
IL COSA E IL DOVE
Lo scorso 11 Ottobre le ampie sale dello SPAZIO 900 all’EUR (Roma) hanno ospitato la presentazione romana della 12a Edizione della GUIDA ESSENZIALE AI VINI D’ITALIA, seicentotrentapagine di assaggi firmati da DOCTOR WINE (al secolo Daniele Cernilli) e dai suoi collaboratori.
Quella di Cernilli è una guida che celebra il vino ma non solo, scopre cantine e territori, racconta storie di uomini e di lavoro, prova a essere meno “aulica” e fine a se stessa, vuole essere uno strumento utile a chi il vino lo compra e lo beve ma anche a un comparto che in Italia (e non solo) arranca un po’, complici molti fattori, ivi compresi i voli pindarici che quelli che chi del vino scrive (mi ci metto pure io) fanno fare, giri di parole per raccontare una cosa in fin dei conti semplice, fatta con le mani sporche e la schiena piegata da chi non ha paura e vergogna di faticare per il nostro piacere edonistico.

GLI ASSAGGI
C’era tanto, troppo in cui ficcare il naso, era evidente, si sapeva.
Tanta gente, lunghe file ai tavoli dei nomi più in vista…
Ho lasciato i miei programmi nello zaino e mi sono lanciato allo sbaraglio, inseguendo fortuna, sfruttando tempi morti, approfittando di distrazioni ma anche aspettando pazientemente.
Sono riuscito a chiacchierare (miracolosamente) a conoscere, ad approfondire.
Ho trovato ovunque Qualità, magari non sempre emozioni ma comunque rispetto per il Territorio e grande lavoro.
Tra i circa 80 vini degustati ne ho scelti cabalisticamente diciassette da sottoporre alla Vostra attenzione; il criterio, per quanto rigoroso, è pur sempre personale, Vi invito dunque a criticare le mie scelte, a suggerirmi altri percorsi e, come sempre a essere curiosi e condividere.

I PEZZI DA NOVANTA
– ALTO ADIGE SÜDTIROL CHARDONNAY “VIGNA CRIVELLI” 2022 RISERVA, PETER ZEMMER (ALTO ADIGE): al naso è un susseguirsi di sportellate: fresca scorza di cedro vs. timida camomilla. Mela Fuji matura vs. gelsomino, misteri speziati d’Oriente vs. mughetti, in una atmosfera di grande freschezza, dominata dal profumo di ciottoli di fiume di cui sembra di sentire anche il rumore.
In bocca dominano freschezza e mineralità, spezie e pietre battono cassa mentre dolcezze di pera matura e cedro riequilibrano un assaggio dal finale quasi infinito.
92 Punti.

– COLLIO DOC BIANCO 2022 RISERVA, ZUANI (FRIULI VENEZIA GIULIA): è una guida rossa quella che introduce la regalità tropicale dell’olfatto, un nobile tappeto di dolcezze esotiche e freschezze d’agrume impreziosito di gemme balsamico-vegetali che raccontano erbe fini e gelsomino.
E in una atmosfera tra il pirico e il fumé avvicinate il calice alle labbra…
Sorso nobile ma affatto supponente, che propone acuti di freschezza e mineralità per snellire la sontuosa, glicerica morbidezza.
E mentre aspettate che i ricordi si spengano, dimenticate la fretta e soppesate sensualità d’acacia e marina sapidità.
90+ Punti.

– GARDA DOP METODO CLASSICO EXTRA BRUT “CASTEL GUELFO RISERVA DEI FONDATORI” 2009, PERLA DEL GARDA (LOMBARDIA): come nei paesaggi catturati da Ansel Adams, luci ed ombre riempiono la stampa accendendo emozioni e fantasia.
Il naso è un gioco a rincorrersi di tostature di nocciole e pane integrale, di freschezze d’arancia e dolcezze d’albicocca (anche candita), i tropici del mango, dell’ananas e della banana precedono la pasticceria di mandorle e cioccolato e la mineralità sa di quasi vulcano.
In bocca l’elegantissima effervescenza fonde freschezza, struttura, sapidità e morbidezza in un tutt’uno dal quale spicca, nell’allungo, il dualismo tra le dolcezze della mela e della pera e la dura presenza della selce.
91 Punti.

– BAROLO DOCG LAZZARITO 2021, VIETTI (PIEMONTE): del bosco ha le bacche scure e i funghi, i mirtilli, le cortecce…
Poi sono soffi balsamici di menta ed eucalipto, note di china e liquirizia, cuoio e tabacco, un ché di noce…
In bocca accarezza e seduce, raffinato, mai supponente, propone tannini invidiabili e schegge di ferro quasi a voler strizzare l’occhio al Piemonte industriale più che a quello sabaudo.
Profondo, complesso, ripropone pepe e ginepro e chiude (ma…chiude?) sottolineando mineralità.
90 Punti di pura eleganza.

– TOSCANA IGT ROSSO “SOGNO MEDITERRANEO” 2023, TENUTA CASADEI (TOSCANA): quasi tutto Syrah (ma quasi), quasi quanto dimentico dei suoi estremi di spezia e frutto.
Cala l’asso della terra, del pietrisco, del ferro e di un sale che rimanda quasi all’oliva nera.
Cioccolato fondente, prugna e pepe mescolano poi le carte e allora cercate conforto nel sorso.
Giovane e irruento, teso, affilato, una scudisciata di freschezza sui graffi lasciati nella pelle dalle unghie di tannini fuori ordinanza.
Da bere ascoltando “NOTHING’S” GONNA HURT YOU BABY” dei CIGARETTES AFTER SEX.
91 Punti di puro erotismo.

– TRENTO DOC “TRACCE” 2012 RISERVA, MOSER (TRENTINO): beh, se Francesco era uso lasciarne sulla strada (o su quella pista di Città del Messico tatuata ora sull’etichetta di 51,151), sembra che ora tocchi a Matteo e Carlo marcarle in Val di Cembra spingendo sui pedali di un affinamento che portato a 132 mesi è salita ripida, che dopo la curva non spiana e fa mettere il piede a terra a molti.
Summa di quanto imparato dall’Azienda e di quanto offerto dalla terra, questo spumante chiede attenzione al cervello più che ai sensi.
Scartate la frutta gialla, ancor più quella tropicale candita, cercate il mallo di noce, il pane di segale, i biscotti alle mandorle e le nocciole, soffermatevi su quel pietrisco spezzato che sa di polvere pirica, di peneplanazione e vita nuova.
In bocca esprime cremosità commovente e perfetta orchestrazione fresco-sapida, mai un cedimento, mai un “di troppo”, agile come un 34×32.
Un sorso che scorre libero, come i pensieri e legato, come la storia.
91+ Punti (ma forse di più).

I QUASIQUASI
– MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC “BINOMIO” 2021, FATTORIA LA VALENTINA (ABRUZZO): naso boschivo, che regala sensazioni di bacche scure e frutti di rovo, resina e terra umida, fruttata sostanza di prugna e misteri d’Oriente firmati da tè, e spezie scure.
Nebbie balsamiche introducono un sorso di grande freschezza, che a calore e morbidezza contrappone tannini vocianti e sapidità in crescendo.
Lungo e coerente il finale.
Davvero un bel vino.
89- Punti.

– ALTO ADIGE SÜDTIROL BIANCO “GRANDE CUVÉE BEYOND THE CLOUDS” 2022, ELENA WALCH (ALTO ADIGE): naso di grande impatto e grassa presenza, giocato subito su dolcezze di mela Golden e frutta candita e poi allargato a rocciosa mineralità intrecciata a sensazioni di erbe alpine e toni fumé o addirittura pirici.
Il sorso è un’esplosine che frammenta e confonde laceranti schegge minerali e brandelli di cremose morbidezze, ricordando candite esoticità e lasciandoci con la voglia di un quid di freschezza in più.
88++ Punti.

– ALTO ADIGE SÜDTIROL PINOT NERO “VIGNA KOFL” 2022 RISERVA, PETER ZEMMER (ALTO ADIGE): dal lampone all’amarena passando per il mirtillo, poi un bosco di balsamiche freschezze, fitto di aghi di pino, resine e cortecce, fresco di felci e scorza d’arancia, scuro di spezia, liquirizia e piode appena spaccate.
Sorso alpino e silvestre, profondamente minerale, finemente tessuto nella trama tannica, verticalmente fresco, profondamente minerale, lungo e…intrigante.
88++ Punti.

– FIANO DI AVELLINO DOCG “SEQUOIA” 2023 RISERVA, FONZONE (CAMPANIA): olfatto conturbante, suadente mix di sulfurea mineralità e calore di messi al sole, sottili amaritudini di nocciola e mandorla e dolcezze d’albicocca e vaniglia, semplicità di fiori di campo e freschezze di mandarino.
In bocca ripropone e amplifica, sottolinea la frutta ma dal coro degli altri descrittori lascia che si distinguano bene le voci dell’agrume, della mandorla e delle erbe aromatiche.
Lungo il finale a rimarcare freschezza e minerale sapidità.
89++ Punti.

– GRECO DI TUFO DOCG “OIKOS” 2023, FONZONE (CAMPANIA): propone subito note balsamico amaricanti di timo, rosmarino e salvia, quasi a contrastare le dolci grassezze di mela e pesca mature che precedono dolcezze pasticcere e gialle florealità.
Sorso dominato dalle dolcezze fruttate cui seguono i rimandi agli altri descrittori, che appare da subito di grande, apparentemente eccessiva morbidezza ma che pazienza e lungo, fresco e mineralmente sapido finale riequilibrano perfettamente.
89- Punti.

– FRIULI COLLI ORIENTALI ROSSO “SANTUARI” 2021 RISERVA, VALENTINO BUTUSSI (FRIULI VENEZIA GIULIA): un Cabernet Sauvignon che sembra rifuggire la luce del frutto e rifugiarsi in un bosco fitto e intricato, umido di humus, punteggiato di piccoli frutti neri, balsamico di toscano tenuto tra i denti, sporco di grafite, speziato…
Il sorso è decisamente scorrevole, fresco a sottolineare l’ombra della selva; sul palato i tannini si muovono intriganti, carezzevoli ma di ruvida mano e s’allunga sapido bacchettandoci per non aver fatto attenzione alle virgole di peperone verde e a mineralità insolitamente vulcaniche.
89– Punti

– BARBARESCO DOCG 2022, GIUSEPPE CORTESE (PIEMONTE): olfatto di animo raffinato e sabaudo, scuro di camino e di bosco, luminoso e birbante di ciliegia sotto spirito, sacrale d’incenso…
Il sorso è invece sanculotto, e discorsivo, di diretta e affilata freschezza e tannini disegnati.
È lungo…moooltooo luuungooo.
Un vino di disarmante semplicità, davvero bello.
88++ Punti.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE SAN CASCIANO “ZAC” 2020, PRINCIPE CORSINI VILLA LE CORTI (TOSCANA): parco nel raccontare la frutta, sembra concentrarsi più sui toni scuri di un bosco legnoso e terragno, sulla liquirizia e sul cuoio.
Certo la ciliegia non manca, certo c’è dell’aspro di melagrana, ma ci sono anche la noce e il caffè.
Decisamente più luminoso il sorso, scorrevole e rallegrato (qui si) dalla tesa freschezza fruttata, dai tannini chiacchierini e da un tocco di sanissima rusticità toscana racchiusa nell’ultimagoccia che sporca il bicchiere.
89– Punti e tantatanta simpatia.

– CHIANTI CLASSICO DOCG GRAN SELEZIONE “ASSAI” 2022, TERRA DI SETA (TOSCANA): inizialmente soggiogato da un alcol monello si distende dopo qualche giro di calice spandendo nette note balsamiche ad aprire naso e polmoni.
Ciliegia, erbe mediterranee, sottigliezze di spezia e semplicità di fiori di campo completano un quadro olfattivo di complessità da sfogliare.
In bocca, pur non mancando il calore, è la freschezza a farla da padrona, supportata dai piacevolissimi tannini e da una sapidità che aumenta vieppiù la dinamica scorrevolezza del sorso.
Un Chianti di complessa semplicità che offre “ASSAI”.
89 Punti (p.s. nel caso Vi interessasse è anche Kosher).

– CHIANTI RUFINA DOCG “VIGNETO LASTRICATO” TERRAELECTAE 2020 RISERVA, CASTELLO DEL TREBBIO (TOSCANA): visciole e ciliegie sotto spirito s’accompagnano a note boschive di foglie secche e umide felci, humus e resina; poi la gentilezza delle rose e una nota di cuoio in chiusura.
Sorso teso ed energico, che alla bella freschezza accosta tannini ancora imbrigliati.
S’ha da fare, ma si farà.
89+ Punti.

– VINO NOBILE DI MONTEPULCIANO DOCG “MADONNA DELLA QUERCE” 2019, DEI (TOSCANA): certo s’affanna a nascondere i suoi 16° alcolici dietro quelle ciliegie nere che, inevitabilmente, diventano sotto spirito o il ripieno di un boero.
Poi s’adatta, accenna al bosco e ai funghi, lascia spazio alle spezie dolci e si distende evidenziando erbe aromatiche, alloro, pepe, ginepro e macchia mediterranea lasciando al pot purrì di fiori secchi il compito di chiudere i giochi con l’olfatto.
In bocca è profondo, fresco quanto serve, saporito e poggia il rimarchevole allungo sulle solide fondamenta tanniche.
88 Punti e il mio personalissimo premio CHETTEPOSSINO.

E QUINDI?
E quindi GRAZIE a Daniele Cernilli per avermi ospitato ancora una volta, è stato un pomeriggio impegnativo ma prezioso; GRAZIE a tuti i Produttori che hanno avuto la pazienza di dedicarmi il loro tempo in aggiunta i frutti del loro lavoro e GRAZIE a Voi che avete voluto dedicare dieci minuti del Vostro tempo per leggermi fino a qui.
Io ho messo già in agenda l’appuntamento per l’anno prossimo, quello con una 13a Edizione che, per chi ci crede, pareggerà il conto con i diciassette assaggi di quest’anno.
Vi aspetto.
