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CASTELLO DI VICCHIOMAGGIO. La masterclass (by GAMBERO ROSSO)

IL COSA E IL DOVE

Lo scorso 21 Ottobre, le sale della GAMBERO ROSSO ACADEMY di Roma hanno ospitato una masterclass dedicata ai vini di CASTELLO DI VICCHIOMAGGIO, storica realtà di Greve in Chianti nata nel 1964 per volontà di Federico Secondo Matta, piemontese giramondo capace di portare il buon bere nella Londra dei primi del ‘900 e costruire poi un’Azienda che valorizza il Chianti e non dimentica la Maremma.

CASTELLO DI VICCHIOMAGGIO

Prima di essere acquisito dalla Famiglia Matta il Castello aveva sulle spalle già otto secoli di una storia che, nel rinascimento, ha visto tra i suoi protagonisti anche un Leonardo da Vinci intento a dipingere la Gioconda.

L’Azienda nasce dall’occhio lungo di un Federico Secondo Matta che da cameriere parigino a sommelier di una Londra sonnacchiosa ha saputo traviare la perfida albione con il CAMPARI e con quei GANCIA e TIGNANELLO che se oggi sono sulla bocca di tutti all’epoca erano un salto nel buio.

Alla guida dell’Azienda c’è oggi una seconda generazione rappresentata dall’elegante e molto “british” John Matta, laureato in enologia ad Alba e custode al contempo della sacralità del Sangiovese e dell’internazionalità di vitigni come il Merlot e il Cabernet Sauvignon.

LA MASTERCLASS

Condotta da Giuseppe Carrus ha proposto un viaggio nelle diverse interpretazioni del chianti classico consentendo di ben comprendere differenze e peculiarità dei “vini d’annata”, delle riserve e delle Gran Selezioni senza dimenticarsi di quella IGT Toscana che spesso viene dimenticata ma che sa regalare emozioni uniche.

11 le etichette in degustazione di cui troverete la mia personalissima descrizione nelle righe sottostanti, 11 etichette di grande valore che, se nelle annate “storiche” hanno mostrato qualche cedimento, hanno sempre saputo emozionare.

– CHIANTI CLASSICO DOCG “GUADO ALTO” 2023: inizialmente terragno si scrolla di dosso la polvere a suon di soffi di eucalipto e frutti di rovo.

Ci pensa poi la ciliegia a illuminare un po’ la scena mentre il tabacco lascia spazio per i pensieri e le chiacchiere.

Sorso succoso, gustoso e scorrevole, di bell’equilibrio fresco-sapido, costantemente ravvivato dal ritmico incedere dei tannini.

Chiude su ricordi di piccoli frutti amplificati da brezze mentolate.

87++ Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG “AGOSTINO PETRI” 2022 RISERVA: una bottiglia forse non “perfetta” costringe a soffiar via un po’ di polvere per trovarci sotto maggiorana, salvia, legni nobili…

Cioccolato, ciliegie e mirtilli fanno comunella e s’accostano a spezie e grafite.

Sorso teso, di affilata freschezza, saporito, con la trama tannica ad affiancare astringenze fruttate e un finale di frutta e balsamicità.

86++ Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG “AGOSTINO PETRI” 2018 RISERVA: florealità di rose, glicine e viole precedono ciliegia matura, frutti di bosco e un lungo corteo di spezie (pepe e cannella), un bosco ricco di humus, tabacco e soffi mentolati.

In bocca ha struttura e freschezza da vendere, sapidità quasi piccante e tannini ben integrati.

88– Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “LA PRIMA” 2022: legni nobili si mescolano a mirtilli e ciliegie, cioccolato, erbe fini e ombre scure di spezie e grafite.

Sorso che comunica ampiezza e verticalità, pieno, sapido, raffinatamente tannico.

Chiude ricordando frutta e sottolineando balsamicità creando un contesto di sicuro successo che lo premia dal punto di vista tecnico ma che sul piano emozionale pecca di scontatezza.

89 Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “LA PRIMA” 2010: l’atmosfera che comunica è di ricordi e peccati da confessare, il tavolato di una soffitta, la sacralità di una sacrestia, prima ancora di un ché di ematico che accompagna vegetalià d’alloro e perversioni di ciliegia matura.

In bocca il frutto sembra voler rialzare la testa spalleggiando i tannini molto ben integrati.

Freschezze di macchia mediterranea e dolci speziature allungano poi il sorso ma la stanchezza si fa sentire e la chiusura lo trova, elegante, ad ammirare il tramonto con un po’ di fiatone.

87- Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “LE BOLLE” 2022: scuro di tabacco e ombroso sottobosco, prova solo a stemperare il proprio carattere burbero e caravaggesco a colpi di geranio e amarena per poi continuare a menare fendenti ferrosi, erbacei e balsamici.

In bocca l’eleganza cavalleresca si fonde al ferro della spada e dell’armatura in un sorso di giovane, fiera nobiltà, dominato dalla viva freschezza e dal sodale supporto di tannini e sapidità.

Chiude lungo lasciando ricordi medievali e grandi speranze per un futuro rinascimentale. 

89+ Punti e tantatanta stima!

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “LE BOLLE” 2016: olfatto maledettamente dritto a raccontare ciliegia e frutti di bosco rossi e maturi, gentilezze di violette e ruvide carezze di goudron.

Umida e boschiva l’atmosfera, pervasa di ricordi fumé.

In bocca, dopo dieci anni di clausura comanda ancora il tannino, ma lo fa mixando piglio e garbo, ben sostenuto dall’importante verve fresco-sapida.

Finale lungo, affatto dimentico di alcuno dei descrittori olfattivi.

Scarno quanto serve per essere essenziale.

88+ Punti.

– TOSCANA IGT ROSSO “RIPA DELLE MORE” 2023: netta la firma del Cabernet, ad aggiungere tratti vegetali e pepe ai contorni fruttati di un olfatto ricco di frutti e bacche di rovo, liquirizia, tabacco e cioccolato extra fondente.

Sorso elegante, fresco, sapido ma eccessivamente ruffiano nell’anteporre golosità fruttate all’animo maremmano di un vino con belle potenzialità evolutive.

87+ Punti e il mio personalissimo premio “PECCATO”.

– TOSCANA IGT ROSSO “RIPA DELLE MORE” 2011: figlio di un’annata fresca e vibrante si mostra al naso con inattesa vitalità (anche maggiore di quella della 2023 appena assaggiata).

All’inizio profondamente speziato, imbocca poi la strada dei frutti di rovo in confettura, del finocchietto selvatico e del goudron.

Il sorso riempie soddisfa, alcol gestito con grazia, tannini che strizzano l’occhio e freschezza da ragazzino.

Chiude tra rimandi d’arancia e vegetalità di prato.

Bel vino.

88 Punti.

– TOSCANA IGT ROSSO “FSM” 2020: regala affondi di amarena in confettura e lamponi dolcissimi cui la liquirizia tiene testa, umidità di sottobosco, un morso a un boero che regala grassezze di cioccolato e arricciamenti di ciliegia sotto spirito e note scure di pepe e grafite.

Sorso di equilibrio quasi didattico, tangibile, sostanzioso, impreziosito da una trama tannica che aggiunge verve al saporito scorrere del sorso.

Chiude sui toni della frutta, dimenticandosi forse della Toscana che gli ha dato i natali e strizzando l’occhio a una Francia che avrei preferito di no.

Quasi 90 Punti, ma solo “quasi” (90–).

– TOSCANA IGT ROSSO “FSM” 2004: olfatto cioccolatoso, che cela sotto le grassezze i freschi ricordi balsamici di timo, alloro e mentuccia e lascia che siano i lamponi a chiudere le danze.

In bocca dimostra di non aver dimenticato l’eleganza, ma la vivacità sembra essere un ricordo; appare un po’ “sulle ginocchia” ma, con orgoglio, non china mai la testa presentandoci un conto di calore e sapidità ancora salato.

86++Punti.

E QUINDI?

E quindi GRAZIE a GAMBERO ROSSO per avermi ospitato in questa bella serata, a John Matta e CASTELLO DI VICCHIOMAGGIO per un impegno profuso, in vigna e non solo, per regalarci vini di livello assoluto e GRAZIE a Voi per aver avuto la pazienza di leggermi fino a qui.

Roberto Alloi

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Archiviato in:Aziende, Eventi, Vino Contrassegnato con: AGOSTINO PETRI, Cabernet Sauvignon, CASTELLO DI VICCHIOMAGGIO, Chianti Classico, enoevo, Federico Secondo Matta, FSM, gambero rosso, Gran Selezione, Greve in Chianti, GUADO ALTO, JOHN MATTA, LA PRIMA, LE BOLLE, Maremma Toscana, merlot, RIPA DELLE MORE, RISERVA, Roberto Alloi, sangiovese, toscana, Toscana IGT, vinodentro

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