
IL COSA E IL DOVE
Nell’ormai consueta cornice dell’HOTEL COLOMBO di Roma, lo scorso 15 Novembre è andata in onda ASPETTANDO VINIAMO, Evento organizzato da Stefano Minelli (MINELLI WINE EVENTS) e di cui la testata WINE TALES MAGAZINE era media pertnership.
Una giornata per vagare da Nord a Sud nell’Italia del vino (con più di qualche digressione internazionale) per scoprire nuove storie o anche soltanto salutare vecchie conoscenze condividendo il piacere di un sorso insieme.

GLI ASSAGGI
Circa 80 le Aziende presenti e oltre 300 le etichette in degustazione, davvero un percorso impegnativo (soprattutto avendo poco tempo a disposizione).
Nessun programma e spazio alla fantasia, questo il mood con il quale mi sono calato nei panni del bravo assaggiatore.
Ho zigzagato scartando, soffermandomi per passare oltre, tornando indietro facendo mente locale sul cosa avesse colpito la mia curiosità…
Alla fine, tra i circa sessanta vini degustati ne ho selezionati nove a comporre l’ormai consueta e personalissima lista di “consigli per l’assaggio” da sottoporre alla Vostra attenzione.
Dategli una letta prendendola con le solite lunghissime molle, lasciateVi condurre dalla Curiosità, provate di persona, fatemi sapere…condividete.

– FALERNO DEL MASSICO DOP PRIMITIVO “DECANTO” 2021, CANTINA VEZZOSO (CAMPANIA): Vigna Barone custodisce impianti di settant’anni e da un ettaro di questi si produce questo Falerno scuro come gli inferi eppure di accecante luminosità, con quel frutto rosso maturo che orchestra una ensemble olfattiva di humus, spezie dolci, rabarbaro e allunghi balsamici.
Sorso pieno e ricco, sorretto da tannini sostanziosi e vellutati, succoso e amaricante nel comunicare agrume chinotto, china, liquirizia e tabacco.
666 bottiglie di demoniaca piacevolezza (ora 665).
87++ Punti.

– ASPRINIO DI AVERSA SPUMANTE METODO CLASSICO BRUT 2020 MILLESIMATO, BARBATO 1907 (CAMPANIA): da sole alberate e dall’esilio per cinquanta mesi sui lieviti nasce uno spumate elegante, che regala al naso note di biscotti al burro e acini d’uva appena spiccati infarcite di salvia, fieno e lavica mineralità.
Il perlage sottilissimo e la vibrante freschezza governano un sorso deciso da cui è difficile separarsi.
87 Punti.

– PAESTUM IGT FIANO “TRESINUS AUREUS” 2020, SANGIOVANNI (CAMPANIA): impianti di cinquant’anni e tre anni di riposo sui lieviti regalano un olfatto esplosivo che impone forza di volontà per staccare il naso dal calice.
Un nodo gordiano di mela renetta, nocciola, chiodi di garofano, mimosa, eucalipto, agrume, macchia mediterranea, origano, timo, fumo di pietre sbattute e financo un ché di fornaio.
Il sorso rinfresca e intriga, acchiappa, risveglia, ha struttura ed eleganza, sferica scorrevolezza e dinamica esuberanza.
Un vino di filosofica concretezza.
Da bere ascoltando “CREEP” dei RADIOHEAD.
89- Punti.

– PAESTUM IGT AGLIANICO “MAROCCIA” 2016, SANGIOVANNI (CAMPANIA): s’approccia al naso con fare terroso, arido ed esplode poi in un fuoco artificiale di lamponi e ciliegie nere (anche in confettura e sotto spirito), seguono pepe nero, chiodi di garofano, grafite, liquirizia, macchia mediterranea, un appena di resina…
Il sorso è un ripido pendio, una pietraia da percorrere a lunghi balzi tra ricchezze gliceriche, vivaci freschezze a compensare le frenate tanniche, e sapidità marine quasi piccanti.
Un vino cui fare attenzione, ché i bicchieri si susseguono e i quindicigradialcolici non si sentono fino a quando non Vi alzate dal tavolo.
88+ Punti.

– AOP CORSE CALVI BLANC “SESTO” 2024, ENCLOS DES ANGES (CORSICA): Vermentinu da impianti di mezzo secolo per un naso che alla prima olfazione rivela agrumi, bosso e salvia.
Poi arriva la frutta gialla matura (anche esotica) e composta di mirabelle ad allargare il panorama e un soffio di fiori gialli (elicriso) e curry in chiusura.
Sorso rotondo, grasso, sicuramente fresco e prepotentemente sapido con un finale marino che lascia vagare i pensieri.
88+ Punti.

– AOC CORSE CALVI ROUGE “SESTO” 2020, ENCLOS DES ANGES (CORSICA): un po’ introverso e scorbutico nell’immediato, gli bastano un paio di giri di valzer per lasciarsi andare ai cespugli macchia mediterranea, al mirto, alla liquirizia, al pepe, alla menta, alla viola, alle morbide grassezze della marmellata di more, ai mirtilli.
Sorso selvaggio, sanguigno, ferroso di temporale e vecchie battaglie; fine speziatura, struttura e potenza aromatica sposano la grana del tannino regalando un assaggio profondo.
La Corsica del vino in un bicchiere.
88 Punti con un + perché mi va.

– FRIULI COLLI ORIENTALI DOC MERLOT 2021, DI GASPERO FLAVIA E UMBERTO (FRIULI VENEZIA GIULIA): nella culla del Refosco di Faedis (che sia nell’ETICHETTA BIANCA 2019 che nell’ETICHETTA NERA 2018 avevano ed erano un po’ “troppo”) voglio dirVi di un Merlot che pur nell’intensità di un olfatto che, da local, definirei “penč” lasciandoVi con la curiosità del significato del termine, intrigava per rotondità di cioccolato e ciliegia e spigoli “cabernettizzanti”, verdi di bosco e orto.
Il sorso regala un caldo abbraccio ciliegioso, una stretta di cioccolato e tannini che pareggia la viva freschezza regalando una bevuta fedele all’olfatto, dinamica e invogliante.
Sa di “una volta” ma guarda avanti.
87++ Punti.

– ETNA DOC BIANCO “ME GIOIU” 2023, FOTI RANDAZZESE (SICILIA): questo Carricante arriva da vigne di novant’anni che respirano l’aria frizzantina dei quasi mille metri con un carico di frutta matura e candita che prende subito possesso del naso stemperando l’acuminata presenza minerale degli aspri pendii lavici di Nicolosi grazie anche alla collaborazione delle grassezze di burro d’arachidi e spezie d’Oriente.
In bocca freschezza e minerale sapidità si danno la mano e sostengono senza cedimento alcuno un sorso avvolgente fatto del ritmato alternarsi di dolci sensazioni pasticcere ed eleganti amaritudini di intricati cespugli di erbe aromatiche, pastosità di miele e allunghi di liquirizia fino alla lunga e persistente conclusione.
88 Punti.

– DOLOMITI IGT MANZONI 2022 BIO, MASO FURLI (TRENTINO): inizialmente appena timido e poi verticalmente terpenico si apre presto al frutto privilegiando pesca e albicocca ma non disdegnando un ananas che avrei evitato per chiudere poi con profondi solchi minerali e sulfurei.
In bocca l’acidità è vibrante ma la sostanza fruttata regala volume e ampiezza a un sorso leggiadramente sorretto dalle ampie spalle fresco sapide, che rivela sottili dolcezze di marmellata d’agrume e soffi mentolati.
88 Punti.

E QUINDI?
E quindi grazie a Stefano Minelli per avermi invitato nuovamente a partecipare a questo suo bell’Evento, a tutti i Produttori per la pazienza dimostrata nel sopportarmi e a tuti Voi per avermi voluto dedicare il tempo necessario a leggermi fino a qui.
È stata una giornata corta ma intensa, ricca di spunti di approfondimento (in primis pensando a una Corsica del vino assolutamente sconosciuta al sottoscritto) dopo la quale mi pongo in attesa di quel VINIAMOprimaverile di cui qui si è avuto solo un assaggio “in attesa di”.
Appuntamento al 29 Marzo 2026!
