sa, è sentiero insidioso, e qui, appena avvicinate il naso al calice, si rischia di confondere la caratteristica con il difetto ma…noi siamo attenti ed è allora che quell’apparente, sottile “puzzetta” ci appare nella realtà dell’acciarino di un vecchio archibugio che ha appena espletato il suo compito, quella nuvola pirica che avvolge il mazzetto di erbe officinali e l’appena di frutta bianca.
Il sorso accosta alla viva freschezza una profonda sapidità minerale e ci lascia ricordandoci quella frutta che aveva chiuso i descrittori olfattivi.
89 Punti.
E POI…UNA SFILZA DI 88
E poi mi preme segnalare alla Vostra attenzione
– VERMENTINO DI GALLURA DOCG SUPERIORE “SELENU” 2023, TENUTE GREGU: bello e complesso l’olfatto, giocato sul contrasto tra l’affatto sottesa nota erbacea e le dolcezze di miele e mela molto matura.
Il sorso è leggiadro e molto rispondente all’olfatto con una progressione che, pian piano, dà ragione alla frutta e, in chiusura, sottolinea la mineralità.
88+ Punti.

– ISOLA DEI NURAGHI IGT “NIUGE ROSSO” 2022, AGRICOLA NIUGE: si presenta in un abito di more di rovo e prugne in confettura senza dimenticarsi della ciliegia.
Poi sono balsamicità di eucalipto, corteccia di pino, china e rabarbaro in una atmosfera iodata che sa di mare lontano (anche se qui siamo tra i 450 e 600m/slm).
Caldo e succoso mostra una evidente freschezza ben bilanciata dalla scia sapida con un allungo di frutta e ricordi balsamici.
Da segnalare anche l’annata 2020, più glicerica
88/88+

– ISOLA DEI NURAGHI IGT CAGNULARI “PINTA” 2023, BINZA ‘E SU RE: propone come uno schiaffo vegetalità di sfalciata d’erba, balsamicità non dimentiche del finocchietto selvatico e, una volta presa coscienza di quanto sia “giusta” quella nota di “pelliccia” lascia che capiate che quelle che inizialmente sembravano amarene sono, più correttamente, visciole.
Sorso succoso, di grande freschezza e tannini, correttissimi, che avrei preferito forse più scalpitanti, con un allungo davvero gustoso.
88 Punti.

– CANNONAU DI SARDEGNA DOC “GHIRADA FITTILOGHE” 2022, FRANCESCO CADINU: dalle vigne più alte e più vecchie (730m/slm e 120 anni), un impatto olfattivo balsamicamente segnato da tabacco, liquirizia e rabarbaro con le prugne e le immancabili erbe aromatiche a contorno.
Sorso caldo, avvolgente, molto equilibrato.
Sa di saggezza.
88 Punti.

– ISOLA DEI NURAGHI IGT MALVASIA “NEELEA” 2023, FRANCESCO FIORI: se non mancano le dolcezze di cedro candito e ananas (ahimé) sono le note di un sottobosco fungino, quell’idea di ruggine e le sottili amaritudini erbacee a colpire.
In bocca è caldo, morbido, salmastro e amaricante…
Ce ne vorrebbe un altro sorso per capirci qualcosa in più.
88 Punti.

– CARIGNANO DEL SULCIS DOC “NERO MINIERA” 2022, ENRICO ESU: impenetrabile all’occhio come il carbone nel quale le viti affondano le proprie radici al naso, sporcato da un “di troppo” di alcol, si presenta in abiti altrettanto scuri raccontando di pepe, intrichi di macchia mediterranea, grafite, ruggine e…una lontana freschezza d’arancia succosa.
In bocca, la grande freschezza non pareggia la sapidità e i tannini si mostrano più eleganti di quanto mi potessi aspettare mentre la chiusura, profondamente minerale, sottolinea frutti scuri e scorze d’agrume.
Avrei voluto dargli di più (anche per un packaging che, come pochi, avvicina il vino alla terra e all’uomo) ma, quell’alcol.
Da bere ascoltando FADE TO BLACK dei METALLICA.
88 Punti con un +.

– ISOLA DEI NURAGHI IGT “KUSIDURA” S.A., SILVIO CARTA: al naso presenta un pugno di amarene mature e quella nota alcolica che si sprigiona quando date un morso a un cioccolatino boero.
Poi sono note resinose e di legni nobili a colpire, un ché di frutta secca che potrebbe essere arachide e uno schiaffo marino che sa di marosi e spiagge.
Sorso caldo e di polso, reso più interessante dai fitti tannini e da un finale più salato che sapido firmato ancora da quella nota di alcol che…
Si becca 86+ Punti, il mio Premio “MANNAGGIA”, un arrivederci tra un po’ di vetro e
Da bere ascoltando I’M SORRY di BRENDA LEE.

– CANNONAU DI SARDEGNA DOC “’INU” 2019 RISERVA, CONTINI: l’olfatto, scuro di terra bagnata, ferro e spezie, amaricante di genziana e succoso d’arancia, è quasi un tutt’uno con l’impellenza di un sorso che si mostra da subito caldo e sostanzioso.
L’equilibrio davvero mirabile e i carezzevoli tannini conducono poi a un lungo finale particolarmente sapido.
88 Punti.

E QUINDI?
E quindi GRAZIE a VINODABERE e a tutti i Produttori che hanno avuto l’infinita pazienza di ascoltare lodi e critiche e la gentilezza di offrirmi il frutto del loro duro lavoro.
Confesso che per me la Sardegna del vino è in gran parte ancora “giungla misteriosa” e, se da una parte questi Eventi contribuiscono a colmare parte delle mie lacune, dall’altra sono fonte di duro lavoro per i tanti temi che in futuro mi toccherà approfondire.
Mi rimbocco dunque le maniche e metto sin d’ora in agenda una Edizione 2026 che mi aspetto essere ancora più ricca e interessante.
