
IL COSA E IL DOVE
I mesi di Novembre e Dicembre sono stati un vero accavallarsi di Eventi nel panorama enoico della Capitale.
Tanto, di tutto, dippiù…
Difficile star dietro all’offerta e praticamente impossibile ricambiare con le parole quanto ricevuto nel bicchiere.
Poco tempo, poco spazio e la mia consueta, elefantiaca dinamicità nello scrivere.
Ma qualcosa è comunque dovuto e allora mi sono inventato questa sorta di riassunto proponendovi i miei personalissimi “po’ di” di BOLLICINE (by DECANTER WINE ACADEMY), UVA FIERA (by LA PECORA NERA e Pasquale Livieri), DUE PASSI IN VIGNA (by VINARIO4) e ERA UVA (by ALTROVINO).
Dodici vini (in realtà qualcuno in più) per raccontare quattro giornate di assaggi ricche di spunti bisognosi di approfondimento e caratterizzate da un grande successo di pubblico.




GLI ASSSAGGI
Come già detto, nelle righe seguenti troverete qualche parola dedicata a dodici etichette che ho ritenuto di sottoporre alla Vostra attenzione, non necessariamente le migliori tra quelle degustate negli Eventi di cui Vi ho detto ma che credo meritino un occhio di riguardo e che troverete elencate per Regione seguendo il più tradizionale degli ordini alfabetici.
Se vorrete Vi potrete divertire a ricomporre il puzzle inserendole negli Eventi di cui sono state protagoniste ma, datemi retta, sarà meglio che utilizziate il Vostro tempo per ficcare il naso nel bicchiere e lasciarVi attraversare dalle emozioni.
Salute!

– RIBOLLA GIALLA SPUMANTE BRUT 2022 MILLESIMATO, TREBES – MITJA PRINCIC (FRIULI VENEZIA GIULIA): nel caleidoscopico mondo del Metodo Martinotti un approccio olfattivo di questa caratura è raro e prezioso.
Compito nel proporre il giallo della pesca e della mela Golden, dell’agrume maturo e del fieno.
Più deciso invece sui toni delle erbe aromatiche e sugli spigoli aguzzi delle pietre mentre risulta seducente nel farVi scoprire una fine pasticceria lievitata.
Sorso che mostra un’effervescenza mai sopra le righe e capace di veicolare con garbo e piglio deciso una fisicità fresco-sapida degna di nota.
Chiude tra agrumi, guizzi pepato-minerali e speranza di poter riempiere ancora il bicchiere.
Unannodicemento, diciottomesidiautoclave e unannodibottiglia…alla faccia del Metodo Martinotti!
88++ Punti.

-FRIULI COLLI ORIENTALI DOC SAUVIGNON “PRIMALUCE” 2019, AQUILA DEL TORRE (FRIULI VENEZIA GIULIA): al naso comunica il calore dei tropici in aperto contrasto con la mineralità preistorica della ponca, la dolcezza di miele e caramello e la freschezza del mentolo, il fumo di un camino e una vegetalità educata ma affatto timida che sposa contorni di pesca bianca.
Assaggio di grande soddisfazione, a rimarcare calore e sostanza sottolineando evoluzioni di pesca e affondi di sambuco in un contesto di sapidità marina nel quale non è difficile immaginare marosi pietrificati.
89- Punti.

– VENEZIA GIULIA IGT ROSSO “INTONATO” 2022, ROEK (FRIULI VENEZIA GIULIA): un naso che affossa prugne e mirtilli con amaritudini vegetali e incursioni pepose.
In bocca volume e vinosa freschezza si tengono per mano regalando un sorso agile, ritmato dai tannini vispi e dalle cabernetteggianti vegetalità.
Sui PIWI c’è ancora tanto da lavoro da fare, da parte di chi li coltiva e li mette in bottiglia e da parte di chi li assaggia ma questo è un vino da tenere d’occhio.
86 Punti.

– VINO BIANCO “VICUS” 2023, CANTINA 837 (FRIULI VENEZIA GIULIA): il naso è un nodo gordiano di mielose dolcezze regalate dal lungo isolamento nel legno americano e amaritudini di mallo di noce che una speziatura di quasi senape prova a dipanare.
In bocca le dolcezze diventano pasticcere e rivaleggiano con la minerale sapidità evidenziando creme di frutta e una mandorla che, complici i ritorni speziati, fa l’occhiolino al panforte.
Dai vigneti più alti del Friuli e dal “pioniere” dei PIWI, un Solaris su cui riflettere.
86 Punti.

– LAZIO IGP VERMENTINO “FRIO – BREZZA” 2024, PRIMALUCE (LAZIO): fresco di frutta, profuma di mela, rinfresca il naso con la menta allargandosi poi in cespugliosi panorami mediterranei sottolineando però una vena tufacea di insolita sostanza.
In bocca mostra personalità e ciccia, verve acida e materica sostanza in una atmosfera intrisa di salmastri ricordi.
87- Punti.

Da tenere d’occhio il “NO LABEL” di CASAMECOCCI (LAZIO), quel Procanico che fermenta nel legno in cui poi riposerà per sei mesi.
Un olfatto falsamente timido di pasticceria di mandorla dolce e cedro maturo che svela pruriti di fieno e freschezze di erbe aromatiche e un sorso di evidente freschezza, vivacità tannica e schiaffi amaricanti di sambuco che si becca il mio personalissimo premio “MANNAGG’”.

– MARCHE IGT SPUMANTE METODO CLASSICO BRUT NATURE 2019, PODERE SABBIONI (MARCHE): uva spina e bergamotto, mela Granny Smith, frutta secca, mineralità salmastra, glicine, zafferano, idrocarburi pronti ad accendersi…sisi, tanti bei descrittori ma di questo vino non è tanto il “cosa” quanto il “come”!
Qui di “classico” c’è poco (forse la melodia accennata), ché il ritmo è punk!
Massimo viene dal mondo della moda e qui, anche se si discorre di cravatta usata come fascia per i capelli e di anfibi slacciati la classe non è acqua!
In bocca l’effervescenza è sottile, diafana, più solleticante che carezzevole.
Si, forse la freschezza è un po’ in affanno ma la sapidità rende il sorso praticamente irrinunciabile, compulsivo (e quando gli zuccheri stanno a zero questo è tutt’altro che scontato).
Tecnicamente 87 Punti ma, fosse per me…93.

– ALTA LANGA DOCG BRUT 2020, PASQUALE PELISSERO (PIEMONTE): un olfatto tuttifrutti (forse troppo) che esalta il Pinot Nero sacrificando un po’ le ampiezze dello Chardonnay; ciliegie (anche candite) s’accostano alla prugna mentre sullo sfondo, in una atmosfera appena ossidativa, c’è quel po’ di banana (sic) che non ci voleva.
In bocca è ancora il frutto maturo a fare la parte del leone ma i graffi agrumati e la buona sapidità fanno comunella con la briosa effervescenza pareggiando in qualche modo i conti.
87++ Punti.

– ALTA LANGA DOCG BRUT 2021, AGRICOLA TT (PIEMONTE): sfuggitomi durante l’evento organizzato dal Consorzio Alta Langa nel Giugno scorso, si propone al naso con immediatezze appena sfornate seguite da un incedere progressivo di profumi che dalla delicatezza dei fiori bianchi conducono alle ruvide freschezze delle erbe aromatiche passando per una mela matura che cerca di fare da pacera.
Il sorso, di equilibrate freschezza e sapidità, vive di una effervescenza che, un pochino troppo vivace, rischia di farci sorvolare sulla cremosità pasticcera di un agrume che governa il finale con piglio forse eccessivo.
86++ Punti.

– MOSCATO D’ASTI DOCG CANELLI 2017, L’ARMANGIA (PIEMONTE): dolce al naso?
Sicuramente si ma…rimarrete di sasso nel ritrovarVi immersi in un’atmosfera di tè alla menta, strilli d’agrume e vegetalità del tutto inattese!
In bocca torna tutto e tutto si pareggia: dolcezze, mentolate freschezze, orientali speziature, sottilissima carbonica, allungo infinito…
Un vino per far riflettere chi il Moscato lo “tollera” solo giovane e col panettone.
90 Punti (ma forse 9).

Stavolta è andata così; dovevo scegliere un vino e la sorte ha deciso per questo ma L’ARMANGIA (e ancor prima Ignazio Giovine) meriterebbero ben altri spazi.
Dovrei dirVi di “TITON” e “VIGNALI”, gemelli diversi di una DOCG NIZZA che in appena 250m di distanza raccontare tutto e il contrario di tutto, dovrei dirVi di quell’illegale “UVA TANTUM” che “gli attributi” ce li ha non solo in etichetta e che farebbe invidia anche ai cugini borgognoni, di quell’Albarossa “MACCHIAFERRO” che già mi vedo tenere al guinzaglio la Bagna Cauda ignorante che faceva zia Corinna, di…
Vabbè, ne leggerete delle belle.
Datemi tempo e…stay tuned!




– TRENTO DOC BRUT “COLLEZIONE 15”, CANTINA DI ISERA 907 (TRENTINO): profuma di pesca e ananas, è fresco di pane appena sfornato e arancia, non lesina la frutta secca…
Il sorso è sostanzioso, decisamente sapido e sicuramente fresco anche se non perfettamente coordinato, evidenzia subito le dolcezze fruttate ma è poi il duetto sapidità-agrume a guidare le danze che si chiudono poi con un allungo deciso e salino.
88- – Punti.

– UMBRIA IGT BIANCO “ANTICO” 2024, LA MÈRULA (UMBRIA): Trebbiano, Verdello, Canaiolo Bianco e Malvasia per un Orvieto “classico” (o quasi), ha un “gemello diverso” che passa 13giorni sulle trebbie uscendone un pochino ingolfato di profumi e sostanza.
Lui gioca sull’agilità, un gioco di piedi a ritmo di glicine e biancospino, fa un paio di finte di mela verde e poi affonda colpi di erbe aromatiche e mandorla al bersaglio grosso.
Il sorso segue l’olfatto, schiva sovrastrutture, colpisce e scappa, irretisce con l’agrume, graffia col sale e mette al tappeto con una gustosa persistenza agrumata forse un po’ frettolosa.
87- Punti.

– UMBRIA IGT MERLOT “30” 2022, TRENTAQUERCE (UMBRIA): Merlot tuttifrutti levateve proprio!
Questo è il regno delle pirazine e dei polifenoli, peperone e pomodoro sposano erba appena sfalciata…finalmente un EVO in cui c’è anche l’alcol!
Scherzi a parte qua sembra di dialogare con un Cabernet del Nord Italia più che con un Merlot umbro.
Il sorso è un capolavoro di tensione, eucalipto e liquirizia aggiungono toni empireumatici alla profondità del frutto rosso regalando un assaggio rinfrescante per la bocca e per lo spirito.
Non è un vino per pensare (o forse si), è un vino da bere e questo, oggi, non è poco per niente.
88 Punti.

E QUINDI?
E quindi niente!
GRAZIE intanto a tutti (Organizzatori e Produttori) e mille scuse a quanti, per motivi di spazio non sono riuscito.
Credetemi, è stato difficile scegliere chi “dentro” e chi “fuori” ma spero nessuno me ne vorrà, è stato difficile essere presente, ed era impossibile accontentare tutti.
Sono anni che predico nel deserto auspicando un calendario “ragionato” degli Eventi del vino che sia rispettoso di chi organizza, di chi espone e di chi viene ad assaggiare (ciascuno per i propri motivi) ma sembra che questo sia impossibile (siamo arrivati a 9 Eventi in un fine settimana!) e il 2026 sembra iniziare già con il botto…
