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CHIANTI CLASSICO 2026. Le anteprime ma non solo.

IL COSA E IL DOVE

La STAZIONE LEOPOLDA di Firenze ha ospitato il 16 e 17 febbraio 2026 la 33° Edizione della CHIANTI CLASSICO COLLECTION, Evento dedicato alla presentazione delle nuove annate (ma non solo) della Denominazione più iconica d’Italia.

Seicento anni di Storia, trecento dalla definizione di confini poi allargatisi per evidenti necessità legate al successo mondiale di un vino davvero sulla e nella bocca di tutti.

Grande e scontato il successo di pubblico, grande la presenza della stampa accreditata e degli operatori del settore.

GLI ASSAGGI

223 Aziende, 680 Etichette (tra cui 190 Riserva e 185 Gran Selezione), questi i numeri con cui mi sono dovuto confrontare zigzagando tra i banchi d’assaggio, schivando quelli più affollati, cercando qua e là suggerimenti che mi aiutassero a dirimere i pensieri “malevoli” che l’ingolfata ridda di acronimi mi faceva passare per la testa; vini d’annata, Riserve, Gran Selezioni, UGA, singole vigne, tricchettracche e bombe a mano…

Riguardo le annate beh…la 2024 l’ho trovata davvero centrata (cosa che mi fa ben sperare per gli sviluppi futuri delle tipologie Riserva e Gran Selezione, la 2023 è stata complessa e sembra segnare un pochino il passo anche se noterete che è proprio di questa annata il vino che mi ha impressionato di più (ma quando si è BBravi…), la 2022 vive di alti e bassi, le altre…

Detto questo, Vi propongo la mia consueta e personalissima “classifica”, una TOP SIX afffiancata da altre quattordici etichette per fare conto pari.

L’ordine?

Quello di assaggio (più o meno).

Voi dategli una letta, prendete spunto, criticate, suggerite e…CONDIVIDETE.

QUELLI DA NOVANTA

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “IL PURO” VIGNETO CASANOVA 2022, CASTELLO DI VOLPAIA: l’olfatto è intrico boschivo di radici e terrosa umidità, freschezza balsamica da aprire le narici, sapiente mescolanza di bacche di mirto e ginepro, una progressione che sa di pietraie e imprecazioni, di tabacco rollato poggiati con le spalle a una quercia, di sguardi che cercano divinazioni nel fumo di un camino.

Sorso elegante oltre il supposto, profonda trincea minerale scavata dai tannini nel compatto tessuto tannico, quasi “noioso” nel riproporre con precisione da ragioniere i descrittori olfattivi e lungo…molto, molto lungo!

90 Punti, perché quel – che gli avevo messo vicino dovrebbe forse essere un +.

– TOSCANA IGT ROSSO “PUNTA DI ADINE” 2021, BERTINGA: ne stia alla larga chi cerca il Sangiovese imbellettato e ciliegioso.

Qui vige austerità e aderenza al territorio e al vitigno, nulla è nascosto, né la vegetalità financo ortolana che a tratti fa appetito e ribollita né quel rustico sconfinare nel cuoio da concia, nelle ferrosità sanguigne e nel tossire di tabacco trinciato forte.

Fresco di aghi di pino, erbe aromatiche e arancia sanguinella non dimentica pepe e liquirizia e regala un sorso teso e verticale, coerentissimo, di intreccio tannico contadino ed elegante, di grafitica sapidità, in una parola: goloso.

Più di 90 Punti, diciamo 91.

– CHIANTI CLASSICO DOCG 2023, CASTELLO DI AMA: netta l’introduzione balsamico-mentolata, seguita da guizzi pepati che stuzzicano e acchiappano e netto il colore rosso di piccoli frutti che vanno via via addolcendosi: visciole, amarene, ciliegie…

È un appena di vaniglia che introduce il sorso, succoso, tarato su quei tannini che ci tengono a farsi notare e con una impressionate progressione sapido-balsamica che impone un secondo sorso (e forse un terzo).

90 Punti?

Ma si, se li merita!

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE GAIOLE “VIGNA BARBISCHIO” 2023, MAURIZIO ALONGI: humus, grafite, radici, foglie secche, agrifoglio, oscura, luminosa bellezza in un olfatto nitido e fresco, mentolato, aromatico punteggiato di tè, frutti rossi succosi e freschezze d’arancia dove e quando serve.

In bocca insegna compostezza e attesa con schiena dritta, nulla è fuori posto, i tannini a braccia conserte e l’alcol ad intervenire al momento giusto.

Un vino fatto come si deve, un Chianti raro cui mi inchino con modestia.

Da bere ascoltando “LUCILLE” (LIVE) dei DEEP PURPLE.

93 Punti (forse 94) e una vigorosa stretta di mano.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “VIGNA MONTEBELLO SETTE” 2022, TOLAINI: un olfatto esplosivo, agrumato, balsamico, con una mineralità profonda che sa di miniera, fresco di arancia sanguinella, intricato di macchia mediterranea, pensieroso di tabacco e appena conciato di cuoio.

Sorso di eleganti dinamicità ed equilibrio, tannini, freschezza e sapidità “inquadrati e coperti”, lungo.

Una Gran Selezione da tenere in memoria.

90 Punti.

– TOSCANA IGT ROSSO “ARCANUM” 2020, TENUTA DI ARCENO: un olfatto “tailor made” per chi vuole provare cosa vuol dire “freschezza”.

Finocchietto selvatico e mentuccia, le brezze spinte da un mare che ricordavo più lontano e di cui si sente invece distintamente il mugghiare, i frutti rossi a duettare con il mallo di noce, la cannella con le erbe amare…

Sorso luminoso e privo di misteri, i tannini a bilanciare perfettamente la dolcezza del frutto, la sapidità che è progressione lenta e inesorabile.

Un assaggio che si chiude lungo tra scorza d’arancia, liquirizia e tabacco sorprendendomi forse meno della 2019 che ricordavo ma che vale comunque e davvero la pena.

90 Punti con forse un +.

– TOSCANA IGT ROSSO “VALLEPICCIOLA ROSSO” 2023, VALLEPICCIOLA: vegetalità ortolane che in bocca regaleranno sedano piccante preludono a freschezze balsamiche di eucalipto e tabacco cui segue lo scuro del catrame (ché lascio il “goudron” ai cugini d’oltralpe), della liquirizia, del tè, della ghisa bagnata, cupe presenze illuminate da spot fruttati di amarene e more in confettura.

Sorso “impressive”, un’esplosione di freschezza e sapidità cucite alla perfezione sul tessuto tannico.

Affatto borioso fa della propria semplice eleganza l’arma vincente rendendo l’assaggio compulsivo.

Un vino che assaggerete e riassaggerete fingendo di voler capire cosa Vi sfugge pur avendone sviscerato anche l’anima.

90 Punti, probabilmente di più.

I QUASIQUASI

– TOSCANA IGT ROSSO “COLLEZIONE DI CAMPACCIO” 2020, ARILLO IN TERRABIANCA: di boschiva e resinosa freschezza, non lesina morbidezze di frutti di bosco e prugna in confettura lasciando che i pensieri si allunghino su note di cenere e prese di tabacco rollate con lo sguardo perso nel vuoto.

Il sorso?

Elegante, forse troppo pensando a quell’olfatto che sa di pieve e nebbie.

Caldo e morbido eppure ben ritto sulle gambe fresco-sapide, lungo quanto serve a far invidiare la Toscana del vino anche a chi non la venera.

90 Punti con un -.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “VIGNA POGGIARSO” 2022, CASTELLO DI MELETO: olfatto tarato su amaritudini di genziana ed erbe officinali, mixa alloro a scorza d’arancia, pepe a gelso e si dilunga in una sapidità rocciosa che sembra sconfinare nei toni dell’oliva.

Sorso dinamico e territoriale, caratterizzato da un tessuto tannico vellutato e da un allungo sapido e minerale.

90- – Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOGC GRAN SELEZIONE PANZANO “TERRAZZE SAN LEONINO” 2022, FONTODI: un velo di canfora fa arricciare il naso prima che questo sia pervaso dalle freschezze di arancia rossa e da un profondo afflato terroso, presupposto fondamentale per ancorare al terreno un profilo olfattivo altrimenti fin troppo sognante pur nelle sue ruvide note di tabacco e grafite.

I frutti di bosco rendono più rotondo un sorso segnato da tannini vibranti e quadrate spalle fresco sapide, un lungo sentiero di riproposizioni gusto-olfattive per un altrettanto lungo finale.

Quasi TOPPP, quasi.

89++ Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG “LUCARELLO” 2021 RISERVA, BORGO SALCETINO: profilo olfattivo concentrato, addirittura compresso, un fitto rincorrersi di scie rosse di frutta e fiori secchi e drappi neri di china e pepe con quel tocco di cuoio che intriga.

Il sorso è un pugno ben assestato, una serie di allunghi fresco-sapidi tirati da un corpo massiccio e piantato su gambe tanniche ancora non perfettamente toniche.

Chiude su sbuffi tostati e amaricanti e si becca 89 Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “I SALCI” 2018, BORGO SALCETINO: di tutt’altro profilo rispetto al precedente lascia che lo sguardo si spinga a Oriente, tra misteri di spezie e fumi balsamici.

Dolcezze di vaniglia duettano con la liquirizia, il tabacco strizza l’occhio all’arancia e l’amarena…l’amarena si atteggia a visciola senza riuscire nell’intento.

Sorso di glicerica pienezza che freschezza e sapidità si affannano a bilanciare riuscendoci solo in parte grazie anche all’importante dotazione tannica.

Un Chianti di gran classe pur nel suo respiro troppo internazionale.

89+ Punti

– CHIANTI CLASSICO DOCG “DOCCIO A MATTEO” 2022 RISERVA, CAPARSA: cemento e legno “grande ma non grandissimo” regalano un profilo olfattivo scuro, un arazzo terragno intarsiato di ciliegie nere e marasche, melograno e viole, spezie fini, arancia rossa, scie affumicate e ferrosità sanguigne di carne cruda.

Sorso di grande sostanza e profonda sapidità in cui i tannini robusti sorreggono i richiami fruttati che pervadono il retrolfatto rendendo più aggraziato il finale affatto vergognoso di selvatiche rusticità.

Un Chianti rigoroso cui perdono volentieri quella strizzata d’occhio al gusto degli “altri”.

89+ Punti.

p.s. le etichette? Bellissime!

– CHIANTI CLASSICO DOCG “LEVIGNE” 2022 RISERVA, ISTINE: tra le dolcezze di prugna e ciliegia spiccano netti i graffi di macchia mediterranea e i respiri balsamici mentre spezie, tabacco e accenni di sana rusticità sono impunture sull’arazzo floreale di rosa canina e violette.

Sorso coerente e di grande equilibrio, forse privo di acuti ma degno di attenzione per quell’allungo tempestato di echi minerali.

89 Punti tuttitutti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE RADDA “VIGNA CASANOVA DELL’AIA” 2022, ISTINE: tra marasche e inciampi di macchia mediterranea si staglia la freschezza dell’arancia rossa mentre spezie scure e folate di incenso riempiono un’atmosfera screziata di mineralità.

Il sorso mostra un equilibrio simpaticamente incerto, giocato tra tannini compatti e freschezze fruttate e che si distende in un finale ritmato di rimandi minerali e ricordi di frutto.

89- – Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG 2024, TOLAINI: ci sono vini per cui le parole sono superflue, vini fatti solo per essere bevuti, vini fatti per le risate e le pacche sulle spalle e qui TOLAINI tira fuori dal cemento un nettare tuttosucco, concreto al naso e in bocca, sovrastrutture zero, amarena, more, viole e grafite (per chi proprio non può fare a meno di sapere cosa deve andarsi a cercare), freschezza, sapidità, tannini (vispi), identità e Territorio.

Svuotate la testa e bevetelo (o bevetelo per svuotare la testa).

90- Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG “VALLENUOVA” 2023, TOLAINI: olfatto cupo di terra e ferro, liquirizia e tabacco, mirto e ginepro.

Visciole, ciliegie e more mature regalano succo mentre non tacciono pungenze di timo e graffi di macchia mediterranea.

Sorso balsamico, mentolato, forse resinoso in cui tannini e freschezza si danno di gomito e che si allunga ricordandoci di frutti maturi e spezie.

89++ Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “STRADA AL SASSO” 2023, TENUTA DI ARCENO: ciliegia matura e cassis sposano tabacco e liquirizia, il finocchietto selvatico se la fa con l’agrume e un tocco di liquirizia affila la ferrosa lama minerale.

Sorso arrembante, a sottolineare sale e tannini senza lasciare indietro le freschezze.

Decisamente giovane pecca forse di un po’ di internazionalità di troppo.

90 Punti con un -.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “CAMPOLUPI” 2023, TENUTA DI ARCENO: cupo e balsamico racconta boschi e spezie d’Oriente, decisa la viola, morbida la prugna, il pepe che fa rialzare la testa a un olfatto distratto da sottili tostature di quasi caffellatte.

Decisa la dinamica del sorso, fresco nell’approccio mostra tannini sportivi e un allungo degno di nota che puntualizza legni nobili sostenuto dall’instancabile acidità.

89 + Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “VIGNA DEL TERMINE” 2022, POMONA: prima annata per questo CRU austero e introverso, che gioca sugli accenni più che sugli affondi fatto salvo quell’extra di alcol che non ci voleva.

Struttura, trama tannica, frutto, allungo…non gli manca nulla a parte il tempo che io ho da dedicargli visto che s’è fatto tardi.

89- Punti.

p.s. una nota di merito per quel BANDINI “VIGNA POMONA” 1993 che ha nel naso tutto il timo di Castellina e sulle spalle oltre trent’anni di vetro.

Un vino che non ha più forze ma ancora tanta anima.

– CHIANTI CLASSICO DOCG “POGGIO AI MORI” 2022, SAN DONATINO: OK, non mi piace il Sangiovese…

E allora?

Che ci faccio qui?

Cerco, assaggio, imparo, inciampo…

E inciampando casco su questo Chianti dall’olfatto diretto e profondo.

Niente sconti, un sasso tirato in uno stagno di frutti profumati e succosi, ciliegia, pesca, persino un po’ di anguria sullo sfondo di arancia rossa.

E intorno note più scure, boschive, autunnali, erbe aromatiche, un allungo minerale…

In bocca è agile a nascondere sorprendentemente il frutto dietro tannini cercati, trovati, voluti.

“Astringenza” è parola d’ordine che apre le porte a un sorso antico eppure, forse proprio per questo, modernissimo.

Un vino da appuntarsi sul taccuino.

89- Punti.

p.s. Peccato per quella bottiglia “ni” della RISERVA 2019, sarò costretto a cercarlo per assaggiarlo di nuovo (d’altra parte è uno sporco lavoro ma qualcuno lo deve pur fare).

E QUINDI?

E quindi GRAZIE a CHIANTI CLASSICO per avermi voluto ospitare ancora una volta, a tutti i Produttori che mi hanno sopportato e mi hanno raccontato il loro lavoro (anche e soprattutto a quelli che, per ragioni di spazio non sono citati in queste righe) e a tutti Voi che avete avuto la pazienza di leggermi fino a qui.

È stata una giornata molto istruttiva ma particolarmente impegnativa che è servita a togliere qualche altro velo di quelli che io tendo a calare sul Sangiovese e sulla Toscana del vino in generale.

Metto già in agenda l’Edizione 2027 con l’idea di sedermi al tavolo con idee e progetti più chiari, ma da qui all’anno prossimo ne deve passare di vino sotto i ponti, quindi…

Roberto Alloi

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