enoevo

The New Quality Era

  • Vino
    • Aziende
    • Territori
    • La Bottiglia
  • Olio
    • Aziende
    • Territori
    • Ricette
  • Pasta
    • Aziende
    • Territori
    • Ricette
  • Eventi
  • Storie
  • Viaggi
  • Dai Produttori

da

GLI EVO DI GIORGIO D’ORAZIO VINDITTI

Giorgio D’Orazio Vinditti: gli EVO che raccontano il Territorio e la Tradizione

CHI E DOVE

Di Giorgio (D’Orazio Vinditti) non sapevo nulla fino a quest’Estate.

 Ci sono voluti Nic (Tartaglia) per farmelo conoscere e Valeria (Tatoni) di TENUTA DE MELIS per farmi capire chi è.

 Giornalista attivo ed esperto, è enorme conoscitore di Storia e storie che gravitano attorno a quanto mettiamo in tavola e, DAVVERO, non solo.

 Giorgio è persona ed ospite squisito, modesto per natura e non per educazione od etichetta.

 Racconta il suo lavoro con passione rara.

 Produce EVO (beh, pure grano e, particolarmente, ceci) per quello che rappresenta questa volontà e non per quello che se ne ricava in termini di profitto.

 Il suo è un voler rendere omaggio a quello che è il posto dove vive meglio, dove ha trascorso un’infanzia felicissima e che gli interessi gli stavano strappando.

 Un posto dell’anima che è riuscito a riscattare, riallacciando così il proprio profondo legame con gli avi, dedicandosi alla terra per una questione identitaria e tradizionale ed identificando le proprie radici con i suoi prodotti.

 Circa 1000 le piante, molte secolari, di Castiglionese (in prevalenza), Carboncella (che è una “rustica” locale), Dritta (Teramana), Moraiolo e Pendolino che come Lui hanno radici in quel di Silvi Marina (Contrada Piomba Alta).

 Di queste, 363 (contate e registrate una ad una), furono piantate dal nonno (Dudù) nel 1963 e rappresentarono, all’epoca, il primo uliveto sperimentale (a palmetta, intensivo e fronte mare) d’Abruzzo.

 Abbandonate per lungo tempo ed inevitabilmente inselvatichite, sono state recuperate con tenacia 2 anni fa.

 Capitozzate e lasciate al loro naturale accrescimento, verranno potate e rimesse in produzione il prossimo anno.

 Altre 300 piante stanno a Loreto Aprutino e…non Vi posso dire nulla, così come nulla Vi dico delle marze prese dal vigneto del nonno.

 Sono altre storie.

 Giorgio educa i suoi ulivi ma è di manica piuttosto larga: potature leggere ed alternate, niente concime, niente acqua ed inerbimento fino al limite della “selva oscura” (per mantenere una sorta di microclima intorno al piede almeno fino alla raccolta dei seminativi che li circondano ed alla successiva trinciatura/frangi-zollatura di Agosto), cosa che conferisce alle piante un aspetto un po’ “scapigliato” e, spero mi perdoni, le fanno assomigliare un pochino a lui.

 Nel lavoro di Giorgio, il frantoio, quello pulitissimo, moderno, a due fasi e dietro l’angolo di Helvia (Persiani), è forse l’unica concessione alla modernità.

 Per il resto, mi sembra quasi di vederlo: a lume di candela, intento nelle sue decantazioni “a cascata” ed ai suoi travasi notturni a “luna calante”, teso ad imbottigliare il succo della terra come quei pochi (e spesso maniaci) eletti che possono permettersi di farlo SENZA quelle filtrazioni “nemiche del mondo“.

GLI EVO

 “PODERE DEL COLONNELLO” (dedicato al nonno eroe della Guerra d’Africa) nasce da un olivaggio a base Castiglionese cui aggiunge Dritta (Teramana,) Moraiolo e Leccino o Pendolino in funzione dell’annata.

 Varietà con epoche di maturazione differenti gli consentono di giocare con le proporzioni seguendo una personale ricetta affinata nel tempo.

 Dal naso maturo e quasi schivo, come tutti gli eroi vive pericolosamente nutrendosi di adrenalina e muovendosi scaltro sul filo del difetto per distinguersi però poi sul campo di battaglia della Qualità.

 L’assaggio, tra macchia mediterranea e note di osso di pesca, regala piccantezze sprint ed un amaro moderato

 “DOTAZIONE DI GUERRA” è un’altra storia.

 L’etichetta lo definisce “fuori olivaggio del PODERE DEL COLONNELLO” (ci finisce dentro, senza proporzioni, tutto quanto di meglio “avanza” dopo la produzione di “PODERE”).

 Già al naso si presenta più scontroso e partigiano.

 Una granata pronta ad esplodere.

 Il naso, fresco, verde e vegetale, quasi stride con la realtà di provenire da un posto dove “fà lu call” pure a fine Ottobre.

 L’assaggio è monello e dispettoso, gioca con gli spigoli dei sui toni di amaro e piccante ben delineati e, quando credi stia per prestare il fianco al nemico (forse un po’ di legno), si risolleva allungandosi in un piacevole finale.

 Per entrambi la sorpresa è quella di una marcata e sorprendente sapidità che ne fà fedeli interpreti dell’orizzonte adriatico cui rivolgono lo sguardo le piante da cui provengono.

 “Last but not least”, se il packaging di “PODERE DEL COLONNELLO” è dimesso (vabbè: TROPPO dimesso), quello di “DOTAZIONE DI GUERRA” è fighissimo!

 Posto che già solo il claim dovrebbe solleticarVi il nerVo della curiosità, se questo non bastasse lasciateVi stordire da quelle parole che recitano: “per ungere, per proteggere, per massaggiare, per oliare” ed assaggiatelo senza por tempo in mezzo.

“DOTAZIONE DI GUERRA“: per trincerarsi nella Qualità

 In un mondo che si divide tra quanti si ostinano a rifuggere la Qualità dell’oro verde delle nostre tavole e quanti lo vorrebbe investire di caratteristiche sensoriali proprie di prodotti da meditazione e degustazione come il vino (sottraendolo al misero destino di essere sempre e comunque un grasso), gli EVO di Giorgio segnano un marcatore particolarissimo: quello del Territorio e della Tradizione a costo di qualche sacrificio sull’altare della asettica perfezione.

 La sua filosofia produttiva può essere criticata quanto si vuole (ed io stesso non mi sono astenuto dal farlo), ma gli va riconosciuto il merito e premiato lo sforzo del cercare, riuscendoci, di raccontare liberalmente Lavoro, Territorio e Persone con una prosa dannunziana.

Archiviato in:Aziende, Olio, Storie Contrassegnato con: Carboncella, castiglionese, Contrada Piomba Alta, DOTAZIONE DI GUERRA, Dritta Teramana, Dudù, EVO, Giorgio D'Orazio Vinditti, Guerra d'Africa, Helvia Persiani, Leccino, loreto aprutino, moraiolo, Nic Tartaglia, Pendolino, PODERE DEL COLONNELLO, Silvi Marina, TENUTA DE MELIS, Valeria

« MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC – 2020 – PETTINELLA
VENEZIA GIULIA I.G.T. “RIBOLLA” – 2013 – GRAVNER »

Cerca

Chi sono

Instagram

Segui su Instagram

Facebook

Mail: roberto.alloi@enoevo.com | Cell: 339 898 4378  | Privacy Policy  Cookie Policy

Copyright © 2026 EnoEvo