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ENJOY COLLIO by AIS LAZIO

IL COSA E IL DOVE

Lo scorso 8 Giugno, nelle ampie sale dell’ Hotel dell’A.ROMA LIFESTYLE HOTEL, l’AIS LAZIO ha celebrato in grande stile la chiusura dell’anno sociale 2024/2025 organizzando una grande degustazione dedicata al CONSORZIO COLLIO durante la quale sono stati consegnati i diplomi ai nuovi sommelier.

Una giornata all’insegna del Territorio e della Qualità che ha attirato un gran numero di winelovers curiosi di conoscere nuove realtà o approfondire la conoscenza di una delle regioni vitivinicole più iconiche della penisola.

GLI ASSAGGI

Oltre trenta le Aziende presenti (alcune personalmente) per un numero di etichette davvero impressionante.

Data l’impossibilità di assaggiare tutto e tenuto conto del fatto che, parlandosi di casa mia tante cose già le conoscevo, mi sono dedicato a colmare qualche buco e/o assaggiare le nuove annate di vini che è davvero un peccato che escano così presto sul mercato.

Comunque, nonostante le tante chiacchiere e gli impegantivi slalom necessari per raggiungere i tavoli, una cinquantina di vini sono riuscito comunque ad assaggiarli e dunque posso proporVi senza paura il mio ormai classicissimo elenco di consigli; dategli una letta, criticatelo, integratelo con qualcosa che mi sono perso ma soprattutto assaggiate e…condividete.

QUELLO DA NOVANTA

– VENEZIA GIULIA IGT BIANCO “KAI” 2022, PARASCHOS: è sempre difficile parlare di un vino che “sarà” ma qui, questa “morfologica” di Tocai già lascia intendere come sarà da adulto (o forse adulto lo è già).

Un vino che era, un vino che è.

Un tatuaggio sulla pelle di un popolo che rifiuta i confini e crede nell’uomo.

Caldo, solare, profuma di fieno al sole e di schiene sudate, del respiro di una sigaretta rollata all’ombra dei tigli, della torba, di un mare mai sopito.

Profuma di un Oriente che qui basta un passo per.

Alterna dolcezze candite a balsamiche resinosità di legni nobili.

Il sorso pretende calma, la impone.

È un silenzio che si colma pian piano, strumenti accordati a creare un pieno orchestrale di sostanza che riempie e tannini che stupiscono, un libro di ricordi che il vento spettina mentre avete lo sguardo perso in un orizzonte marino.

Da bere ascoltando ONCE UPON A TIME di BOB DYLAN.

92 Punti (per una volta quelli che saranno).

I QUASIQUASI

– COLLIO DOC FRIULANO “SUBIDA 23” 2020, DUE DEL MONTE: irretisce con note boisé e un po’ fumose, stordisce con amaritudini di mandorla e vegetalità di tralcio, accarezza a colpi di frutta estiva bianca e croccante, scalda con toni di fieno al sole e aggiunge poi una ruvida carezza minerale e un tocco di spezia d’Oriente

Il sorso non si vergogna dell’impronta alcolica e rimanda subito ai Tocai di una volta strizzando l’occhio alla dinamicità di quelli moderni ritmando l’assaggio con un bell’andirivieni fresco-sapido e un finale lungo e minerale.

89 Punti.

– COLLIO DOC MERLOT 2019, DUE DEL MONTE: non fermateVi alle morbide dolcezze di confettura di more e prugne, fate attenzione!

Scoprirete un mondo amaricante fatto di foglia di pomodoro, graffi di pietra bagnata, ferrosa aria di temporale, balsamici respiri di tè, spezie …

Il sorso non fa sconti, la mette giù pesante con tannini e ferro di spada, rafforza le posizioni a suon di sapidità e alleggerisce il carico con una bella nota di freschezza agrumata.

Chiude lungo e aromatico.

Un Merlot che non fa sconti, una manata sulla spalla a fine giornata.

Da bere ascoltando OFF THE HOOK dei ROLLING STONES.

89 Punti.

– COLLIO DOC FRIULANO 2024, TOROS: il naso va scoperto pian piano, senza fretta.

Bisogna spostare gli agrumi canditi, saper guardare dietro il sipario della frutta bianca e stupirsi della sottile, orientale speziatura, del calore del fieno e della semplicità dei fiori di campo, delle note boschive di cespugli spinosi e resina, dell’incisa mineralità.

Sorso che coniuga con cesellata attenzione alcol e dritta freschezza, morbidezze gliceriche e sapidità di mare che era.

Chiude lungo, tra fiori e agrumi, senza rinunciare all’ultimo stupirVi di una sottile nota rustica.

89 Punti e il mio personalissimo premio “SUPERGGIOVANE”.

– COLLIO DOC BIANCO “PIANA DEL ROVERE” 2021, PASCOLO: tigli, ginestre e camomilla per un naso giallo che propone la mela golden e non dimentica il mango (‘sta cosa non mi fa impazzire ma tant’è).

E mentre Vi sovviene la dolcezza dell’acacia ecco la stilettata amaricante della salvia e del timo, l’impronta della nocciola, lo sciabordio delle onde che rimestavano quelle conchiglie che oggi sono dura roccia.

In bocca un appena di alcol lascia che la frutta sembri, se non macerata, almeno un po’ troppo matura, la freschezza non manca e di sapidità ne avanza in un sorso che progredisce a suon di dolcezze di spezie (vaniglia) e caramello salato.

Collio?

Brda?

Basta co’ ‘sti confini!

Un vino che è una stretta di mano.

Da bere ascoltando THE HANDSHAKE dei BAD RELIGION.

89 Punti.

GLI ALTRI

– COLLIO GORIZIANO DOC PINOT GRIGIO “JZB” 2022 RISERVA, PARASCHOS: olfatto che impone attenzione per apprezzare le sfumature della composta di piccoli frutti rossi tra la sostanza della frutta bianca, per separare le spezie dolci dalla pasticceria secca, l’albicocca disidratata dall’amarena, i fiori di campo dal fieno, lo smalto dall’arancia sanguinella, per annusare un intero Territorio avvolto da un’atmosfera profondamente minerale.

Sorso teso, affilato, graffiante di agrume amaro ma morbido quanto serve per pareggiare i conti quantomeno con le freschezze (ché la sapidità è altra cosa).

Elegante come solo i contadini che si cambiano d’abito per andare a messa sanno essere.

Da bere ascoltando EPITAPH dei KING CRIMSON.

89- Punti.

– COLLIO GORIZIANO MERLOT “JZB” 2022, PARASCHOS: naso netto, didascalico.

Una ciliegia croccante in primo piano, le visciole a regalare un tocco di campagna.

Poi la terra, anzi la pietra, anche bagnata; il ferro che si respira durante un temporale, le spezie, i viticci…

Sorso succoso, appagante, fin troppo aderente a quanto percepito dal naso, scorrevolissimo, godurioso, lungo e di salina piccantezza.

88++ Punti.

– COLLIO DOC RIBOLLA GIALLA 2024, BORGO SAVAIAN: il “troppo” di frutta esotica quasi nasconde la mela e la pesca mentre l’ampia distesa di fiori di campo lascia che la mente immagini la collina.

L’atmosfera intrisa di marini ricordi induce a un sospiro prima di un sorso di bella freschezza, vibrante sapidità e con una chiusura in cui il sale e la mandorla fanno a sportellate.

Divertente.

87 Punti.

– COLLIO DOC BIANCO 2019 RISERVA, GRADIS’CIUTTA: tra le dolcezze di frutta (invero anche tropicale) ben matura e forse macerata, di piccola pasticceria, di bacche di vaniglia, si fanno strada piccantezze di senape e pepe bianco sospinte da una sottile brezza balsamica.

Sorso elegante, ampio, masticabile, di glicerica, alcolica sostanza, stemperato con grazia dalla vibrante freschezza e da una sapidità mai sopra le righe.

Bella la progressione aromatico-gustativa e lungo il finale.

88++ Punti.

– COLLIO DOC SAUVIGNON 2023, LA GINESTRA: mostra il profilo profondamente vegetale di quell’R3 che, pur non solo, vuole assolutamente imporre la propria personalità zittendo quel quid di “francese” che, forse troppo educatamente, preferisce recitare il ruolo di ballerino di fila.

E allora bosso, sambuco, salvia, rosmarino, finocchietto selvatico, l’impronta accennata della frutta esotica, quella più marcata della pesca…

Affilata freschezza e robusta, sapida ossatura costituiscono il nucleo centrale dell’assaggio mentre la chiusura scomoda l’agrume amaro.

Forse un pochino troppo “aggressive” ma merita l’assaggio.

87- Punti.

– COLLIO DOC MALVASIA 2023, STURM: fumose atmosfere di polvere da sparo già sparata avvolgono fieno, erbe di campo, cespugli aromatici di timo, origano, salvia, siepi di alloro e arrampicate di gelsomini, dolci freschezze di cedro e larghezze di pesca…

Sorso vivo e verticale, ricco, saporito, tagliente e leggermente ammandorlato nel lungo finale che cela un balsamico congedo di liquirizia.

87++ Punti.

– COLLIO DOC PINOT GRIGIO 2024, TOROS: un Pinot Grigio dal naso nobile e imbellettato che, in una atmosfera appena fumé, mostra sostanza di frutta gialla, e dolcezze d’acacia a contrastare l’animo minerale.

Sorso sostanzioso e dinamico, di bella freschezza e sapidità piccante da far stringere le labbra.

Un vino magari non complesso ma…chi ha detto che debba esserlo?!

88++ Punti.

– COLLIO DOC BIANCO “KAPPA” 2023, LUCA KREN: certo lo Chardonnay non ci prova nemmeno a mimetizzarsi dietro le note vegetali del poco Sauvignon o l’ombra ammandorlata del Friulano.

Ecco dunque un ampio panorama di frutta bianca, la morbida dolcezza di un agrume che sa quasi di gelée, la gentilezza dei fiori di campo…

In fondo resiste l’impronta sapido-minerale di un mare fossilizzato che introduce il sorso e ne caratterizza lo sviluppo gustativo.

Non il mio vino ma un sorso di sicura eleganza.

88 Punti con forse un +.

– COLLIO PINOT BIANCO 2023, HUMAR: una bella introduzione floreale (glicine e gelsomino) e poi tanta frutta bianca contornata da delicatezze d’agrume, un tocco ortolano di lattuga, un pizzico di pepe bianco, un quid di mandorla e graffi minerali e balsamici, il tutto in una atmosfera sottilmente fumé.

Sorso morbido ed elegante a sottolineare dolci richiami fruttati e insistere su astringenze d’agrume e sapida persistenza.

88—Punti.

– COLLIO DOC FRIULANO 2023, HUMAR: intenso nel suo profilo olfattivo fruttato e maturo sciorina note di albicocca, pesca e agrume, mentre s’affacciano fiori d’acacia e delicatezze vegetali in una atmosfera sottilmente fumé e quasi marina intarsiata di nocciole e leggere tostature.

Sorso intenso e ammiccante, sostanzioso, di soddisfazione, tenuto vivo da una lunga scia fresco-sapida e nobilitato vieppiù da un lungo finale.

88+ Punti.

– COLLIO DOC BIANCO 2023, RACCARO: un naso che si divide tra le fresche vegetalità della felce, del timo e del bosso e la sostanza della pesca bianca e della mela cotogna scegliendo una salomonica via di mezzo fatta di agrumi maturi, folate balsamiche e soffi minerali.

Il sorso è ampio e sostanzioso, a tratti quasi grasso, ha il calore del fieno al sole e la freschezza dei prati alti e procede tra contrasti e ritmici rimandi olfattivi fino al durevole finale.

Peccato per un quid di carbonica che non mi aspettavo.

88- Punti.

– COLLIO DOC FRIULANO “ROLAT” 2023, RACCARO: una singolare, sottile vena carbonica esalta la calcarea mineralità che fa da spina dorsale ad un olfatto che esalta le freschezze dei mughetti e delle erbe di campo, i profumi della pesca, la amaricante dolcezza delle mandorle e fa sorridere con quella sua sottile peposità veicolata da un appena di brezza mentolata.

La tonica muscolatura fresco-sapida rende il sorso agile e scattante (forse fin troppo) nonostante la mole glicerica e la masticabile presenza e l’allungo…beh, provatelo e fatemi sapere.

89—Punti.

– COLLIO DOC FRIULANO 2023, PASCOLO: chiarissima l’incisione che la pietra focaia lascia nel profilo olfattivo di questo vino!

Poi è un alternarsi ritmico di dolcezze di tiglio, amaritudini di sambuco, fiori d’acacia, menta, scorza d’agrume maturo…

E ancora mela golden, fieno al sole, camomilla, mallo di noce…

Sorso glicerico e sostanzioso, eppure di affilata freschezza e tagliente sapidità, chiaro nei rimandi fruttati ed erbacei, e con un finale che ricorda più l’armellina della pesca che la mandorla.

Il Friulano è così, dolce e ruvido, una risata e una bestemmia per una briscola giocata male.

Bel vino.

Da bere ascoltando HERE TODAY, GONE TOMORROW” dei RAMONES.

88++ Punti.

– COLLIO DOC CHARDONNAY “RUPIS” 2023, ASCEVI LUWA: uno Chardonnay che punta più sulla spezia d’Oriente che sulla frutta esaltando curcuma e cumino prima che pesca gialla, susine, scorza di limone, qualcosa di esotico e mela renetta.

In bocca si mostra compito, fresco e sapido quanto deve, coerente con l’olfatto fin nell’allungo finale, invero non lunghissimo ma con un simpatico ricordo zuccherino a contrasto della sempre presente sapida mineralità.

87+ Punti.

– COLLIO DOC CABERNET SAUVIGNON “LOCATELLI” 2021, ANGORIS: piccante di pepe e liquirizia propone profondità di more (spine comprese) e aliti mentolati, frutti rossi disidratati, erbe officinali, legni nobili, cacao amaro e dolci asprezze d’agrume, spezie dolci e quel perché di terra che lo rende più “umano”.

Il sorso vive del contrasto tra la glicerica e sostanziosa morbidezza, i fitti tannini e la dritta, affilata freschezza.

Un vino che per molti potrebbe presentare qualche spigolo di troppo ma che interpreta alla grande il Friuli, il suo Territorio e…la sua gente.

88+ Punti.

E QUINDI?

E quindi grazie all’AIS LAZIO per avermi ospitato e a tutti i Produttori presenti, quelli che hanno dovuto sorbirsi le mie farneticazioni e quelli che hanno avuto la fortuna di schivarmi.

È stata una giornata intensa e i mesi di Giugno e Luglio sembrano non voler concedere tregue sul piano degli Eventi.

Sarà un periodo intenso, per me che dovrò scrivere e per Voi che vorrete leggere.

Roberto Alloi

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Archiviato in:Aziende, Eventi, Vino Contrassegnato con: AIS LAZIO, ANGORIS, ASCEVI LUWA, BORGO SAVAIAN, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, collio, DUE DEL MONTE, enoevo, friulano, friuli venezia giulia, GRADIS'CIUTTA, HUMAR, JZB, KAI, KAPPA, La Ginestra, LOCATELLI, LUCA KREN, Malvasia, merlot, PARASCHOS, PASCOLO, Pinot Bianco, pinot grigio, RACCARO, Ribolla Gialla, Roberto Alloi, ROLAT, RUPIS, sauvignon, STURM, SUBIDA 23, tocai, TOROS, vinodentro

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