enoevo

The New Quality Era

  • Vino
    • Aziende
    • Territori
    • La Bottiglia
  • Olio
    • Aziende
    • Territori
    • Ricette
  • Pasta
    • Aziende
    • Territori
    • Ricette
  • Eventi
  • Storie
  • Viaggi
  • Dai Produttori

da

ROMA IN BOLLE 2026. La leggerezza alla conquista della Capitale.

IL COSA E IL DOVE

In un pomeriggio romano in cui più che di “caldo” si dovrebbe parlare di “cattiveria” è andata in onda la prima Edizione di ROMA IN BOLLE, pensato e creato da Roberta Marchese Ragona (supportata da Luca della Regina, Adriano Romano, Marco Sargentini e Ivan Vellucci).

Un Racconto di un’Italia paziente che, nell’attesa delle bollicine raggruppa il racconto di anni di lavoro, scelte tecniche, Storia, storie, Territorio.

Un racconto che ha attirato presso il PULP un gran numero di addetti del settore e appassionati in quella Garbatella che a Roma è ben più che un esperimento urbanistico dei primi anni del secolo scorso, una Garbatella che sa unire con stile il silenzio delle piazzette all’allegria caotica della socialità.

GLI ASSAGGI

31 Cantine da 14 Regioni, un girodItalia fatto pedalando sulle ali della frizzantezza (ma mica sempre), una bella enciclopedia delle bollicine del nostro paese.

Come sempre c’era tanto da assaggiare, vecchie conoscenze, nomi nuovi, belle scoperte, qualche ni…

Le scelte sono state necessarie e inevitabili e, da tutto quello in cui ho ficcato il naso, ho estrapolato una personalissima “TOP EIGHT”, otto etichette che Vi invito a provare di persona, otto vini che sono molto più che “solo” vini.

– EMILIA IGP LAMBRUSCO SPUMANTE METODO CLASSICO ROSSO EXTRA BRUT 2018, VENTURINI BALDINI (EMILIA ROMAGNA): c’è un momento, nelle colline di Quattro Castella, tra le terre di Matilde di Canossa, in cui il Lambrusco decide di togliersi il cappello di paglia, di lasciare la lambretta e di indossare lo smoking. Non per snobismo, ma per curiosità. E la curiosità, si sa, è il motore primo della conoscenza.

Un Metodo Classico rosso che non chiede scusa a nessuno.

Bollicine educate (quasi) ma sicuramente non timide, il colore? Un sussurro.

Il naso arriva come un ospite che conosce già la casa muovendosi abile e agile tra rosa canina e viola, mora e ribes, fragolina di bosco, e sotto, quasi nascosta, una vena terrosa di muschio e sottobosco fungino.

Ha mutato l’esuberanza emiliana del Lambrusco nella compostezza riflessiva di un Abate Faria recluso per tre anni in cantina.

In bocca è fresco e sapido, con una bolla che massaggia senza schiacciare.

La struttura c’è, regge e non pesa.

L’acidità ben calibrata tiene a bada ogni tentazione di morbidezza eccessiva e il finale è lungo, saporito, quasi salmastro, con un ritorno di frutti rossi e una leggera nota tannica a ricordarci che, dopotutto, siamo ancora in Emilia.

Un vino che ci invita a sederci per ascoltare una storia, un Lambrusco che ha studiato, che ha viaggiato (almeno, metaforicamente, fino a Reims) e che è tornato a casa senza aver dimenticato da dove viene.

88++ Punti.

– EMILIA IGP LAMBRUSCO METODO ANCESTRALE “T.E.R.S.“, VENTURINI BALDINI (EMILIA ROMAGNA): non tutti i Lambrusco sono disposti a sacrificarsi e finire in “Charmattati”.

Ci sono anche quelli che hanno il coraggio di restare in bottiglia con i propri lieviti, fermentare in silenzio e poi, a differenza di tanti ancestrali, farsi sboccare come un Metodo Classico.

Vinificazione in rosso, qualche giorno sulle bucce, in bottiglia con il mosto stesso, rifermentazione naturale e diciotto mesi sui lieviti.

Poi la sboccatura, che toglie il fondo e lascia un vino limpido, secco, a zero zuccheri residui.

Undici fantastici gradi, biologico, poche migliaia di bottiglie.

Un naso fatto di piccoli frutti rossi croccanti, cassis, lampone, caramella alla ciliegia, note di rabarbaro, un tocco di pepe rosa…

Vinoso?

Si, piacevolissimamente vinoso!

Attenzione!

Non è il Lambrusco da osteria!

Focalizzatene l’eleganza contadina1

In bocca la bollicina è fine e ariosa, riempie senza appesantire rendendo godurioso quel sorso secco, di consona sostanza e sostenuto dalla viva freschezza viva e da un tannino percettibile ma mai invadente.

Succulento, con un finale lungo, succoso e un po’ birbante, che lascia ricordi erbacei e di fragoline di bosco ancora acerbe.

89- Punti.

– VINO BIANCO FRIZZANTE “INCONFONDIBILE”, CANTINA RAPARELLI (LAZIO): 

Vermentino e basta (o quasi), niente sboccatura, niente dégorgement (eleganza superflua), il “fondo” come impronta (o firma), bollicine autarchiche (quelle di chi ha finito di fermentare da solo), i gradi alcolici necessari a evitare inutili cerimonie di beva e a stimolare chiacchiere e risate.

Potrei dirVi di fiori bianchi e agrumi maturi, spendere parole su quel Vulcano Laziale che si intromette nel calice con una mineralità pressante ma questo è un vino che non vuole complicazioni aromatiche e non ha pretese da grande bottiglia.

Vuole solo farsi bere, passare da un bicchiere all’altro mentre si lanciano sguardi distratti alla bottiglia che sembra essere bucata.

Un vino per quei pomeriggi che si allungano senza un motivo preciso.

“InconFondibile”?

Di sicuro.

“InconfondiBBile”?

Per me si.

85+ Punti ma con tantatanta stima.

– SPUMANTE METODO CLASSICO BRUT NATURE, MENCARONI (MARCHE): bollicine disciplinate portano al naso arriva una mineralità secca, quasi gessosa, che fa quasi Loira più che Marche.

Poi l’impalcato olfattivo si arricchisce di crosta di pane fragrante, brioche, gelsomino e fiori d’arancio, mela cotogna e pera, scorza di limone e lime, con un filo erbaceo e balsamico che lega e tensiona il tutto.

E mentre, guardando il calice, ragionate sul fatto che c’è pure il pepe bianco arriva il sorso che aspettavate confermativo.

Verticale, teso, con un’acidità che non concede nulla ma non stanca mai e una mineralità salina che lo rende solido e allunga il finale regalando ricordi di torrefazione.

Un sorso preciso, che mostra forse anche il fastidio di esserlo, più incline a porre domande che a dare pacche sulle spalle.

Un Verdicchio che arriva dove molto spesso il Verdicchio non arriva.

88 Punti.

– SPUMANTE METODO CLASSICO ROSÉ EXTRA BRUT, MENCARONI (MARCHE): il rosa antico che riempie il calice è attraversato da bollicine silenziose, molto attente a non disturbare nel portare con loro la sorpresa gentile della fragolina di bosco e del lampone appena schiacciato, del fiore di pesco, mentre, inatteso, un graffio di agrume rosso allontana ogni tentazione di dolcezza e riporta l’olfatto sulla retta via della verticalità sottolineando note iodate mentre concede appena uno spiraglio alla pasticceria.

In bocca è fresco, nervoso, con una sapidità che percorre il sorso da cima a fondo senza mai cedere.

Leggero ma non fragile, consapevole di quanto possano reggere le sue spalle.

Cremoso come sanno esserlo certi Pinot Nero e con un finale lungo cui si arriva a forza di sorsi che invogliano al successivo.

Da bere con qualcuno che ancora non conosci in un pomeriggio che non ha deciso ancora cosa vuole diventare.

88++ Punti.

– SPUMANTE METODO CLASSICO “1084 CUVÉE ROSÉ”, BADIA CREPALDO (TOSCANA): un incipit ombroso, di chinotto ed erbe amare, a precedere respiri profondi di iodio e ferro prima di aprirsi agli intarsi di fragoline di bosco, ribes e mirtilli maturi sulla tela di frolla alla mandorla.

Epperò dovete avere pazienza!

Perché il corteo è lungo!

Una processione ordinata di rabarbaro, cannella, tabacco, ardesia, grafite e cenere, non dimentica delle dolcezze di fichi e prugne disidratate.

La fine effervescenza rende cremoso un sorso fresco ma con garbo, perfettamente intonato all’olfatto, che sottolinea da subito le dolcezze per concentrarsi poi sulle note scure, tostate e minerali.

Scorre, a tratti, anche vinoso, leggiadro nel suo incedere salino fino quando decide di darsi un tono più serioso, magari austero, sfoderando un tannino che firma il Territorio.

Toscanaccio dentro, rifugge le imitazioni preferendovi l’ombrosità di chi sceglie bene da chi farsi lisciare il pelo.

89 Punti.

– SPUMANTE METODO CLASSICO BRUT SOLERA “1084 LA CUVÉE”, BADIA CREPALDO (TOSCANA): un anno in etichetta per ricordare una Storia che diventa vino e storie.

Le storie di chi sceglie di NON avere uve proprie, di seguire il sentiero di un Metodo Classico Toscano che non si nasconde dietro il Sangiovese di casa ma si prende la libertà di essere sé stesso.

“1084 LA CUVÉE” nasce così: Pinot Nero 60 % e Chardonnay 40 %, solo mosto fiore, metà tonneau e produzione artigianale da Négociant Manipulant. 

Un naso diverso, originale, certamente “non per tutti”; forsanche ostentata, quella nota ossidativa che firma il Metodo Solera appare qui come carattere e per niente difetto.

Poi una progressione di erbe aromatiche, origano, timo, basilico, alloro su tutte, per una amaritudine vermoutheggiante che…

Poi una freschezza che ricorda il datterino da un lato e la polposità del cachi dall’altro a precedere chinotto, grano, pane casareccio grigliato, croccante, frutti molto maturi avvolti da note fumé e ancora agrumi, fiori secchi, mandorla, sfumature tostate di caffè e spezie, brioche, pietra focaia e un tatuaggio salino che ammicca da sotto una complessità che non parla toscano.

In bocca l’ingresso è cremoso, tattilmente raffinato, di netta sapidità.

Tornano i frutti maturi, le erbe, la frutta secca pralinata.

Poi la trama sottile della tessitura accende uno spot su percezioni vagamente amarognole: elegante prima e un filo austero dopo, come se il vino, dopo averti accolto, ti chiedesse un po’ di attenzione in più.

Le erbe aromatiche persistono fino al finale, accompagnate da toni fumé.

Acidità viva, trama setosa, chiusura lunga e armoniosa.

Non è un vino che ti prende a braccetto e ti trascina in discoteca: è un ospite che ti guarda negli occhi e ti racconta una storia a voce bassa, ma con una precisione che non ammette distrazioni.

Un vino che non cerca di imitare nessuno, che porta con sé il sapore della libertà di chi non ha vigneti da difendere ma solo idee da inseguire.

90 Punti?

Tecnicamente forse no ma ci sono volte in cui la tecnica deve abdicare al cuore.

Da bere ascoltando “LOSE YOURSELF” di EMINEM.

– SPUMANTE METODO CLASSICO BLANC DE BLANC PAS DOSÉ “DASSIE – FAVREL”, MALIBRÀN(VENETO): un naso intenso e intrigante, fatto di curry, cardamomo, zafferano e liquirizia mixati a pesca gialla, mela Golden e una nota di burro erborinato.

Veneto come lo erano i Veneziani che navigavano verso l’Oriente, speziato, quasi insolente nella sua personalità.

In bocca è impetuoso e slanciato, l’effervescenza stuzzica, l’acidità una riga dritta tracciata con la squadra a collegare un finale sapido e agrumato.

Nessuna concessione a mollezze di circostanza.

Un metodo classico dalla terra del Prosecco fatto da chi ha deciso di non fare, nato né per competere né per imitare, voluto per dimostrare come un’uva dimenticata valesse la pena e anche di più.

88– Punti.

E QUINDI?

E quindi GRAZIE a tutti i Produttori presenti e agli Organizzatori.

È stata una serata piacevolissima e molto istruttiva, un “buona la prima” che, nonostante qualche imprecisione lascia ben sperare per il futuro.

Un Evento che potrà inserirsi senza difficoltà tra quelli da segnare in rosso su un calendario romano fin troppo ricco di appuntamenti.

BBravi tutti e…appuntamento al 2027!

Roberto Alloi

  • Facebook
  • Instagram

Archiviato in:Aziende, Eventi, Evidenza, Vino Contrassegnato con: @enoevo, 1084 CUVÉE ROSÉ, 1084 LA CUVÉE, Adriano Romano, BADIA CREPALDO, Blanc de Blanc, BOLLICINE, Boschera, Brut, Brut Nature, CANTINA RAPARELLI, Chardonnay, DASSIE - FAVREL, Emilia Romagna, extra brut, INCONFONDIBILE, Ivan Vellucci, Lambrusco, lazio, Luca della Regina, MALIBRÀN, marche, marco sargentini, Mencaroni, Metodo Ancestrale, Metodo Charmat, metodo classico, pas dosé, Pinot Nero, Pulp, Rifermentato, Roberta Marchese Aragona, Roberto Alloi, ROMA IN BOLLE, rosé, Solera, spumante, toscana, Veneto, VENTURINI BALDINI, Verdicchio, vermentino, Vino frizzante, vinodentro

« Concours Mondial de Bruxelles 2026. Dolcezze dal mondo (la masterclass).

Cerca

Chi sono

Instagram

Segui su Instagram

Facebook

Mail: roberto.alloi@enoevo.com | Cell: 339 898 4378  | Privacy Policy  Cookie Policy

Copyright © 2026 EnoEvo