
IL COSA E IL DOVE
Lo scorso 29 Marzo nella ormai consueta location dell’HOTEL CRISTOFORO COLOMBO di Roma si è tenuta la quarta Edizione di VINIAMO, wine tasting organizzato da Minelli wine Events divenuto ormai un appuntamento fisso del vasto panorama romano degli Eventi enoici.
Oltre ottanta le Aziende presenti a rappresentare soprattutto l’Italia ma senza vergognarsi di varcarne i confini e oltre trecentocinquanta etichette a disposizione dei wine lovers romani.
Masterclass corners per il food di qualità e una postazione dell’Università di Roma che approfittava della situazione per sviluppare un etilometro vocale, sono stati inoltre corollari graditi in una giornata il cui successo è stato decretato dal numerosissimo pubblico accorso.

GLI ASSAGGI
Beh, come in ogni grande Evento era impossibile anche solo immaginare di poter assaggiare tutto, spazio dunque alle novità (senza dimenticarsi però di salutare le numerose vecchie conoscenze) cercando di dribblare folla e “profumi” fuori ordinanza.
Confesso subito che la prima ventina di assaggi sono stati ahimè condizionati dal prevaricante odore di quanto veniva cucinato nella sala d’ingresso che, per quanto “gustoso”, finiva per appiattire irrimediabilmente il contenuto del calice.
Comunque, dal non poco in cui ho ficcato il naso ho estrapolato una personalissima “TOP TEN” che, come sempre, Vi invito a

-MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC 2021, BURGUS VITAE (ABRUZZO): un Montepulciano cupo e introverso, indeciso se calare l’asso di una frutta comunque “rustica” o lasciarVi lì a rimuginare su quelle note varietali che in troppi cercano di nascondere e che in questo bicchiere hanno uno spazio preciso accanto alle spezie.
In bocca è fresco e saporito e, mentre sembra lasciare più spazio alle note di marasca, vive di un impeto tannico non ancora sopito e di un l’allungo gestito da piccantezze speziate e note scure di china e liquirizia.
86+ Punti.

– ABRUZZO DOC PECORINO “ORENOVE” 2025, TENUTA FANTON (ABRUZZO): per un attimo naso e cervello mi collegano a un altro vino, poi faccio più attenzione e, scrollatimi di dosso i ricordi, mi lascio accecare dal giallo solare della frutta e delle ginestre fino a quel buffetto di ruvida rusticità che scomoderebbe un brett ricercato ma è solo contadina e sincera riduzione, perfettamente accordata ai graffi di erbe aromatiche, alle freschezze di scorza d’agrume e, ancora giallo, a un accenno di zafferano.
In bocca è morbido quanto serve, mostra coerenza e una freschezza che punta i piedi e, poco incline a cedere il passo alla sapidità più marina che minerale con la quale rivaleggia, Vi accompagna per tutto il sorso fino a una chiusura che a ricordi di nespola accosta sospiri mentolati.
Alcol?
Quanto basta a chiacchiere e risate.
Un Pecorino da tenere d’occhio ma soprattutto…a portata di mano.
88 Punti.

– CERASUOLO D’ABRUZZO DOC “ORETREDICI” 2025, TENUTA FANTON (ABRUZZO): in perfetto accordo con il Pecorino, dismette il giallo per vestirsi del rosso delle fragoline di bosco, del melograno e affatto dimentico di essere frutto di terra bassa e lavoro, indossa una giacca lisa sfoggiando un garofano con contadina eleganza mentre bretelle vegetali gli sorreggono i pantaloni.
Il sorso ne tradisce la genia; Montepulciano nell’animo accosta spigoli di acidità a fruttate morbidezze con irriverente, scapestrata gioventù.
Non il mio Cerasuolo ma da non prendere sotto gamba.
87+ Punti

– CERASUOLO D’ABRUZZO DOC “BARDASCE” 2025, TENUTA DE MELIS (ABRUZZO): un Cerasuolo che rinfresca il naso e lo spirito.
Melagrana, arancia rossa, fragoline di bosco…un sabba di profumi colorati, una danza selvaggia di frutta fresca e croccante.
In bocca è pura freschezza, buttata lì con grazia forse un po’ ruvida ma sinceramente contadina epperò…
Epperò, nel suo svolgersi, il sorso rivela pienezza e rotondità, mai un cedimento, mai una pausa nel ritmato incedere di sapidità e frutto.
Per quanto “genuino” (nel senso di “artigianale”) gli manca un po’ di sostanza ma questo vino è così, superGGiovane, e forse, io che so’ anziano, sono solo invidioso.
87++ Punti.

– COLLIO DOC CABERNET FRANC 2021, ZORZON (FRIULI VENEZIA GIULIA): un Cabernet Franc in cui DNA e Territorio sono legati a filo doppio.
Un po’ scontroso (come si addice alla gente di qui), inizialmente celato dietro i rigidi canoni del peperone verde lascia poi che l’aulica aromaticità dell’alloro sia corona al rosso del ribes e al nero della mora e della ciliegia matura.
Minerale nell’anima fa salivare il palato con una sapidità profonda e preistorica prima di fare spazio alla fresca succosità dell’arancia rossa e alle profumate piccantezze di un pepe nero appena pestato nel mortaio.
86++ Punti.

– OFFIDA DOCG PECORINO “PETRAIAE” 2022, RECCHI FRANCESCHINI (MARCHE): il Pecorino…
Quanta strada nei suoi sandali (“quanta ne avrà fatta Bartali…” cit.) da quel 1982 in cui Guido Cocci Grifoni…
Qui siamo nella Riserva della Marna, tra i Monti Sibillini e il Mare Adriatico, tra sabbie e argille che respirano ora le frescosità del mezzochilometrosullivellodelmare.
Un Pecorino dal fascino medievale, corazzato di erbacee durezze, quelle delle erbe aromatiche, della cicoria, dell’anice, del fieno a maturare ma che cela un cuore di frutta, bianco di pesca e mela cotogna, appena rustico di nespola, calza guanti gentili di petali di rosa ma al fianco ha una spada di pietra focaia inguainata di spezie.
Il sorso è lama a doppio taglio, un filo di freschezza d’agrume (pompelmo), l’altro di salina e ciottolosa mineralità, tiene la guardia con morbidezza e struttura e poi fende l’aria, affonda, colpisce, ricordandovi che l’erba tagliata non è quella del campo dell’Armata Brancaleone e che la pietra focaia è quella di un archibugio che non potrà mai rivaleggiare in duello con la nobiltà del ferro.
89- Punti.

– OFFIDA DOCG PASSERINA “NOTTURNO” 2014 (MAGNUM), RECCHI FRANCESCHINI (MARCHE): Verdicchio?
Riesling (magari Auslese)?
No, Passerina!
Un dolce abbraccio di ananas maturo, pera e nespola prima dell’affilata lama di mughetto, erba sfalciata, forse cicoria e foglia di tè.
E poi quegli scoppi silicei di pietra sbattuta…
In bocca è un tiro alla fune tra calore e salina taglienza, un girotondo dolce-amaro tra nebbie di spari pirotecnici.
Chi può lo assaggi, chi non può lo cerchi.
89 Punti (con forse un +).

– PICENO DOC ROSSO “DONNA EUGENIA” 2020, RECCHI FRANCESCHINI (MARCHE): Sangiovese e Montepulciano “a mezzi” per un olfatto in cui alle prugne e alle ciliegie macerate si accostano ciclamini e lavanda, al muschio e all’humus il tè, al pepe il cuoio e un ché di affumicato che crea l’atmosfera.
In bocca è elegante ma mai supponente e se quell’accenno cioccolatoso accenna alle morbidezze ci pensano poi tannini a menare pacche sulle spalle fresco sapide allungando il sorso in un finale boschivo e sottilmente pepato.
87++ Punti.

– VIGNETI DELLE DOLOMITI IGT SAUVIGNON “CLEDA” 2023, BAZZANELLA (TRENTINO): su un naso di ripidissima mineralità si innestano verdi accenti di mela Granny Smith, agrumi, sambuco, foglia di pomodoro e sfalci che hanno appena visto la lama che li recideva.
Fresco e decisamente sapido ripropone con cura i descrittori olfattivi dilungandosi nelle sue minerali profondità.
Per ora 86+ Punti ma…lo tengo d’occhio.
p.s. c’era anche l’annata 2024 che scolpiva nella pietra la propria sapidità dimenticandosi però (peccando di creanza e gioventù) di invitare la frutta alla propria festa.

– VALLÉE D’AOSTE DOC SYRAH 2023, D & D FLEURIE (VALLE D’AOSTA): tra visciole, prugne, gelsi e viole appassite si fanno strada, inesorabili, toni scuri di tabacco trinciato forte, humus, cuoio, grafite mentre le bacche di ginepro e i grani di pepe nero sono ghiaia rumorosa sotto i piedi.
In bocca la freschezza percepita è più erbacea che balsamica, ben coordinata con il morso tannico e la gustosa, minerale sapidità.
Peccato per quell’appena troppo di alcol che, a bicchiere vuoto, ripropone una sensazione iniziale poi dimenticata.
Manca forse di quel po’ di mistero che si addice al Syrah, ma è giovane, dategli tempo.
88– Punti.

E QUINDI?
E quindi, mentre mi corre l’obbligo di dire GRAZIE agli Organizzatori per avermi voluto ospitare ancora una volta e a tutti i Produttori presenti per aver messo a nostra disposizione le loro conoscenze e i frutti del loro lavoro.
È stata una giornata molto intensa ricca di spunti di approfondimento e, vabbè…mi scappa di dire pure questo, non priva di quelle imperfezioni in cui solo chi fa rischia di incappare e che nella mia consueta cattiveria vorrei evidenziare perché si possa alzare l’asticella della prossima Edizione.
A mio modesto parere la location, certamente collaudata (magari un po’ fuori mano ma dotata di ampio parcheggio e servita da un lodevole servizio navetta) ha mostrato il fianco a oggettivi limiti di capienza relativamente ai tavoli dei Produttori e, soprattutto, al Pubblico; inoltre, come già accennato in precedenza, mi piacerebbe si riuscisse a trovare una soluzione che impedisca agli odori di cucina di invadere la sala e condizionare gli assaggi.
Detto questo con intento puramente costruttivo non mi resta che mettere in agenda sin da ora la prossima Edizione di un Evento che ho visto nascere e che so per certo continuerà a crescere come ha fatto di anno in anno.
