
L’AZIENDA
Siamo a Villamagna (CH), là dove una delle più piccole DOC d’Italia (e sicuramente la più piccola d’Abruzzo) firma vini che sanno di tradizione e strizzano l’occhio a un futuro non solo immaginato ma fortemente voluto.
La storia che lega TORRE ZAMBRA e la Famiglia De Cerchio al vino inizia qui nel 1910, quando il bisnonno Vincenzo acquista dai latifondisti borbonici dell’epoca i venti ettari di terreno sui quali si erge ancora oggi l’omonima torre di avvistamento per impiantarvi i primi vigneti di Montepulciano e Trebbiano.
Le vicissitudini del secondo conflitto mondiale azzerarono quanto fatto fino ad allora, il dopoguerra fu dedicato alla rinascita dell’Azienda agricola e il 1961 al primo imbottigliamento (a precorrere i tempi di gran parte dell’allora Abruzzo del vino).
Oggi l’Azienda è guidata da un Federico che ha fatto della promozione del lavoro della propria famiglia quasi una missione.
Al marchio storico si sono affiancati altri progetti in Abruzzo, Puglia e Sicilia, la nuova cantina è in fase di ultimazione e la storica torre si è quasi definitivamente trasformata nella suite più prestigiosa del moderno relais con piscina che accoglie oggi gli enoturisti e non solo.

I VINI (MA MICA TUTTI)
Sostenibilità e Tradizione sono alla base della produzione aziendale.
Una produzione incentrata prevalentemente sui rossi ma affatto dimentica di quei bianchi di cui troppo spesso ci si dimentica bevendo l’Abruzzo.
Fermentazioni spontanee, lieviti indigeni, cemento, legno ma soprattutto Territorio, un Territorio che porta nel bicchiere l’unicità delle caratteristiche pedoclimatiche di Villamagna e tutta quella resilienza abruzzese che quella Torre che campeggia in etichetta e fisicamente in Azienda rappresenta appieno.

– TERRE D’ABRUZZO IGT PECORINO “POGGIO SALAIA” BIOLOGICO 2024: mughetto e sambuco aprono le danze.
Vegetalità inattese e sottile mineralità che nell’immediato zittiscono pera Williams e susina che però non ci stanno a farsi mettere i piedi in testa.
Ed è tra queste dolcezze di frutto e le amaritudini di nocciola che si srotola il plot centrale di un olfatto che, in chiusura, s’imbelletta di cipria e note di panificazione.
In bocca spiccano freschezza e minerale sapidità e la chiusura se la giocano a pari e dispari l’agrume e la mandorla.
Un Pecorino inatteso.
87++ Punti.

– CERASUOLO D’ABRUZZO DOC “PASSO SACRO” BIOLOGICO 2024: sarà colpa del Pecorino assaggiato poco prima ma qui, quella nota di cipria evidenzia un continuum che è firma in calce alla filosofia produttiva e precede incensando le note rosse di fragoline, lamponi e ciliegie croccanti.
Le note floreali sono appannaggio dei gerani mentre sorprende una nota piuttosto netta di oliva verde.
L’assaggio evidenzia freschezza e sapidità e procede tra modernità e tradizione sottolineando ora la frutta ora quel green varietale del Montepulciano che, spesso celato, ci accompagna qui fino a una chiusura nella quale fa nuovamente capolino la frutta.
87-

– TREBBIANO D’ABRUZZO DOC “PIANA MARINA” BIOLOGICO 2023: il sottofondo è incipriato e allusivo, ma la sostanza, l’anima di questo vino è quel mare che sta laggiù…
Ve ne trasmette subito il nuotare impazzito delle alici il pizzicore del finocchietto selvatico e del timo che ne guardano la vastità dalle colline di Villamagna.
E poi arrivano le dolcezze del tiglio, della pera, dell’albicocca, dello zafferano, delle scorzette candite, del confetto…
E le freschezze di una mela Granny Smith s’accompagnano alle amaritudini della nocciola non ancora matura e alle zenzerose piccantezze.
In bocca ha massa e manca forse di un po’ di dinamismo, propone freschezza e impone sapidità, sottolineando un agrume che può traviare spingendo a lasciar lì un resto che, a calice vuoto, è tanta roba: un accenno di idrocarburo, cenere di camino per pensare, mineralità prima celata e una chiusura d’osso di pesca.
Pecca d’arrogante gioventù facendosi cercare anziché proporsi ma metterà la testa a posto.
Da bere ascoltando SEVEN INTO THE SEA degli IN TUA NUA.
89- Punti.

– MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC “MADIA” BIOLOGICO 2022: un incipit alcolico un po’ scorbutico prelude a toni aspri ed elegantemente campagnoli di piccoli frutti rossi e neri, delle more ha le spine, delle visciole l’asprezza, della prugna la dolcezza, del tè la spinta, del viticcio la vegetale freschezza.
Un po’ di terra umida introduce un sorso di delicata consistenza, luminoso di frutta croccante e tannini quasi domi che s’impegna a sostenere tipicità varietali erbacee e amaricanti ma, nel finale, china il capo lasciando campo aperto a una frutta decisamente più organizzata.
86+ Punti, ma solo perché sono cattivo e non gli perdono quella resa finale.
With the compliments.

– MONTEPULCIANO D’ABRUZZO DOC “COLLE MAGGIO” BIOLOGICO 2022: il naso mi riporta subito alle amarene che nonna metteva nel barattolo, sotto uno zucchero che al sole diventava quel nettare che tanto le piaceva, poi sono viole, tabacco trinciato forte, fresche grassezze di quegli After Eight che scartavo con giovanile supponenza e che ormai non sono più di moda, e liquirizia tutt’attorno a riempire l’atmosfera con il fumo di un camino spento.
In bocca è caldo, morbido, sostanzioso ma agile grazie alla vivacità dei tannini e alla sapidità di cui è intriso.
Chiude sui toni della frutta sottolineando un pochino troppo il legno che lo ha ospitato.
88 Punti con, forse, un -.

– VILLAMAGNA DOC 2022: Montepulciano dentro!
Selvatico, ispido, rustico, con quell’accenno pollaioso che è strizzata d’occhio e affatto vergogna…
Gli lisciano il pelo i frutti rossi in confettura, e le dolcezze balsamiche del tabacco, la grazia dei petali di rosa e la freschezza ammiccante dell’agrume lasciando posto, in ultimo, a sottili tostature di pepe e caffè.
Il sorso è un abbraccio energico che avvolge e solleva, una scossa di freschezza, una tannica pacca sulla spalla e mani fruttate che, infine, allontanano e squadrano.
Moderno?
Tradizionale?
Scegliete voi, magari aprendone una seconda bottiglia (ché la prima è finita mentre decidevate).
88 Punti.

E QUNDI?
E quindi GRAZIE a TORRE ZAMBRA e alla Famiglia De Cerchio per l’ospitalità, la cortesia e la professionalità dimostratami, GRAZIE a Luisa per avermi dedicato un paio d’ore del suo preziosissimo tempo e anche a Voi che avete avuto la cortesia di leggermi fino qui.
TORRE ZAMBRA è una piccola perla preziosa nell’ostrica di Villamagna, io tornerò per assaggiare altro, Voi andateci…ne vale la pena.
