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GAMBERO ROSSO PRESENTA: TRE BICCHIERI 2023

RED is the color…

IL COSA ED IL DOVE

 “TRE BICCHIERI” inizia con un numero e la guida ne sciorina un’intera tabellina: 46000 etichette assaggiate da 70 collaboratori (seicentocinquantasettebottiglieciascuno!), 2626 i Produttori presenti.

 Dei circa 2000 che sono arrivati in finale, 455 vini (21 in meno rispetto al 2022) si sono meritati il gradino più alto del podio (154 quelli “verdi” e 67 quelli “under 15€”).

 Per la mia felicità il Collio sloveno (BRDA) entra in Guida vedendosi così riconoscere la continuità territoriale con quello friulano, ed è per questo che al GAMBERO ROSSO nella sua interezza assegno il mio personalissimo premio “NO BORDERS”.

 Quest’anno, la location è stata quella del Palazzo delle Esposizioni in quell’EUR che, dalla sua terrazza appariva davvero meraviglioso.

L’EUR può essere bellissimo!

 Una location di livello assoluto per una manifestazione di livello assoluto!

 Tutto perfetto?

 Beh, proprio tutto magari no…io, qualcosina la aggiusterei.

 Davvero troppo vasto il parterre per poter pensare di assaggiare qualcosa da tutto lo stivale italico; m’era sembrata più azzeccata la formula dell’anno passato, quella “divisa in due puntate”.

 E poi la sala: vasta in termini assoluti ma con delle “zone d’ombra” che, complice anche la mancanza di indicazioni o/o di una sorta di “percorso”, hanno purtroppo fatto in modo che sembrasse si fosse fatta una sorta di separazione tra “figli e figliastri”.

 Epperò mica è facile mettere in piedi una roba del genere!

 Quindi: standing ovation per gli organizzatori e…appuntamento al prossimo anno (ah, no: ci dovrebbe essere prima la serata dedicata a “BEREBENE”)!

TRE BICCHIERI 2023: luce puntata sulla Qualità!

GLI ASSAGGI

 Neppure avendo una settimana di tempo ed una serie di fegati di ricambio avrei potuto assaggiare tutto il “bendiddio” che c’era sui tavoli, quindi mi scuserete se ho deciso di dedicarmi quasi esclusivamente alle Regioni che conosco di più (e mi scuseranno quei Produttori cui non ho potuto far visita).

 Sono andato in cerca di scoperte e di conferme, ho fatto confronti tra uno ”ieri” ed un “oggi” immaginando già un “domani”, ed ho buttato un occhio anche a qualcosa che mi sorrideva dai tavoli vicini rimanendo “quasi” sempre meravigliato (sisi, ho scritto “quasi”! perchè Vi confesso che alcune scelte le ho trovate, ma questo è inevitabile, davvero discutibili).

 Vabbè, bando alle chiacchiere!

 Leggetevi le mie poche righe e prendetene spunto per assaggiare con curiosità.

PIEMONTE

BEL COLLE

14ha a Verduno, 14ha di Langhe lavorati nel pieno rispetto della tradizione.

 BAROLO DOCG “RISERVA 10 ANNI” 2013: davvero elegante con quel suo cravattino di liquirizia che cinge un frutto rosso ancora ben presente.

Il Barolo di BEL COLLE

 E poi tabacco…

 Assaggio materico, spalle larghe e nobili tannini tannini

BORGOGNO

Vabbè, che Vi devo dire di Borgogno…è la Storia del Barolo!

 BAROLO DOCG RISERVA 2015: era tantotanto che non assaggiavo Borgogno (dal Giro d’Italia 2016).

 Piccoli frutti di bosco prima che arrivi lo scuro delle spezie, il rosso dell’arancia, le viole, legni aromatici, tabacco e lontane balsamicità.

 E tutta ‘sta complessità diventa poi un assaggio lieve e leggiadro, di disarmante semplicità.

 Vabbè: c’è Barolo e Barolo e pure “TRE BICCHIERI” e “TRE BICCHIERI”.

BORGOGNO = Storia

LOMBARDIA

AR.PE.PE.

Un’Azienda tutt’altro che convenzionale che, facendo perno su ambiente e vigneto, esalta le caratteristiche tradizionali del Nebbiolo della Valtellina con ottica futurista.

 VALTELLINA SUPERIORE DOCG SASSELLA “NUOVA REGINA” RISERVA 2016: intensamente marcato da visciole e violette, dolcezze speziate di chiodo di garofano e vegetalità di felce, vira subito su ematicità di ruggine e chiude di ginepro e liquirizia.

 Sorso pieno e di superba rispondenza segnato dall’elegante danza dei tannini e dal lungo finale di porfido.

 Esperenziale!

AR.PE.PE.: la Valtellina in bottiglia

PODERE SELVA CAPUZZA

Se non fosse che ritengo che “il caso non esiste” dovrei attribuire ad esso ed ad un casuale incontro sotto l’ombrellone di Silvi Marina la conoscenza di questa Azienda.

 30ha di Lago di Garda e cent’anni di storia in una produzione variegata come quella dei suoli e dei microclimi del lago più grande d’Italia.

 LUGANA DOC “MENASASSO” RISERVA 2019: che botta il naso!

 In un atmosfera tutta porfidi, assoli di erbe aromatiche spiccano su un coro di dolcezze di susina.

 Co-starring graffi agrumati e note di mandorla fresca.

 La freschezza del lago si impadronisce del sorso senza però zittire la minerale sapidità, mentre il finale rimanda echi di origano.

 Da ri-assaggiare (più e più volte) con la scusa di “studiare” il Lugana.

Intanto gli do il mio premio “MAESTRO OOGWAY” (con buona pace di Kung Fu Panda).

PODERE SELVA CAPUZZA: il Lugana che non ti aspetti.

SINCETTE

35ha (10 vitati) e tanta attenzione anche all’EVO (che sarei curioso di assaggiare).

 RIVIERA DEL GARDA CLASSICO DOC GROPPELLO 2021: mi perdonerete se la leggo alla francese (ma magari è giusto così), non era in programma ma quell’etichetta…

 Cemento ed anfora per lui.

 Intensi i richiami di ribes e lampone ma in bella mostra pure mazzi di viole e rose appassite.

 Sorso morbido di dritta freschezza e buon allungo.

 E mentre lo aspetto perchè m’è sembrato un giovincello, gli do il mio premio “PECCATO” perchè: bello il vino, bellabella l’etichetta ma la temperatura…

SINCETTE ed il suo Groppello.

CANTINA SCUROPASSO

ROCCAPIETRA ZERO 2016 : per essere uno “zero” ha un ingresso di frutto particolarmente dolce.

E poi una progressione tutta di pasticceria che…

Il sorso è sorprendente!

Inizialmente ben bilanciato, decolla presto su taglienti freschezze in assenza comunque di spigoli vivi ed il finale è un intreccio di balsamicità e frutto reso “pop” da una intrigante speziatura.

“ROCCAPIETRA ZERO“, il Metodo Classico di CANTINA SCUROPASSO

FRIULI VENEZIA GIULIA

PRIMOSIC

32ha di Collio goriziano a Oslavia, terra di Ribolla ma non solo (come dimostra anche il vino di cui leggerete).

 Un’Azienda che riesce ad interpretare il Territorio con uno stile davvero unico.

COLLIO DOC FRIULANO “SKIN” RISERVA 2019: 14gg macerazione e 18mesi legni medi di slavonia…

 Profondo!

 Parla di legni pregiati, sambuco, cera d’api, frutta secca, erbe aromatiche, spezie.

 Assaggio di profonda freschezza e salinità antica con ritorni di frutta disidratata.

PRIMOSIC: Oslavia non è solo Ribolla.

DORO PRINCIC

Un pezzo di storia del Collio sin dagli anni ’50.

 12ha tra Capriva e Cormons ed uno stile inconfondibile.

 COLLIO DOC PINOT BIANCO 2021: limongrass ed un bel cespuglio di lavanda sono l’incipit di un racconto che termina su  bianche piccantezze speziate dopo capitoli di frutta bianca pure lei.

 Frescofresco e sapidosapido!

DORO PRINCIC: che stile!

RONCO DEI TASSI

Poco più di Trent’anni di attività per questa realtà del Collio Goriziano  nei cui vini si fondono potenza, freschezza ed eleganza.

 COLLIO DOC MALVASIA 2021: varietale e didattica, sciorina un poliedrico abbraccio di frutta bianca, albicocca e fiori di tiglio prima che inizino a dettare legge le aromaticità di salvia, timo e lavanda.

 Gessosa l’atmosfera nella quale Vi accostate all’assaggio di un vino che ha spalle fresco-sapide davvero larghe (supportate anche da una leggerissimissima vena carbonica) eppure riesce a comunicare ampiezza e calore.

La Malvasia di RONCO DEI TASSI

PIGHIN

160ha che abbracciano le DOC Collio e Grave.

 Tante bottiglie (davvero tante) fatte tutte con estrema attenzione.

 Davvero Bbravi!

 COLLIO DOC BIANCO “SORELI” 2020: naso luminoso, giallo di sole e mimosa, sottilmente tostato, intriga di dolcezze d’agrume e spinge al peccato con la sua atmosfera ammiccante, boisé…

 Infine: un soffio di cera d’api.

 Ma voglio trovargli un difetto, ed allora…la frutta tropicale forse era meglio di no, ma…

 E l’assaggio è di inconsueto procedere ordinato, ciascuno al suo posto e tutti per mano.

 Coerente, caldo, un lungo abbraccio tra il sole e le brezze dei colli. 

“SORELI” di nome e di fatto by PIGHIN

DRAGA MIKLUS

13ha di ponca che spezza la schiena, un “tesoro” (come suggerisce il nome) che regala 50000 bottiglie e tante emozioni.

 COLLIO DOC RIBOLLA GIALLA “NATURAL ART” 2018: già il naso è un affondo di spada.

 Una stoccata di mela cotogna mi porta nella soffitta del nonno, tra camomilla stesa al sole ed albicocche disidratate.

 Dalle finestre spalancate arrivano lontani ricordi di mare sepolto, l’ambra del Baltico (compresi gli insetti) ed il pizzicore di una presa di pepe.

 E poi miele, scorza di agrume, frutta secca…

 4 anni di legno non bastano a domare i tannini di questo bianco dalle rosse complessità e gli stessi sorreggono un sorso fresco, sapido e dal lunghissimissimo finale di erbe aromatiche.

 Gli ammollo d’ufficio il mio premio “COME NATURA CREA“.

“NATURAL ART“, nomen omen by DRAGA MIKLUS

FERRUCCIO SGUBIN

In una Italia che è quasi Slovenia, lì dove solo le carte disegnano confini, l’Azienda di Ferruccio Sgubin dimostra come l’uomo ed il Territorio, possano camminare mano nella mano e fondersi in una bottiglia.

 COLLIO DOC BIANCO “MIRNIK” 2020: spaziale!

 Dalla mimosa allo zafferano, dalla ginestra al cedro candito, poi dolcezze di frutta secca, il pepe bianco a stuzzicare ed una balsamicità lontana.

 E quella mineralità di mare preistorico celata per ere geologiche ed ora svelata.

 Assaggio nettamente corrispondente che svela freschezza e sapidità procedere mano nella mano fino al lungo finale giocato tra dolcezze ed amaritudini.

Collio Bianco “MIRNIK” by FERRUCCIO SGUBIN

SCUBLA

12ha, una collina meravigliosa ed un sogno (quello di Roberto) che dura da ormai Trent’anni.

 COLLI ORIENTALI DEL FRIULI DOC “BIANCO POMEDES” 2021: impeccabile: fiori di campo, pesca spaccottella, il giusto d’agrume ed una botta di mentuccia prima dello schioccare di lingua sulle bianche piccantezze.

 Morbido l’assaggio ma supportato ben oltre le necessità da una spinta di profonda sapidità.

 Il finale, profondamente minerale, spinge a ricominciare il giro.

“BIANCO POMEDES” by SCUBLA: eleganza.

TENUTA STELLA

12ha della parte più alta del Collio, lì dove l’uomo riesce ad addomesticare la ponca convincendola a regalarci vini dannatamente identitari (Tocai e Ribolla in primis).

 COLLIO DOC RIBOLLA GIALLA RISERVA 2019: l’olfatto, con eleganza e pulizia, Vi porta in pasticceria, tra caramello, canditi d’agrume e frutta secca pralinata.

 30gg di macerazione e praticamente 2 anni di legni tra tonneau e botte grande.

 Elegantemente territoriale, del Collio propone le ripide colline, il caldo del sole, i venti dell’Est e la fatica della ponca in un sorso che potrei definire “storico”.

La Ribolla Gialla di TENUTA STELLA

TIARE

10ha tra le DOC Collio ed Isonzo, una produzione che interpreta magnificamente il mare sepolto della prima e le ghiaie della seconda.

 Una produzione variegata ma, come dimostra l’ennesimo riconoscimento ricevuto dal vino qui presentato, tanta ma tanta attenzione al Sauvignon.

 COLLIO DOC SAUVIGNON 2021: che volete che Vi dica, in due righe, di un vino che è il biglietto da visita dell’Azienda ed uno dei riferimenti assoluti della categoria?!

 Mi sono proposto già da un po’ di farlo con ben più calma in altra sede, ma qualcosa gli è dovuto anche qui, ora.

 Intanto, non me lo ricordavo così “vegan”: rullano i tamburi del sambuco, squillano le trombe del pomodoro e la salvia suona gli ottavini, ma l’orchestra si accorda poi su un “largo” di pesca.

 Assaggio fresco sapido coinvolgente…

 Che Vi serve di più?

Volete che gli assegni un premio?

Gli assegno dunque quello “VIRGILIO” per motivi che non sto qui a spiegarVi.

TIARE “È” Sauvignon!

VIE DI ROMANS

60ha e 300000 bottiglie in una DOC, quale è quella Isonzo, per troppo tempo vissuta all’ombra delle più famose Collio e Colli Orientali del Friuli.

 L’Azienda di Gianfranco (Gallo) dimostra quanto abbia da dire un Territorio incastonato tra il mare e la montagna, tra l’Adriatico e la Slovenia.

 FRIULI ISONZO DOC “FLORS DI UIS” 2020: il naso è un diretto da pugile.

 Mimose in fiore, scorza d’agrume, vegetale ed amaricante di salvia e timo, lontanamente balsamico.

 Viene poi il momento di un pizzicore di pepe bianco, un’inattesa vaniglia ed un velo fumé.

 L’assaggio vive sul dualismo tra calore e freschezza, una lama sottile sul cui filo si muove una minerale sapidità.

L’Isonzo by VIE DI ROMANS

TENIMENTI CIVA

A mezzora da casa mia, da quella collina a Bellazoia, Valerio (Civa), riesce a tirar fuori delle cose che…

 60 gli ettari e tante le bottiglie: un’Azienda che è riuscita a fondere attenzione, qualità e marketing in una serie di prodotti davvero top!

 COLLI ORIENTALI DEL FRIULI DOC SAUVIGNON “VIGNETO BELLAZOIA” 2021: mentuccia e zenzero a condurre il gruppo, amaritudini di salvia e buccia d’arancia stanno a ruota, la pesca bianca tenta la fuga.

 Vabbè, c’è pure un po’ di ananas (peccato) ma il gatto è scappato da un pezzo.

 Un sorso agile che, ben gestito dalla coppia freschezza-sapidità, riesce ad essere anche di inaspettata sostanza.

 Ma cosa c’ho a mezz’ora da casa!?

TENIMENTI CIVA, quel “dietro casa” che ancora mi manca

EMILIA ROMAGNA

NOELIA RICCI

9ha dedicati al Sangiovese come si faceva una volta in quel di Predappio, quello “trasparente”.

 ROMAGNA DOC SANGIOVESE PREDAPPIO “GODENZA” 2020: una Romagna complessa quella che riempie il naso con cuoio, tabacco e spezie.

 Più leggiadra quella che arriva subito dopo comunicando frutti e fiori rossi ed erbe aromatiche.

 Sorso educato in cui freschezza, sapidità e tannini fanno ciascuno la propria parte.

 Personalmente (ma c’ho la memoria corta) un tantino “meno” rispetto allo scorso anno.

La classe di NOELIA RICCI

CANTINA PALTRINIERI

Una realtà familiare tra il Secchia ed il Panaro dedicata tutta al Lambrusco di Sorbara (e con risultati pazzeschi direi!).

 LAMBRUSCO DI SORBARA DOC “L’ECLISSE” 2021: davvero fin troppo vibrante quel naso di lamponi e fragoline dove stenta a farsi spazio un’idea di mela prima di arrivare al biancospino ed alla bella vegetalità di erbe di campo.

 Assaggio di bella sapidità e tagliente freschezza sostenuta dalla vena carbonica e accenni d’agrume.

The dark side of Lambrusco di Sorbara: levatemelo!

FATTORIA NICOLUCCI

Se ancora siamo qui a parlare di un’azienda che imbottiglia ed etichetta dal 1885, un motivo ci sarà!

 Un pezzo di storia del Sangiovese e della Romagna.

 ROMAGNA DOC SANGIOVESE SUPERIORE PREDAPPIO DI PREDAPPIO “VIGNA DEL GENERALE” RISERVA 2019: che naso!
 Di romagnola opulenza, sciorina tutto il parterre del bosco, dai frutti ai funghi, succoso di arancia sanguinella ed amaricante di china e liquirizia.

 Fresco e rigoroso il sorso, elegantissimi i tannini ed una persistenza…infinita.

FATTORIA NICOLUCCI: “LA” Romagna ed “IL” Sangiovese.

TOSCANA

NICOLA BERGAGLIO

Un’Azienda nata nel secondo dopoguerra, 17ha che sono un vero riferimento per la denominazione.

 GAVI DOCG “MINAIA” 2021: Gavi, si! proprio “del Comune di Gavi”!

 Il naso è verde e pirico, ammiccante ed esplosivo

 Assaggio di strapiombante freschezza cui la verve sapido-minerale tiene egregiamente testa accompagnando il sorso ad un lungo finale che…

 Vabbè, facciamocene un altro bicchiere!

“MINAIA” by NICOLA BARGAGLIO: Gavi si, ma proprio di Gavi!

VALLEPICCIOLA

100ha a Castelnuovo Berardenga giocati tra classicità chiantigiane e modernità internazionali.

 TOSCANA IGT ROSSO “MIGLIORÈ” 2018: un “supertoscano” che sembra voler vincere facile.

 Nero di frutti, pepe e cacao, aromatico di tabacco ed alle dolcezze ci pensano le spezie e, un pochino troppo, il legno.

 L’assaggio è di grande equilibrio, tutto preciso, tutto perfetto ma…

 Per me, più che “MIGLIORÈ” scriverei “MIGLIORERÀ”; l’aspetto, è un cavallo vincente.

“MIGLIORÈ” la SuperToscanità firmata VALLEPICCIOLA

TENUTA FANTI

50 gli ettari di una Azienda che nasce 200 anni fa ma che ha cambiato marcia negli anni ’70.

 BRUNELLO DI MONTALCINO DOCG “VIGNA LE MACCHIARELLE” RISERVA 2016

Eleganti le more e le ciliegie, gentili le viole e stuzzicanti i graffi di liquirizia.

L’assaggio è “di polso”, tannini dal “pugno di ferro in guanto di velluto” ed allungo tutto dedicato ad una sapidità che fa schioccare la lingua.

Il “Brunello” di TENUTA FANTI

TENUTA CASADEI

24ha a Suvereto condotti con l’originale protocollo”biointegrale” che Vi lascio il compito di studiare.

 TOSCANA IGT CABERNET FRANC “FILARE 18”: la terra (cotta) ed il legno, il prima ed il dopo, la storia del vino.

 La grafite picchia forte ed il fumé non si nasconde.

 Mirtilli?

 Si ma in confettura.

 Cioccolato?

 Si ma al latte.

 E poi ancora scuro di tabacco e chiodi di garofano, una spruzzatina d’anice ed ancora graffi minerali.

 L’assaggio è spiazzante: comunica tanto, tutto ma…con impensabile semplicità.

 Il Cabernet Franc mi piace un sacco e questo è…davvero appagante!

Davvero un vino “coi baffi” (sarebbe più corretto dire “con la barba” ma poi dovrei spiegarvene il motivo).

“FILARE 18” by TENUTA CASADEI: un Cabernet Franc “coi baffi”, anzi…

I FABBRI

Meno di 7ha in quell’unicum chiantigiano che è Lamole e che regala vini di una dinamicità assoluta.

 CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE: elegante l’ouverture di sottobosco, mature prugna e ciliegia, poi un mazzetto d’erbe aromatiche, la liquirizia, il cuoio appena battuto.

 Un assaggio “a testa alta” che comunica calore nonostante l’imperiale freschezza.

 Tannini tessuti meticolosamente ed un allungo che sembra non finire.

La Gran Selezione di Susanna (Grassi)

MARCHE

TENUTA DI FRA’

10ha che hanno portato una ventata altoatesina sulle colline di Morro d’Alba.

 VERDICCHIO DEI CASTELLI DI JESI CLASSICO DOCG “FRANZ” RISERVA 2019: tantatanta frutta!

 Quella fresca è pesca matura e ananas.

 Agrumi quella candita.

 Nocciola ed arachide quella secca (anche caramellata).

 Ma poi c’è l’alloro per i ricordi aromatici, la liquirizia per quelli amaricanti ed una intensa mineralità.

 Assaggio preciso, succoso e d’acchiappo, di tagliente freschezza e lungo finale di grande coerenza con l’olfatto.

TENUTA di FRÀ: dall’Alto Adige con furore!

ABRUZZO

CODICE VINO

Da una “costola” una realtà NON piccola nata con l’idea di esprimere in bottiglia il crocevia di genti, la poliedricità dei territori e la ricchezza ampelografica che l’Abruzzo rappresenta.

 ABRUZZO DOC PECORINO SUPERIORE “TEGEO” 2020: un naso fin troppo arrembante: agrume di cedri e limoni, aromatico di timo ed alloro, uno zip di pepe bianco, un sospiro di mare ed un bel mazzo di fiori di campo.

 Sorso morbido e di adriatica sapidità che s’allunga, coerentemente, d’agrume ed erbe aromatiche.

Pecorino “TEGEO” by CODICE VINO

TENUTA I FAURI

Tra il mare e la montagna, 30ha di chietino dedicati principalmente agli autoctoni con qualche “sorpresa”…

 ABRUZZO DOC ABRUZZO DOC PECORINO SUPERIORE 2021: e si che quello del 2020 era buono, ma questo è tanto di più!

 Freschezze d’agrume, l’uva spina (ma forse perchè m’è rimasta impressa da un vino assaggiato poco tempo fa), succoso di susine, tostato di frutta secca, verde ed amaricante di mallo di noce…

 E poi gessoso, financo piccante!

 Ed in bocca, è un uragano che piano piano separa ciascuno dall’altro.

 Un vino che si becca il mio premio “DAVVERODAVVERO”!

TENUTA I FAURI: bella prova!

TOMMASO MASCIANTONIO

Tra Casoli e Guardiagrele, Tommaso è da anni un riferimento per l’EVO di altissimo livello ma ecco qui la dimostrazione delle sue grandi capacità anche come vignaiolo (e, scusate se mi permetto di dirlo, è già un bel po’ che lo dico e lo scrivo).

 ABRUZZO DOC PECORINO SUPERIORE “MANTICA VIGNA DI CAPRAFICO” 2020: il tempo, a volte serve solo questo ai vini perchè possano parlare, esprimersi.

 E qui, dall’esilio della bottiglia torna una sarabanda di profumi: aromaticità di erbe (timo e salvia), succosi agrumi, un’idea di Mosella (ma forse ho già bevuto troppo).

 Poi l’assaggi ed è una velocissima progressione sapida e minerale quella che lascia all’agrume il solo ruolo di comprimario.

 Alle falde della Majella un lungo respiro di mare.

TOMMASO MASCIANTONIO: non solo EVO!

INALTO VINI D’ALTURA

Ci vuole la passione di Adolfo De Cecco per mettere insieme un’Azienda come INALTO.

 Nomen omen per una realtà che fà respirare ai vigneti l’aria frizzante delle vette appenniniche

 MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC “CAMPO AFFAMATO” 2019: frutti neri croccanti e succosi, un bel corredo di spezie, liquirizia e rabarbaro che si occupano delle amaritudini, una nota di tè, un accenno al cacao e…ancora un po’ di alcol a scocciare il naso.

 Sorso consistente su cui i tannini alzano la voce in modo un po’ maleducato e finale boschivo.

 Ha bisogno di tempo: non mettetegli fretta!

Montepulciano d’Abruzzo “CAMPO AFFAMATO” by INALTO VINI D’ALTURA

TENUTA TERRAVIVA

Una ventina di ettari sulle colline di Tortoreto, vitigni autoctoni ed interventi ZERO.

 ABRUZZO DOC PECORINO PECORINO 2021: fiori di campo ed agrumi con una nota di stoppie che mi ricorda quasi un Trebbiano; e poi erbe aromatiche, gessosa mineralità ed una nota casearia che marca più che disturbare.

 Assaggio fresco ed anglosassone con finale dedicato ai ricordi di frutta.

Il Pecorino di TENUTA TERRAVIVA

VALLE REALE

Dal cuore dei Parchi Naturali d’Abruzzo nascono vini davvero molto rappresentativi del Territorio.

 TREBBIANO D’ABRUZZO DOC “VIGNETO DI POPOLI” 2019: davvero bello l’incipit che comunica tutto il calore dei colli carichi di messi dorate.

 L’agrume è polposo, i fiori dolci come quelli dei tigli sotto cui ti ripari dal sole e ti lasci traviare da una lontana balsamicità.

 Non mancano poi vegetali aromaticità di timo e salvia e ricordi di anice.

 L’assaggio è di grande sostanza, glicerico e masticabile ma reso più “easy” dalla freschezza (maggiore di quella che mi sarei aspettato) e da una salinità che graffia come la passione.

“VIGNETO DI POPOLI“: il Trebbiano di VALLE REALE

MOLISE

DI MAJO NORANTE

Una delle cantine più antiche del Molise.

 AGLIANICO DL MOLISE DOC “SASSIUS” RISERVA 2016: appena salito sul ring mette subito le carte in tavola dichiarando la propria GGioventù.

E tuttavia, con un “gioco di piedi” degno del Muhammad Ali dei giorni migliori, sciorina agilmente frutta rossa matura, viole e liquirizia prima che il quadrato venga monopolizzato da tostature di cacao e balsamicità da “after-eight”.

 Il naso chiude erbaceo e minerale ed il sorso segue immediato a declamare complessità ed elevata spalla fresco-sapida.

 Fitta la trama tannica ben integrata (beh, “quasi”).

“SASSIUS” (Clay) by DI MAJO NORANTE

CAMPANIA

TERRE STREGATE

25ha di beneventano che l’Azienda riesce a mettere in bottiglia preservando le caratteristiche uniche del Territorio attraverso la produzione di vini in cui si fondono tradizione e modernità.

 FALANGHINA DEL SANNIO DOP “SVELATO” 2021: un naso di complesse vegetalità che spaziano dal prato alle erbe aromatiche passando per freschezze di mentuccia prima di svelare un buquet floreale di mughetti e biancospino ed accenni fruttati di pera in una atmosfera di “sannitica” mineralità.

 Assaggio sannitico e pugnace segnato dalle stoccate saline parate dagli agrumi.

La Falanghina di TERRE STREGATE

VIGNE SANNITE

 FALANGHINA DEL SANNIO DOP “LAZZARELLA” 2021: non era in programma ma mi piaceva l’etichetta sognante.

 “Lazzarona” più che “LAZZARELLA”, ti seduce con un naso che sa d’amore passionale sul pagliaio.

 Suadentemente dolce e floreale d’acacia fa l’occhietto ad una croccante Granny Smith.

 Sorso che rimanda alle dolcezze olfattive ben pareggiate però dalla consistente sapidità.

Se t’acchiappa…

Si becca il mio premio “CI VUOLE UN FISICO BESTIALE“.

Una falce di luna per VIGNE SANNITE

ED ORA?

Io mo so’ stanco!

C’ho messo un sacco di tempo per scrivere ‘ste poche righe, segno che mi viene meglio bere che scrivere.

Quindi, mentre attendo con impazienza l’edizione 2024 (e mi preparo per quella imminente di “BEREBENE“), mi assaggio qualcosa che m’è venuta voglia di “studiare” meglio.

Il problema è che c’ho un sacco di arretrati da mettere “nero su bianco”, quindi…vabbè, mi riposerò più in là.

S’è fatta ‘na certa…

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